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in collaborazione con Reteambiente[ 20 novembre 2009 ] Clima | Energia
LIVORNO. Il vertice Ue-Russia di Stoccolma si è aperto con il presidente russo Dmitri Medvedev che si è applicato volentieri sul bavero della giacca il simbolo del pino con la scritta 2°C offertogli dal ministro dell'energia svedese Maud Olofsson, un gesto simbolico ma anche un segnale di cambiamento e della disponibilità russa «A prendere la minaccia climatica con la più grande serietà e che bisogna fare in modo di ridurre maggiormente le emissioni».
Gli svedesi non credevano quasi alle loro orecchie, ma qualche concessione russa all'Ue c'era da aspettarsela in un vertice che è stato dominato dalle questioni energetiche.
Medvedev ha naturalmente ripetutto quello che la Russia ripete ad ogni incontro internazionale: abbiamo già onorato i nostri impegni per il Protocollo di Kyoto ma ha aggiunto che ridurrà ancora di più le sue emissioni di gas serra.
Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt ha preso atto con piacere «dell'atteggiamento costruttivo della Russia di fronte alla questione climatica» ma ha anche sottolineato che «La cooperazione tra Ue e Russia in campo climatico necessità ancora di essere maggiormente rafforzata»: ogni riferimento a Copenhagen è chiaramente voluto.
«Siamo d'accordo sull'obiettivo di 2 gradi e sul fatto che sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo debbano ridurre le loro emissioni se vogliamo raggiungere questo obiettivo - ha detto Reinfeldt - La Russia è uno dei principali Paesi emettitori di gas serra, è per questo che la Russia ha un ruolo molto importante da svolgere perché la comunità internazionale pervenga ad un accordo climatico a Copenhagen»
Anche il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha partecipato alla conferenza stampa con Medvedev e si è felicitato «Per il fatto che la Russia ha rialzato il suo livello di ambizioni in materia climatica. E' importante, per l'insieme del pianeta, fare della conferenza di Copenhagen un reale successo. Non possiamo negoziare con la natura. Non possiamo negoziare con la fisica. Non possiamo negoziare con la scienza. Ho chiesto ai miei collaboratori di lavorare in stretta collaborazione con i loro colleghi russi al fine di fare una lista di tutti i dettagli degli impegni crescenti della Russia in questa questione».
Ma se i principi e le belle parole servono, con i russi funzionano di più gli affari, che tradotti in euro e rubli sonanti, si chiamano energia. Il vertice Ue-Russia ha discusso soprattutto di efficienza energetica e sicurezza energetica di due «blocchi » ormai dipendenti l'uno dall'altro e l'Ue ha detto ai russi che ci sono tre elementi essenziali per garantire in futuro il buon funzionamento delle relazioni euro-russe in campo energetico: stabilità, trasparenza e prevedibilità. Anche per questo, già il 16 novembre, Russia e Ue avevano firmato a Mosca l'accordo Enhanced Early Warning Mechanism che punta a prevenire i rischi di crisi energetiche.
Insomma, dopo il duro confronto energetico, la guerra del gas ucraina, gli alti e bassi di Nord Stream, Sud Stram e Nabucco... tra Mosca e Bruxellles sembra scoppiata la pax energetica che forse farà bene anche a Copenhagen.