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Vivere con cura di Marinella Correggia

 

[ 11 novembre 2009 ] Clima

Verso Copenaghen. Cibo giusto per il clima (parte seconda)

Marinella Correggia

Mangiare biologico (certificato o no, purché bio sia nelle sue varianti) è certo un modo per mangiare leggero per il clima. Ma per far scendere a poche centinaia di kg (dalle quasi 2 tonnellate medie di oggi...)  le emissioni annue individuali di gas serra relative all'alimentazione, bio e veg non bastano.

Dipende anche da se e quanto si compra "lontano", "imballato", "trasformato", "precotto e congelato", "fuoristagionato","supermercato", "gettato"!   vediamo intanto i primi due aggettivi (il resto alla prossima puntata).

1) Lontano. Ormai si parla molto dei "chilometri-cibo". Ma si pratica? A livello globale è stimato che un pasto medio - perfino nell'Italia così ricca di diversificate colture -  percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra. ?  Secondo i calcoli di Azzero CO2 su commissione del sindacato rurale Coldiretti, ecco le emissioni di Co2 nel trasporti di merci, calcolate per tonnellata/chilometro (cioè, per far percorrere un km a una tonnellata): aereo 0,90 kg; nave transoceanica 0,00675; camion da 28 tonnellate 0,13; camion da 40 tonnellate 0,07.  Si facciano poi le divisioni di peso e le moltiplicazioni di distanza necessarie. E' stato ad esempio calcolato che il vino dall'Australia per giungere sulle tavole italiane deve percorre oltre 16mila chilometri con un consumo di 9,4 chili di petrolio e l'emissione di 29,3 chili di anidride carbonica mentre le prugne dal Cile che devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica. Facciamo l'eccezione per i coloniali: caffé, té, spezie e cacao distribuiti dal commercio equo. Tutto sommano pesano poco rispetto alla resa e assicurano un buon reddito ai coltivatori. Ma per il resto, più vicino è meglio è (nell'ambito del bio).

Per essere sicuri che sia vicino, quanto ai cibi sfusi i gruppi d'acquisto sono una buona garanzia. Quanto ai cibi confezionati (e dunque in qualche modo trasformati), non sempre l'etichetta la dice giusta...a volte riporta il luogo del confezionamento o trasformazione, non la provenienza delle materie prime.  Insomma, meno trasformato si compra meglio è.  Anche perché...

...2) Imballato. Dice la Coldiretti che le confezioni incidono fino al 30 per cento sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani più del prodotto agricolo in esse contenuto. La metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa: 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. L'agroalimentare è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio. Un calcolo inglese stima in 10 milioni di tonnellate la CO2 emessa solo per produrre imballaggi; mettiamo che in Italia sia un po' di meno, ma saremmo sempre ad almeno 100 kg di CO2 pro capite solo per "quello che sta intorno al cibo". Sempre Col diretti ci spiega che si può arrivare a ridurre di oltre due chili a settimana i rifiuti prodotti in famiglia. Così: buste della spesa riutilizzabili ( 140 grammi di plastica in meno), sugo fatto in casa ( 500 grammi di vetro e metallo in meno), insalata fresca anziché confezionata ( 80 grammi di plastica in meno), legumi secchi al mercato anziché trasformati in scatola ( 220 grammi in meno), vino e olio alla spina o direttamente dal produttore riutilizzando i vuoti; negozi (o gruppi d'acquisto) che permettono di acquistare cereali e legumi sfusi, acqua del rubinetto; niente stoviglie usa getta. Secondo la Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica ( CO2 ) l'anno.

E non finisce qui (alla prossima)