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[ 29 aprile 2010 ] Energia | Rifiuti e bonifiche

Scorie radioattive: gli europei vogliono una legislazione Ue

Il 61% degli italiani pensa che il nucleare sia pericoloso

BRUXELLES. La Commissione europea ha pubblicato oggi il sondaggio "Gli europei e la sicurezza nucleare" di Eurobarometro dal quale emerge che la stragrande maggioranza dei cittadini europei è favorevole ad una normativa europea che regolamenti la gestione dei rifiuti radioattivi. «Sia i paesi che possiedono centrali nucleari, sia quelli che non utilizzano l'energia nucleare condividono la stessa preoccupazione per il rischio connesso ai rifiuti radioattivi» spiega una nota della Commissioni. Attualmente 15 Stati dell'Ue su 27 hanno centrali nucleari, ma sono progettati solo alcuni depositi per lo stoccaggio definitivo delle scorie radioattive  più pericolose. La Commissione europea vuole proporre una normativa sulla gestione dei rifiuti radioattivi nella seconda metà del 2010 ed ha avviato una consultazione pubblica su tale proposta legislativa. «Benché la Commissione europea rispetti pienamente la competenza nazionale in materia di mix energetico - spiega la Commissione - L'Ue ha assunto l'impegno di elaborare il quadro giuridico più avanzato d'Europa per la sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti radioattivi. La competenza dell'Ue ad adottare norme minime in materia di sicurezza nucleare è espressamente sancita dal trattato Euratom».

Secondo il sondaggio, l'82% dei cittadini europei ritiene che la gestione dei rifiuti radioattivi debba essere regolamentata a livello dell'Ue. «Questa convinzione è diffusa uniformemente in tutta l'Unione europea. Il consenso è praticamente unanime a Cipro (93%), in Ungheria (90%), nei Paesi Bassi (90%) e in Slovenia (90%). Anche all'estremità opposta dello spettro, cioè nei paesi in cui questa opinione è meno condivisa, esiste comunque una maggioranza favorevole (59% in Austria, 60% nel Regno Unito, 62% a Malta)».

I cittadini Ue sono allarmati per i rischi di terrorismo e di uso improprio dei materiali nucleari, ma la maggioranza (59%) è convinta che gli impianti nucleari possano funzionare in modo sicuro. Eurpobarometro spiega che «La media di coloro che sostengono questa opinione nell'insieme dell'Ue è rimasta stabile rispetto all'analogo sondaggio del 2006. Si constatano peraltro sensibili variazioni a livello nazionale: in 14 paesi questa opinione guadagna terreno, particolarmente in Irlanda (+11), Polonia e Lussemburgo (+9), Malta, Estonia e Italia (+6), mentre in altri sembra perdere credibilità (Bulgaria -9, Germania -7, Francia e Romania -5)». Comunque per il 57% degli italiani la realizzazione di impianti nucleari rappresenta un rischio per sé e per la propria famiglia (ai quali va aggiunto il 4% che dice spontaneamente che il nucleare non è applicabile all'Italia), mentre il 33% pensa che non ci sia nessun pericolo e il 9% non sa o non risponde. Sono probabilmente questi i dati che hanno impensierito Berlusconi e gli hanno fatto fare la proposta di una campagna propagandistica sulla Rai per convincerci che il nucleare è sicuro e fa bene.

Günther Oettinger, commissario europeo per l'Energia, sottolinea che «Tutti gli europei, che abbiano o meno centrali nucleari sul loro territorio nazionale, condividono le stesse preoccupazioni, le quali non vanno prese alla leggera; dobbiamo infatti adoperarci affinché i rifiuti radioattivi siano smaltiti in modo sicuro per la popolazione e per l'ambiente».