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[ 30 luglio 2010 ] Aree protette e biodiversità

L'individuazione delle zone di protezione degli uccelli può andare oltre l'Iba

Eleonora Santucci

LIVORNO. L'individuazione delle zone di protezione degli uccelli non può essere limitata al solo riferimento dell'inventario delle aree prioritarie per la conservazione dell'avifauna (Iba acronimo di importants beards areas). Può essere estesa anche ad aree diverse basta che sia dimostrata la presenza di flussi di uccelli appartenenti a specie protette nel rispetto della normativa comunitaria. Dunque deve essere supportata da una adeguata istruttoria che "dia conto del perseguimento in concreto della finalità protettiva in relazione alla particolare situazione dei luoghi".

Lo afferma il consiglio di Stato che conferma la sentenza del Tribunale amministrativo regionale delle Marche (Tar) relativa all'adozione di speciali misure di conservazione di varie specie di uccelli.
La questione approda al Tar proprio perché viene sollevata, dal proprietario del fondo limitrofo, la non coincidenza tra il decreto ministeriale approvativo delle Zone di protezione speciale (Zps) e la delibera regionale relativa alla individuazione delle stesse aree di protezione speciale. La Regione avrebbe adottato la delibera sulla base di elaborati cartografici da cui risulterebbe esclusa l'area di Sasso Orecchie.

Ma secondo i primi giudici e il Tar la cartografia allegata al Dm sarebbe del tutto coincidente con quella pubblicata sul Bur regionale, ricomprendendo entrambe l'area.

Così come secondo il Consiglio, la successiva e parziale modifica dei confini territoriali di alcune zone del sito di interesse comunitario (Sic) e Zps non riguarderebbe il territorio della Provincia di Ancona, ove si trova il terreno del ricorrente. Perché si tratta dell'aggiornamento delle delimitazioni soltanto di alcuni Sic e Zps ricadenti nel territorio della Provincia di Macerata. E comunque si tratta di un intervento correttivo minimale.

Già dal 1979 esiste un'apposita disciplina europea, (che a seguito di varie modifiche è stata recentemente codificata) sulla conservazione degli uccelli selvatici. Una disciplina che concerne la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri e che si prefigge anche la protezione dei loro habitat.

Non a caso nel sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente l'Ue prevede azioni specifiche per la biodiversità, compresa la protezione degli uccelli e dei loro habitat.
E non a caso esiste Natura 2000 ossia la rete europea di zone e di aree speciali di conservazione che si propone di proteggere le aree naturali e le biodiversità della Comunità.