Cerca per periodo

Data di inizio:

Data di fine:


Cerca per tipologia


Parola chiave


Altri archivi

Aree protette e biodiversitÓ | Clima

Nel Mare di Ross una riserva marina grande come l'Australia. Per salvare la vita dell'Antartide

[ 2 marzo 2012 ]

Antarctic ocean alliance (Aoa), una coalizione di associazioni ambientaliste internazionali, ha chiesto di istituire una gigantesca area marina protetta di 3,6 milioni di km2 che include gran parte del Mare di Ross, una riserva che per dimensioni è paragonabile all'Australia e che dovrebbe essere protetta dalla pesca e dallo sviluppo di altre attività umane impattanti, come completamento e centro della rete di 19 aree protette negli oceani intorno all'Antartide, contribuendo così a salvaguardare la fauna unica del continente ghiacciato.

Gli oceani che circondano l'Antartide sono tra i più incontaminati al mondo, e sono ancora relativamente salvaguardati dalle attività umane. Il Mare di Ross è ancora considerato l'ecosistema marino più integro del pianeta. Nelle acque che circondano l'Antartide vivono quasi 10.000 specie, molte delle quali introvabili altrove, ed il Mare di Ross ospita ancora grandi popolazioni di tutti i suoi predatori, e supporta molte delle specie simbolo dell'Antartide, come i pinguini imperatore, i pinguini di Adelia le balenottere minori antartiche, le foche di Weddell e le procellarie antartiche.

Ma questo ambiente unico è minacciato dalla pesca eccessiva e dagli effetti del cambiamento climatico, mentre tornano ad affacciarsi pretese minerarie. Sia la Nuova Zelanda che gli Usa avevano già proposto l'istituzione di riserve marine nel Mare di Ross, ma l'a coalizione ambientalista ritiene che sia necessaria un'area marina protetta molto più vasta. Chuck Fox, dell'Aoa, sottolinea che «Il Mare di Ross è uno degli ambienti marini più belli e relativamente incontaminati sulla Terra. Mentre ci sono due proposte sul tavolo per proteggerne alcuni, il nostro rapporto dimostra che abbiamo bisogno di un approccio molto più ampio ed incentrato sugli ecosistemi se vogliamo garantire che un ambiente sano rimanga stabile».

La Convention for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (Ccamlr), istituita nel 1982 per salvaguardare la vita marina dell'Antartide, ha accettato di creare una rete di aree marine protette per l'Antartide, ma l'Aoa chiede una maggior attenzione e coinvolgimento dell'opinione pubblica perché questo processo contribuisca davvero al raggiungimento di un livello di protezione che non sia il minimo possibile. Steve Campbell, direttore delle campagne Aoa, dice: «Ora è il momento di proteggere questo straordinario ambiente, ma avremo bisogno di coinvolgere l'opinione pubblica mondiale per fare in modo che questo accada».

Mentre altri ecosistemi marini sono minacciati e devastati dallo "sviluppo", dallo sfruttamento minerario e petrolifero, dall'inquinamento e dalla sovra pesca, il Mare di Ross è per gli oceani l'equivalente delle grandi praterie africane per la terra.

Secondo la Fao l'85% delle zone di pesca del mondo sono sfruttate all'estremo limite delle loro capacità, sovra-sfruttate o in fase di recupero. Mentre gli stock di pesci calano continuamente negli oceani di tutto il mondo e sempre più pescherecci industriali vanno a riempire le loro reti nei pericolosi mari dell'Oceano australe, le popolazioni di merluzzi dell'Antartide e della Patagonia, pesci molto longevi ma a crescita lentissima, stanno un calo impressionante, ma la loro rarefazione rappresenta una minaccia per l'equilibrio dell'intero ecosistema marino antartico. Il merluzzo artico è diventato un prodotto di lusso servito nei ristoranti di alto livello e venduto nelle pescherie specializzate degli Usa e del Giappone e in Europa.

La pesca 'Illegal, unreported and unregulated' (Iuu), fatta da pescherecci che spesso inalberano bandiere fantasma, è in pieno sviluppo. In alcune zone dell'Oceano Australe sono attuati metodi di pesca non sostenibili, a grande profondità e con reti con maglie fuorilegge e che possono arrivare a più di 100 km di lunghezza, con enormi rischi per tutta la fauna marina, compresi i mammiferi e le specie di pesci non commerciali e rare.

Il krill, il crostaceo alla base della catena alimentare artica è sempre più pescato come "integratore alimentare" ed alimento per i pesci d'allevamento. Pericoli che si aggiungono al cambiamento climatico che ha già ridotto significativamente la quantità di krill: l' 80% in meno nel Mar di Scotia, secondo una ricerca del 2004.

«Nel 991, la comunità internazionale ha preso la decisione coraggiosa di salvaguardare la regione Antartica come riserva naturale per la pace e la ricerca scientifica - sottolinea l'Aoa - Questo implica il divieto dello sfruttamento minerario, ma questa decisione non riguarda il magnifico ambiente marino antartico che resta una zona in pericolo».

Per l' Antarctic ocean alliance chiede ai leader del mondo di fare un altro passo perché l'Antartide sia davvero un luogo di pace tra gli uomini e gli altri esseri viventi.