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Aree protette e biodiversitÓ | Comunicazione | Urbanistica e territorio

Survival chiede ai turisti di boicottare il "safari umano" nelle Andamane

[ 23 giugno 2011 ]

Le Isole Andamane, un territorio dell'India nel Golfo del Bengala, al largo delle coste del Myanmar, sono uscite dal loro remoto isolamento per diventare una meta turistica sempre più richiesta per le sue per le sue meravigliose spiagge, ma il turismo sta creando molti problemi con le tribù autoctone delle isole, che niente hanno a che fare con i sempre più invadenti coloni indiani.

Ieri Survival International ha chiesto ai turisti di boicottare la strada principale (e illegale) delle Andamane, la Andaman Trunk road che attraversa la terra della tribù minacciata dei Jarawa. Alla campagna di boicottaggio di Survival si è unita anche Search, un'associazione della Andamane che difende i diritti dei Jarawa.

Stephen Corry, direttore generale di Survival spiega il senso dell'iniziativa: «Oggi chiediamo a tutti i turisti di boicottare la strada che percorre le Andamane, tenuta aperta dall'amministrazione locale in palese sprezzo dell'ordine della Corte Suprema dell'India, che nove anni fa ne ha intimato la chiusura. Nonostante le direttive, i turisti continuano ad invadere il territorio dei Jarawa mettendo a rischio le loro vite e trattandoli come animali in uno zoo. Se la situazione non migliorerà, lanceremo un boicottaggio del turismo in tutte le Isole Andamane».

Dopo una campagna lanciata con successo lo scorso anno dall'associazione che difende i popoli tribali, diversi tour operator hanno smesso di promuovere escursioni nella riserva degli Jarawa, come l'Andaman Island Adventure, che ieri ha rimosso dal suo sito ogni riferimento ai safari nel territorio Jarawa, Andaman and Nicobar Islands Tours and Travels, che ha detto di aver annullato tutti I tour programmati, Sky-Sketch (India), Andaman Island Travels, Vicky Tours and Travels - Ma autisti indipendenti e altre compagnie, come Explore Andaman with Kariappa, Rhino Jungle Adventures e Offbeat Andaman Vacations, continuano a usare la terra ancestrale dei Jarawa come un parco safari.

In passato, Survival ha condotto una campagna anche contro il controverso Barefoot resort, sorto proprio sul confine della riserva jarawa. Attualmente il villaggio è chiuso, in attesa di una sentenza della Corte Suprema dell'India.

Ma il vero pericolo per la sopravvivenza dei Jarawa, una tribù ridotta ormai a soli 365 individui, viene dall'Andaman Trunk road che, non solo è illegale perché non è stata chiusa al traffico nonostante un'ordinanza in tal senso della Corte Suprema dell'India che risale addirittura al 2002, ma che è un rischio continuo per i cacciatori-raccoglitori Jarawa, entrati in contatto con il mondo esterno solo 13 anni fa e che rischiano di essere contagiati dai turisti che portano malattie verso le quali questo piccolo popolo non ha difese immunitarie.

«Un'epidemia potrebbe essergli fatale - spiega Survival - Portare ai popoli indigeni lo "sviluppo" e il "progresso" non contribuisce a renderli più felici né più sani. Al contrario, provoca conseguenze devastanti. Rispettare i loro diritti territoriali è di gran lunga il modo migliore per assicurare il loro benessere. Ogni mese sono migliaia i turisti, indiani e internazionali, che percorrono questa strada. Le regole che dovrebbero proteggere i Jarawa sono infrante quotidianamente e la loro riserva si è trasformata in un vero e proprio parco per il safari umano. Le compagnie turistiche e gli autisti "attirano" i Jarawa con biscotti e dolciumi. Un turista ha descritto così la sua esperienza: "Il viaggio nella riserva tribale era come un vero e proprio safari: stavamo nel mezzo della foresta tropicale in attesa di vedere gli animali selvaggi, ovvero, per essere specifici, gli Jarawa". I più attratti dal cibo lanciato dai veicoli sono i bambini della tribù: diversi di loro sono rimasti coinvolti in incidenti stradali, uno ha perso una mano».

Francesca Casella, direttrice di Survival Italia, sottolinea che «I Jarawa hanno vissuto sulla loro isola, in modo indipendente e senza contatto con gli esterni, per forse 55.000 anni, fino al 1998. Oggi una strada attraversa la foresta che è la loro casa e la tribù rischia di essere decimata dalle malattie. I Jarawa si sono dati il nome di "Ang", che significa "essere umano" ma vengono trattati come animali in una riserva. L'ultimo membro della tribù confinante, quella dei Bo, è morta nel gennaio 2010. Non dobbiamo permettere che ai Jarawa tocchi lo stesso destino. Il mondo non deve tollerare la perdita di un'altra vitale, ricca e preziosa parte di umanità».

La maggior parte dei membri della tribù dei Bo è morta per le malattie importate dai colonizzatori britannici nel XIX secolo. L'ultimo sopravvissuto di questo popolo si chiamava Boa Sr e con lui è sparita anche la lingua bo una delle più antiche del mondo. Ora la storia sembra ripetersi con l' Andaman Trunk road, il simbolo del nuovo colonialismo indiano che rischia di essere il cavallo di Troia che spazzerà via dalle oltre 500 isole che costituiscono le Andamane e Nicobare le tribù autoctone, i cui antenati antenati furono i primi popoli a migrare con successo dall'Africa all'Asia.