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[ 20 novembre 2009 ] Energia

Accordo nucleare di rito "sovietico" nel Paese di Cernobyl. Rosatom tratta direttamente con l'Ucraina per conto di Putin

LIVORNO. Se il gas (e i debiti) dividono l'Ucraina e la Russia, il nucleare unisce i litigiosi governi di Kiev e Mosca. Ieri sera a Yalta, in Crimea (tra l'altro un luogo simbolo delle divisioni etnico-politiche-militari tra i due Paesi e della passata fratellanza sovietica), il comitato economico della commissione interstatale russo-ucraina ha presentato una serie di progetti congiunti riguardanti il nucleare civile.

«La holding pubblica russa Rosatom ed il ministero ucraino del combustibile e dell'energia hanno preparato un progetto congiunto tra il gabinetto dei ministri ucraino ed i governo russo basato sulla cooperazione nella costruzione dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Khmelnitski», si afferma in uno stralcio del verbale della riunione pubblicato oggi da Ria-Novosti.

Russi ed ucraini hanno anche «Preparato un progetto di memorandum tra la holding russa Rosatom e il ministero ucraino del combustibile e dell'energia sulla cooperazione nella prospezione geologica, la produzione e la trasformazione dell'uranio. Le società Tvel (Russia) e Energoatom (Ucraina) hanno elaborato un progetto di contratto per la fornitura di combustibile nucleare alle centrali ucraine dopo il 2010».

Russia ed Ucraina hanno inoltre confermato l'intenzione di cooperare nella costruzione di nuove centrali nucleari e nel mantenimento delle centrali esistenti, cosi come nella produzione di zirconio, un metallo resistente alla corrosione in acqua, utilizzato nelle leghe refrattarie impiegate negli impianti nucleari anche come rivestimento del combustibile nucleare e per le tubature e le strutture di sostegno del nocciolo.

L'accordo è abbastanza impressionante perché riguarda il Paese di Chernobyl e il mantenimento del nucleare sovietico che produsse quella catastrofe nucleare ai confini con la Bielorussia, ma anche perché è evidente che Rosatom è ormai un braccio nucleare indipendente del regime putiniano che può trattare da pari a pari per conto dello Stato-mercato russo, direttamente con i ministeri degli altri Paesi, tanto in Russia il conflitto di interessi è un concetto sconosciuto e le aziende energetiche dello Stato sono in mano al gruppo di potere che lo Stato lo controlla e governa.

L'Ucraina sembrerebbe aver rinunciato anche a rivolgersi, per combustibile e tecnologia nucleare, all'occidente ritornando al nucleare di rito sovietico, che ha regalato all'Ucraina una catastrofe che ha sparso nel suo territorio un veleno nucleare che nessuno sa ancora come arginare.