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[ 21 luglio 2010 ] Clima | Energia | Inquinamenti

La Cina contesta la classifica dell'International energy agency. «Non è vero che abbiamo superato gli Usa»

LIVORNO. Ai cinesi non è andata giù la classifica stilata dall'International energy agency (Iea) che certifica che nel 2009 c'è stato il sorpasso della Cina sugli Usa come primo consumatore mondiale di energia. In una conferenza stampa convocata a Pechino Zhu Xian, un dirigente dell'Amministrazione nazionale dell'energia della Cina, ha detto che «I dati dell'Iea sul consumo di energia cinese sono poco affidabili». Zhu ha contestato senza mezzi termini i dati dell'Iae secondo i quali la Cina avrebbe consumato 2,252 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), lo 0,4% in più dei 2,17 miliardi di Tep statunitensi.

I cinesi contrappongono i dati di un rapporto presentato a febbraio da loro Ufficio nazionale di statistica che invece dice che il consumo energetico della Cina si sarebbe limitato a 3,1 miliardi di tonnellate equivalenti di carbone(Tec), equivalenti a 2,132 miliardi di Tep, quindi qualcosa meno degli Usa.

L'agenzia ufficiale Xinua riferisce (stranamente e significativamente) quanto dichiarato da un responsabile dell' Ufficio nazionale di statistica che ha chiesto di rimanere anonimo: «L'Iae e l'autorità statistica cinese non raccolgono i loro dati nella stessa maniera, il che avrebbe potuto portare a delle divergenze».

Zhou Xian ha rimarcato che «L'Iae sembra non prendere in considerazione gli sforzi vigorosi condotti dalla Cina per limitare le sue spese energetiche e le sue emissioni, in particolare grazie ai suoi progressi rapidi nel settore delle nuove energie». L'alto funzionario cinese ha fatto l'esempio della diga delle Tre Gole, la più grande centrale idroelettrica al mondo (che ha però altrettanto giganteschi problemi ambientali) e sull'espansione rapida del nucleare, ma anche sull'utilizzo dell'energia solare per riscaldare l'acqua e sulla crescita imponente dell'energia eolica.

Naturalmente le scaramucce sui dati fanno parte della vera e propria battaglia campale che si sta svolgendo sugli obblighi di riduzione dei gas serra e sul post-kyoto, per questo la Cina ha reso noto nelle stesse ore in cui contestava la classifica dell'Iae anche i dati sul consumo di carbone che nel 2015 dovrebbero calare al 63% del consumo energetico nazionale, 7 punti in meno rispetto al 70% registrato nel 2009. Jiang Bing, il direttore del dipartimento sviluppo e pianificazione dell'Amministrazione nazionale dell'energia, ha assicurato che «I combustibili non-fossili forniranno l'11% dell'energia della quale la Cina avrà bisogno nel 2015 e il 15% nel 2020. La Cina si impegnerà ad aumentare il consumo di combustibili non-fossili, riducendo le emissioni di carbonio nel corso dei prossimi 5 anni».

Un altro responsabile dell'amministrazione energetica cinese, Zhou Xi'an, ha aggiunto che «La Cina ha chiuso 620 piccole miniere di carbone di qualità inferiore durante i primi 5 mesi dell'anno».