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[ 30 ottobre 2009 ] Rifiuti e bonifiche

Italia del recupero: non solo imballaggi

RIMINI. Il decimo rapporto "L'Italia del Recupero"di Fise Unire (l'associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) mostra <>- come lo ha definito Claudio Francia, che del rapporto è il curatore, ma anche criticità.
L'industria del recupero e del riciclaggio - è stato sottolineato nella presentazione oggi a Ecomndo del rapporto- è diventata infatti un importante settore dell'economia nazionale, caratterizzato, in particolare in alcuni comparti, da una forte innovazione tecnologica, e rappresenta l'anello finale di un ciclo che garantisce l'effettivo riutilizzo dei materiali recuperati, ottenendo due importanti risultati ambientali: sottrarre rifiuti alle forme di smaltimento in discarica e ridurre l'uso di materie vergini nei processi industriali, con minori consumi di energia e minore produzione di gas climalteranti.
Un settore che ha mostrato nell'ultimo decennio una forte dinamicità in Italia e in Europa crescendo a ritmi superiori a quelli registrati dall'industria in generale: la disponibilità di materie prime secondarie è diventata basilare per diversi settori industriali e, in molti comparti, l'utilizzo delle materie prime secondarie rappresenta una quota preponderante in rapporto all'uso delle materie prime vergini. Questo ha significato che per acciaio, alluminio, carta e vetro, il 50% degli input alla produzione è costituito ormai da materie prime secondarie.
Ma c'è un ma. Dopo questo decennio positivo già a metà del 2008 la crisi economica e quindi produttiva ha cominciato a toccare tutte le fasi del ciclo, dalla raccolta, al recupero, al riciclaggio.
In aggiunta a questo ci sono problemi di qualità legati ai sistemi di raccolta ma soprattutto difficoltà relative alla creazione ed al potenziamento degli sbocchi di mercato per le materie prime secondarie.
Nel 2008 in Italia, escludendo il recupero dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, la rete di recupero ha raccolto oltre 32 milioni di tonnellate di materiali, di cui 18 milioni di tonnellate di metalli, 6,3 milioni di tonnellate di carta e cartone, 3,9 milioni di tonnellate di legno, 1,6 milioni di tonnellate di vetro e 958 mila tonnellate di plastica (queste relative all'anno 2007).
Il recupero con riciclaggio di materia è stato di 38,2 milioni di tonnellate, superiore alla raccolta di oltre 6 milioni di tonnellate, coperte con l'importazione netta di diversi materiali in particolare con 5,6 milioni di tonnellate di rottami ferrosi, 417 mila tonnellate di alluminio, 560 mila tonnellate di legno, 385 mila tonnellate di plastica, 202 mila tonnellate di vetro.
L'unico settore che in Italia ha superato la capacità di riciclaggio è quello della carta e cartone,
che ha raggiunto un'esportazione netta positiva di 987 mila tonnellate (mentre la sola esportazione è stata pari a circa 1,5 milioni di tonnellate).
I dati che riguardano i principali canali di recupero mettono poi in evidenza un altro dato particolarmente significativo, ovvero che il circuito dei rifiuti urbani e quello degli imballaggi da rsu rappresenta solo una parte - quasi residuale- dei materiali raccolti.
La raccolta di tutti materiali, comprendente acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro con esclusione dei rifiuti organici ha superato i 32 milioni di tonnellate, di cui il 71% proviene dalla raccolta di rifiuti speciali e sfridi di produzione, il 15% dalla raccolta di imballaggi industriali e commerciali e solo il 14% dalla raccolta di rifiuti e imballaggi urbani. Analizzando il recupero per principali canali di produzione, si evince infatti che dai processi produttivi vengono recuperati sfridi e rifiuti per oltre 18 milioni di tonnellate di metalli, di cui 1,4 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2,1 milioni di tonnellate di legno, 493 mila tonnellate di alluminio, 212 mila tonnellate di plastica, 242 mila tonnellate di vetro.
Mentre dal circuito urbano si ricavano circa 7 milioni di tonnellate di materiali di cui: 2,4 milioni di organico e verde, 2,5 milioni di tonnellate di carta e cartone, 1 milione di tonnellate di vetro,
400 mila tonnellate di legno, oltre 340 mila tonnellate di plastica.
Dalle attività commerciali ed industriali infine si raccolgono oltre 4,8 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, di cui quasi 2,4 milioni di tonnellate sono di cartone, 1,3 milioni di tonnellate sono di legno, 395 mila tonnellate sono di vetro, 366 mila tonnellate sono in plastica, 241 mila tonnellate in acciaio e 32 mila tonnellate in alluminio.
Un importante settore di recupero che è cresciuto nell'ultimo decennio è quello dei
materiali organici: il recupero dei materiali organici compostabili ha superato nel 2008 3,1 milioni
di tonnellate e in particolare, sono stati raccolti 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti
organici urbani, 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti da verde urbano e 1 milione di tonnellate di fanghi e altri materiali organici.
Materiali che vengono avviati a recupero di materia ma che sono anche recuperati dal punto di vista energetico. In particolare, nel 2007 su 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti portati all'incenerimento, 3 milioni di tonnellate erano rifiuti urbani indifferenziati, 319 mila tonnellate erano frazione secca da trattamento meccanico-biologico, 661 mila tonnellate erano CDR, 39 mila tonnellate rifiuti sanitari e 486 mila tonnellate rifiuti speciali.
Riguardo alla gestione di questi materiali, se si considerano i pesi relativi e senza considerare il settore dell'acciaio, che rappresenta il 58% del totale dei materiali recuperati- gestito quasi interamente da recuperatori privati, il recupero totale dei materiali (alluminio, carta, legno, plastica e vetro) dipende per il 68% dai recuperatori privati e per il 32% dai recuperatori pubblici e dai
Consorzi.
La rete dei recuperatori privati agisce su una raccolta totale di oltre 28,6 milioni
di tonnellate di materiali di cui 4,8 milioni di tonnellate sono imballaggi e 22,7 milioni di tonnellate di materiali provengono invece dalla raccolta dei rifiuti speciali, degli sfridi e dei residui dei processi produttivi.
Dati da cui si evince il peso che la rete dei recuperatori privati ha nel sistema totale del recupero di materie nel nostro paese, per questo la richiesta di avere un ruolo maggiore e un <>.