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Vivere con cura di Marinella Correggia

 

[ 14 ottobre 2009 ] Clima

Verso Copenhagen. "Compensazioni" delle emissioni o moderne indulgenze? (II)

"Compensazioni" delle emissioni o moderne indulgenze? (II)
Nella rubrica del 30 settembre abbiamo trattato della cosiddetta "neutralizzazione" (o azzeramento, o compensazione, o condono) delle emissioni di gas serra di individui, collettività, nazioni, grazie a un semplice e davvero economico esborso in denaro, come promettono varie agenzie "specializzate". Moderne indulgenze, come abbiamo cercato di dimostrare. La priorità assoluta e urgente è abbattere davvero le nostre emissioni. Come per i rifiuti, meglio non farli che arrampicarsi per riciclarli.

Ma abbiamo anche detto che un modo vero per compensare le emissioni incomprimibili (a meno di ritirarsi in una grotta) è certo piantare direttamente alberi però in precise condizioni, o riuscire, con il nostro intervento diretto e faticoso di cittadini o condomini o lavoratori o studenti, ad abbattere certe emissioni collettive che altrimenti, senza il nostro ruolo attivo, sarebbero continuate con lo stesso ritmo per un po': pro quota e pro tempore (prima o poi la conversione sarebbe avvenuta ugualmente) la riduzione collettiva di cui ci possiamo attribuire il merito va a scalare emissioni dal nostro budget.

Possiamo anche partire dal piccolissimo: ecco alcune ideuzze. Se mentre compiamo il nostro tragitto in treno pendolare raccogliamo e avviamo al riciclaggio un chilo di quei giornali gratuiti altrimenti abbandonati sui sedili, possiamo attribuirci un centinaio di grammi di condono per le nostre emissioni poiché favoriamo il recupero di un materiale che si sarebbe perso. E un chilo oggi un chilo domani, diventa una cifra! Se otteniamo che in ufficio usino meno fogli bianchi o facciamo le fotocopie su due facciate o via dicendo, possiamo dirci contenti di aver evitato ogni risma circa 3 kg di CO2, e scaliamola dal nostro budget! Se otteniamo, noi utenti di mezzi pubblici, che colleghi o genitori di allievi lascino l'auto per il treno, il bus o il car sharing, qualche frazione di merito possiamo attribuircela. Se riusciamo (sarà dura!) a convertire la mensa al bio-local-veg-equo almeno in parte (comprese le stoviglie di ceramica), sarà un'altra bella vittoria. Idem se la festa grazie al nostro impegno bandirà ogni rifiuto, anche quelli comportabili, magari chiedendo ai partecipanti di portare le stoviglie da casa. E se convertiremo il negozio alle borse di tela, consideriamo che ogni 1.000 sacchetti di plastica risparmiati, sono oltre 10 kg di CO2 non emessi.

Meriti più grossi ancora se ad esempio riusciamo a provocare la svolta al risparmio in un ente locale o in un'azienda. Legambiente e Azzero CO2 (www.azzeroco2.it) offrono il servizio di calcolo delle emissioni individuali e collettive e l'individuazione di soluzioni di riduzione appropriate sia per imprese sia per enti locali. Offrono anche la "neutralizzazione delle emissioni attraverso l'acquisto di crediti sul mercato volontario), ma su questo ci permettiamo di dissentire. Salvo se si tratta, ripetiamo, di emissioni non comprimibili, residue come quel 10% di rifiuti che rimarrebbe forse dopo la prevenzione e la raccolta differenziata serissima.

Facciamo l'esempio di un piccolissimo comune, a cui possiamo suggerire quel che segue. Ecco che cosa potrebbe essere aiutato a fare, come indica il sito di Azzero Co2. Con la caldaia a biomassa risparmio di energia del 20-50%, ritorno dell'investimento in tre anni. Il risparmio in CO2 si può misurare: ogni metro cubo di metano sono 2 kg in meno emessi in atmosfera, secondo i calcoli del sito. Poi c'è il fotovoltaico, il solare termico (risparmio del 50-80% delle fonti convenzionali), l'illuminazione a Led che riduce del 60% i consumi di energia elettrica (e ogni 1.000 kWh in meno sono 600 kg di Co2 in meno!), il telo diatermico per la piscina (risparmio di energia del 30-50% anno), la riforma della mobilità, ma anche la creazione di gruppi d'acquisto a filiera corta fra i cittadini e interventi di educazione degli stessi. Se per nostra iniziativa questo cambiamento riesce, possiamo considerarci sgravati di 500 kg di CO2 forfettari all'anno (per stare modesti) ogni mille abitanti!

Ma, ripetiamo, questa sottrazione andrà a condonarci solo le emissioni incomprimibili nei vari settori. Giacché anche mangiando veg-equo-bio-locale, qualche emissione c'è, e lo stesso per i viaggi non eliminabili in tram, metrò o treno e simili...L'entità di queste emissioni incomprimibili la calcoleremo nelle prossime puntate.