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[ 21 settembre 2009 ] Clima | Energia

Il Giappone presenterà la Hatoyama Initiative ed il suo green plan all’Onu

LIVORNO. Il nuovo primo ministro democratico del Giappone, Yukio Hatoyama, presenterà un programma di sostegno ai Paesi in via di sviluppo per finanziare le tecnologie per la lotta contro i cambiamenti climatici. Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Sakihito Ozawa (Nella foto) alla vigilia del vertice dei leader mondiali sui cambiamenti climatici convocato dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a New York.

Hatoyama punta a far diventare il Giappone uno dei Paesi leader sul clima a livello globale. «La Hatoyama Initiative verrà annunciate alle Nazioni Unite, e tutti dovrebbero riporre in questo grandi speranze» ha detto Ozawa durante una conferenza stampa.

Il Giappone lavorerebbe ad un vero e proprio green plan, con obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra a Copenhagen ed il nuovo governo sarebbe convinto dei vantaggi economici che deriverebbero da uno spostamento della produzione di energia verso le fonti rinnovabili.

Il cambio di passo rispetto all'eco-scetticismo del precedente governo liberaldemocratico sembra evidente: Hatoyama si è impegnato a ridurre le emissioni del 25% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Hatoyama a New York probabilmente chiarirà quali fondi e tecnologie fornirà ai Paesi in via di sviluppo per ridurre le loro emissioni.

Ozawa ha detto di sperare che il nuovo programma giapponese serva da incentivo alle grandi economie emergenti, come Cina ed India, ad aderire ad un nuovo Protocollo post-Kyoto sul clima. «Credo che la Hatoyama Initiative sarà un grande strumento - ha spiegato il ministro dell'ambiente giapponese - per coloro che si uniranno a Hatoyama questa settimana per la riunione dei leader mondiali delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il vertice dei leader del G20 e delle economie emergenti a Pittsburgh».

Ozawa, che non è certo il classico ministro dell'ambiente, visto che è ex banchiere ed un esperto di politica economica, ha spiegato che il nuovo governo giapponese sta lavorando per convincere le imprese e l'opinione pubblica a realizzare un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 25%, un traguardo molto più arduo di quello misero previsto dal precedente governo conservatore (ed il 5% in più di quello dell'Ue) che rischia seriamente di scontrarsi con l'opposizione delle industrie energetiche e multinazionali del Giappone proprio mentre il Paese sembra stia faticosamente uscendo dalla peggiore recessione dal dopoguerra. I giornali dell'Impero intanto sottolineano il peso che ricadrà sulle famiglie "costrette" ad installare impianti per il risparmio energetico e i pannelli solari.

Ozawa risponde che «Vogliamo delineare un modello che dimostri che il cambiamento climatico non è necessariamente negativo per l'economia, ma che potrebbe invece essere un driver per la crescita. Spero di redigere un piano che delinea qu7esto modello economico entro i prossimi due mesi».

Il Green plan del governo di centro-sinistra di Tokyo dovrebbe contenere una tassa ambientale, per favorire il raggiungimento degli obiettivi di taglio delle emissioni, ed un mercato nazionale di scambio delle emissioni nazionali con limiti obbligatori secondo il volume di emissioni. Comunque i dettagli del green plan devono essere ancora dibattuti all'interno del nuovo governo, probabilmente Hatoyama all'Onu fornirà le linee e la base di questa discussione interna che dovrà essere molto accelerata, visto che il Giappone dovrà arrivare pronto a Copenhagen con il suo piano e la sua iniziativa.