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[ 5 febbraio 2010 ]

Le scimmie bonobo, gli eterni Peter Pan che non conoscono l'egoismo

LIVORNO. Lo studio "Bonobos exhibit delayed development of social behavior and cognition relative to chimpanzees" ed un altro articolo pubblicati su Current biology svelano un aspetto della già sorprendente e pacifica vita dei nostri più vicini parenti, i bonobo (pan paniscus), dai quale gli esseri umani potrebbero imparare molto sulla generosità. Lo studio è stato condotto da Victoria Wobber, Richard Wrangham e Brian Hare, ricercatori delle università statunitensi di Harvard e Duke all'interno del progetto "Genomic and phenotypic evolution of bonobos, chimpanzees and humans" (Twopan) finanziato dall'Unione europea.

Sul sito della Duke university si legge: «La condivisione è un comportamento con il quale i lavoratori della sanità e le maestre d'asilo tendono ad offrire ai giovani esseri umani molto conforto. Ma per i nostri cugini, le scimmie bonobo, la generosità è solo naturale. In effetti, secondo a un paio di articoli sull'ultimo Current biology, sembra che i bonobo non abbiano mai imparato a non condividere. Gli scimpanzé, invece, sono noti per il riservare il cibo per se stessi, anche con aggressioni fisiche, se necessario».

I ricercatori hanno studiato il comportamento di condivisione degli alimenti e sociale tra scimpanzè e bonobo, che vivono in aree protette africane (il santuario Tchimpounga, nel Congo e il santuario Lola ya Bonobo, vicino a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo) ed hanno scoperto marcate differenze comportamentali tra le due specie che potrebbero derivare dai diversi modelli di sviluppo e sociali-culturali che storicamente hanno adottato questi due primati così simili tra loro e così vicini all'uomo.

Su Current biology si legge che «Variazioni fenotipiche tra le specie si possono verificare quando l'evoluzione assume diverse forme di sviluppo. Qui, abbiamo testato se le differenze nel comportamento sociale e cognitivo di bonobo e scimpanzé derivino da cambiamenti nella loro ontogenesi, guardando i comportamenti relativi alla competizione, in particolare per l'alimentazione. Abbiamo scoperto che gli scimpanzé (n = 30), raggiunta l'età adulta, sono diventati sempre più intolleranti nella condivisione del cibo, mentre i bonobo adulti (n = 24) hanno mantenuto livelli di tolleranza elevati, simili a quelli giovanili. Abbiamo anche studiato l'ontogenesi dell'inibizione durante i comportamenti che simulano la concorrenza alimentare. In due diversi test, abbiamo riscontrato che i bonobo (n = 30) presentava un ritardo di sviluppo rispetto agli scimpanzé (n = 29) nell'acquisizione di inibizione sociale, con differenze che risultano minori tra i bonobo adulti. I risultati suggeriscono che le differenze sociali e cognitive tra queste due specie sono strettamente connessi derivano a cambiamenti evolutivi nello sviluppo del cervello».

A differenza di altri primati, uomo compreso, i bonobo sono quindi portati a condividere sempre. I ricercatori sottolineano che «L'aspetto particolarmente interessante di questo comportamento altruista sta proprio nella sua naturalezza, caratteristica che non si riscontra invece negli esseri umani, che devono infatti essere "educati" alla generosità». I bonobo non sembrano aver imparato mai ad essere egoisti, a differenza dei bellicosi scimpanzé, che invecchiando aumentano il loro egoismo fino ad assumere comportamenti violenti e feroci.

Il bollettino scientifico dell'Unione europea, Cordis, spiega come si è svolta la ricerca: «I bonobo e gli scimpanzé sono stati messi a coppie in un recinto presso le strutture di Tchimpounga. Qui, i ricercatori hanno scoperto che i bonobo più giovani, così come i giovani scimpanzé, erano propensi a condividere il cibo, cosa che non accadeva invece nel caso degli scimpanzé adulti. Presso le strutture di Loya ya Bonobo, ai bonobo è stata data una grande quantità di cibo, mentre un altro esemplare della stessa specie restava a guardare dietro un cancello. In linea con il comportamento della propria specie, i bonobo sceglievano di aprire il cancello e di condividere il cibo con il loro compagno».

Brian Hare spiega che «Uno scimpanzé non compierebbe mai un atto del genere volontariamente. Gli scimpanzé compiono sì azioni per aiutare gli altri, ma l'unica cosa che non fanno è condividere il cibo. I bonobo sembrano vivere in una sorta di "mondo di Peter Pan: non crescono e continuano a condividere le loro cose».

Secondo i ricercatori la mancanza di egoismo nei bonobo sarebbe dovuto alla relativa abbondanza di cibo nell'ambiente che li circonda: «A differenza degli scimpanzé e dei gorilla, che sono costretti a combattere quotidianamente per procacciarsi il cibo, i bonobo non hanno difficoltà in questo senso - evidenzia Victoria Webber - Sembra che alcune di queste differenze evidenziate nell'età adulta derivino da differenze evolutive. L'evoluzione ha influito sullo sviluppo della loro cognizione».

Secondo Richard Wrangham «Nel chiedere aiuto gli scimpanzé sono estremamente rapidi, mentre i bonobo hanno ancora un certo margine di miglioramento. Gli scimpanzé più giovani devono imparare a individuare qual è l'adulto di cui possono attirare l'attenzione: nella comunità degli scimpanzé, infatti, impossessarsi di una grande quantità di cibo è un privilegio "gerarchico". Questo non implica che i bonobo siano meno intelligenti, ma che non hanno ancora l'esperienza necessaria per sapere a quale esemplare rivolgersi, e in quale momento, per chiedere cibo».