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[ 27 aprile 2010 ] Energia | Rifiuti e bonifiche

Disastro del Golfo del Messico, Greenpeace e Sierra Club ad Obama: cambia rotta su petrolio e carbone

LIVORNO. Il naufragio e il disastro della piattaforma di perforazione petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico ed il conseguente sversamento in mare di grandi quantità di idrocarburi sta scatenando le associazioni ambientaliste Usa, a cominciare da Greenpeace che dice: «L'unico modo per evitare che questo tipo di calamità si verifichino in futuro è quello di fermare la continua ricerca di petrolio e gas offshore e mettere il pianeta sulla strada più sostenibile delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. Il 31 marzo, il presidente Obama ha annunciato un piano per consentire l'esplorazione e la perforazione di petrolio e di gas e di perforazione in 167 milioni di acri di acque costiere, che sono stati protetti per decenni. Il piano di Obama potrebbe esporre le acque al largo degli stati del sud Atlantico e del Golfo del Messico orientale a fuoriuscite di petrolio e altri pericoli, che minacciano il turismo e le comunità che dipendono dalla pesca. La notizia è anche peggiore per i mari di Beaufort e Chukchi in Alaska, che sono particolarmente sensibili alle trivellazioni petrolifere in quanto rappresentano un habitat critico per orsi polari, balene, foche ed altre importanti specie artiche. E, naturalmente, aprendo più zone alla perforazione si prolunga solo la nostra pericolosa dipendenza dal il petrolio, che ci spinge sempre più vicino ad un cambiamento climatico galoppante. E' il momento di smetterla con il petrolio, "get clean", e passare in modo definitivo alle energie rinnovabili».

Greenpeace chiede di scrivere al presidente Barack Obama «Perché dica semplicemente no alla perforazione in mare aperto. E' il momento di rompere la nostra dipendenza dal petrolio, non alimentiamola».

Ecco il testo dell'e-mail da inviare: «Caro presidente Obama, bruciare i combustibili fossili come il petrolio sta uccidendo il nostro pianeta, Lei ha ottenuto l'elezione in parte anche perché aveva promesso di portare l'America verso un futuro di energia pulita. Ma la sua proposta di ampliare di perforazione offshore fa esattamente il contrario. Più perforazioni minacciano le nostre spiagge, coste, oceani e le comunità e la fauna selvatica che dipendono da loro. E' un puntello alle miliardarie compagnie petrolifere che hanno bloccato per decenni l'azione sul cambiamento climatico. Ritarda la rivoluzione energetica in grado di proteggere il pianeta e di far fare un balzo in avanti alla nostra cadente economia».

Anche il direttore esecutivo di Sierra Club Michael Brune si rivolge direttamente a Obama per chiedergli di rompere con la dipendenza da petrolio e carbone: «Attualmente l'America è il lutto o per la scomparsa dei lavoratori in una miniera di carbone nel West Virginia e in una piattaforma petrolifera al largo delle coste della Louisiana. La tragedia che ha anche causando la fuoriuscita di 42.000 galloni di petrolio che sono riversati nel Golfo ogni giorno. Questi disastri umani e ambientali mettono in marcato rilievo il nostro disperato bisogno di una nuova economia dell'energia pulita in rilievo marcato. Dobbiamo abbandonare le fonti energetiche sporche, pericolose e mortali. Ci uniamo ai nostri colleghi nel dire che ogni giorno che il Senato non riesce a far passare la politica climatica e per l'energia pulita, mettiamo la nostra economia, la nostra sicurezza nazionale e il nostro ambiente a rischio. Ora è il momento di far tornare al'America in controllo del nostro futuro energetico globale con l'energia pulita e la legislazione del clima. E' ora di finire ciò che abbiamo iniziato. La proposta di Kerry-Graham-Lieberman può servire come una base con la quale essere in grado di liberare l'America dalla dipendenza dal petrolio straniero, creare milioni di nuovi posti di lavoro nella produzione di energia pulita, nell'edilizia e nei servizi qui a casa, e per tagliare l'inquinamento da carbonio che minaccia la nostra economia, la nostra salute e il nostro clima. Ma se il Senato lo completa servirà solo come una solido fondamento. Alle sporche industrie energetiche del passato, come carbone, petrolio e nucleare non deve essere permesso di far pressione in Senato per annacquare la proposta ed indebolire i clean air standard che proteggono la nostra salute; per sovvenzionare indebitamente tecnologie energetiche come il nucleare, che già riceve un finanziamento pubblico sleale, oppure per ignorare la necessità per l'America di fungere da leader mondiale nella protezione delle foreste e aiutare il mondo a prepararsi alla potenziale distruzione climatica. Chiediamo al Senato e al presidente Obama di lavorare con gli sponsor del progetto di legge per far avanzare questo processo, rafforzare il disegno di legge, sulla base delle migliori caratteristiche di altre proposte di altri senatori, e portarla al livello di completezza necessario per poterla sottoporre al Senato nella prossime settimane».

Il Sierra Club ha avviato la Beyond Coal Campaign che punta a spostare l'economia Usa verso un futuro ad energia pulita attraverso lo stop a nuove centrali a carbone inquinanti, il "phasing out" degli impianti esistenti, e mantenendo le riserve di carbone degli Usa all'interno ed al di fuori dei mercati internazionali. E' in parte anche grazie alla Beyond Coal Campaignse i piani per 127 nuove centrali a carbone sono stati archiviati ed è stata interrotta quella che gli ambientalisti statunitensi chiamano la coal rush, impedendo così l'emissione di oltre 335 milioni di tonnellate di CO2 nell'atmosfera. All'iniziativa ha partecipato attivamente la Washington University Student Union che l'anno scorso, con la campagna Campuses Beyond Coal, ha chiesto al Consorzio Usa delle imprese carbonifere di togliere le parole "clean coal" (carbone pulito) dal suo nome.