[04/03/2013] News

Il commercio legale di specie selvatiche vale 300 miliardi di dollari l'anno...

La strana alleanza Usa Cina. Canada e Russia vogliono continuare ad abbattere gli orsi polari

E' iniziata a Bangkok la 16esima Conferenza delle parti della  Convention on international trade in endangered species of wild fauna and flora (Cites), che fino al  14 marzo deciderà come migliorare la gestione del di commercio di fauna e flora selvatiche. A Bangkok sono presenti 2.000 delegati in rappresentanza di 178 Paesi governi e popolazioni indigene, organizzazioni non governative e imprese che discuteranno,  tra le altre cose, di 70 proposte di modifica dei regolamenti che riguardano diverse singole specie. La stessa Cites fa notare che «Molte di queste proposte riflettono la crescente preoccupazione internazionale per l'escalation del bracconaggio e del traffico illegale di animali selvatici, la distruzione del mondo marino e delle risorse forestali attraverso la pesca eccessiva e il disboscamento eccessivo e i rischi che la criminalità della fauna selvatica rappresenta per la sicurezza del pianeta».

Aprendo il summit, il segretario generale della Cites, John E. Scanlon, ha ricordato che «Il 2013 è il 40esimo anniversario della Cites e sarà un anno cruciale per la fauna selvatica del mondo. La Cites è noto per prendere decisioni significative che hanno un impatto "on-the-ground". La Cites è dove la "gomma batte sulla strada" e gli esiti della nostra conferenza mondiale sulla vita selvatica nel 2013 saranno di grande importanza per il futuro di molte specie di piante e animali».

A Bangkok sono state presentate 70 proposte da parte di 55 Paesi che cercano (anche se non proprio tutte) di migliorare la salvaguardia e l'utilizzo sostenibile delle specie marine (comprese diverse specie di squali più), specie legnose (tra le quali oltre 100 palissandri e ebani del Madagascar), la popolazione di vigogna dell'Ecuador, orsi polari, elefanti africani, rinoceronti bianchi, tartarughe d'acqua dolce, rane, coccodrilli, piante ornamentali e medicinali e molte altre specie. La Cites include gli animali e le piante in diverse categorie a seconda del livello di minaccia che devono affrontare: Appendice I comprende gli animali e le piante per i quali è vietata ogni forma di commercio internazionale, tranne in rare circostanze. In questa categoria sono 530 specie animali, compresi rinoceronti bianchi, tigri e gorilla. Appendice II è molto più estesa. Consente il commercio di specie di  animali e piante ma solo con licenze e sotto stretto controllo. Comprende più di  4.460 animali e 28.000 piante, compresi gli  orsi polari ed alcune specie di squali. Appendice III include le specie che sono protette entro i confini di un Paese membro Cites. In questo gruppo ci sono 290,specie, incluso il bradipo  bradipo didattilo.

Nel loro insieme le richieste di modifica riguardano: 48 proposte su specie animali; 22 proposte per le piante; 10 proposte di trasferimento dall'Appendice I all'Appendice II; 12 proposte di trasferimento dall'Appendice II alla I; 25 proposte di inclusione nell'Appendice II;  Cancellazione dall'Appendice I di 7 specie animali delle quali 6 estinte; Cancellazione dall'Appendice II di 11 specie, tra le quali 4 specie animali estinte; 5 annotazioni sulle Appendici.

Molte di queste proposte sono state presentate congiuntamente, anche da paesi produttori e consumatori, e riflettono la crescente preoccupazione internazionale sul declino accelerato della biodiversità causato dal commercio illegale e non sostenibile delle singole specie.

Solo le importazioni mondiali legali di prodotti naturali valgono più di 300 miliardi di dollari l'anno e questo fa capire perché il processo decisionale della Cites sia fortemente condizionato dagli  interessi politici ed economici dei Paesi membri e perché il voto segreto sia uno degli ostacoli alla trasparenza delle decisioni. Secondo molte Ong e comunità locali le delegazioni della Cites a volte si nascondono dietro lo scrutinio segreto per evitare di essere individuate tra colori che mettono gli interessi commerciali davanti alla salvaguardia, per questo sono forti le pressioni perché il summit Cites di Bangkok voti per limitare l'uso del voto segreto. .

Mark Jones, di Humane Society International, ha detto a Bbc News: «La Cites dovrebbe essere un organismo trasparente, ma le votazioni a scrutinio segreto sono facilmente applicabili  su richiesta di alcune parti che non vogliono che il loro voto sia conosciuto. Sosteniamo una maggiore trasparenza, in modo che le parti possono essere chiamate a rispondere».

Un altro problema che sta dividendo le delegazioni governative e le Ong è lo status degli orsi polari: gli Usa propongono di vietare il commercio di tutte le parti di orso, ma Canada e Russia si oppongono ferocemente, visto che uccidono ogni anno 400 orsi bianchi. Dan Ashe, direttore del Fish and wildlife service Usa e capo della delegazione americana alla Cites, evidenzia che «Pur riconoscendo che il commercio di parti di orso  non è il fattore che sta portando gli orsi polari verso l'estinzione, crediamo che il commercio di parti di orso debba cessare».

Il Kenya propone una moratoria sull'esportazione di corni e trofei di rinoceronte dal Sudafrica e dallo Swaziland, ma anche qui ci sono pareri contrastanti. Nonostante nel 2012 in Sudafrica i bracconieri abbiano ucciso 668 rinoceronti e più di 100 siano già stati abbattuti quest'anno, alcuni ambientalisti ritengono che i safari organizzati abbiano in realtà aiutato la popolazione di rinoceronti a riprendersi, portando anche delle entrate dal turismo. Altri ricercatori chiedono addirittura di legalizzare il commerci di corna di rinoceronte, dato che l'attuale divieto fa aumentare il loro prezzo e quindi il bracconaggio.

Anche per diverse  specie di squali è stata chiesta una maggiore protezione ed una serie di rapporti molto preoccupanti rivelano che ogni anno vengono uccisi dalla pesca commerciale oltre 100 milioni di questi pesci.

La buona notizia è che a Bangkok sembra saldarsi un'alleanza tra le due maggiori potenze economiche planetaria, Usa e Cina che hanno presentato insieme proposte per limitare il commercio di tartarughe e testuggini asiatiche. Ashe pensa che sia «Un passo significativo. E' la prima volta che facciamo una proposta congiunta con la Cina, il che fa ben sperare per una futura collaborazione emergente tra gli Stati Uniti e la Cina». Gli Usa sembrano molto attivi anche sul fronte del commercio del legname internazionale e spingono per regolamentare in maniera più stringente quello di alcune specie rare.

Achim Steiner, direttore esecutivo dell'United Nations environment programme (Unep), ha evidenziato che «La Cites è rilevante oggi come lo era quarant'anni fa, anzi, forse ancora di più. Dato che il sovrasfruttamento delle essenziali risorse naturali di base del mondo pone i paesi su una strada insostenibile e sempre più pressione viene esercitata sulle specie. Eppure la Cites, accanto a molti altri accordi internazionali, offre una vasta gamma di esempi in cui i paesi colgono le opportunità di procedere lungo strade di sviluppo molto più efficiente nelle risorse. I risultati di Rio +20 e di meeting  come la Conferenza Cites forniscono un punto di riferimento per accelerare e mettere in atto un positivo cambiamento ambientale insieme ad importanti obiettivi economici e sociali».

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