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[ 20 novembre 2009 ] Acqua | Mobilità sostenibile | Rifiuti e bonifiche

Servizi pubblici locali: oltre all'acqua novità anche per rifiuti e trasporto su gomma

Lucia Venturi

GROSSETO. Il dibattito in merito alle novità sui servizi pubblici locali apportate dal disegno di legge sulle infrazioni comunitarie che è stato approvato ieri è sostanzialmente improntato sulla risorsa idrica tanto che anche i titoli dei giornali hanno puntato sostanzialmente su questo aspetto mentre tra i servizi che vi rientrano ci sono anche la gestione dei rifiuti urbani e il trasporto su gomma.

Tra l'altro i toni utilizzati sia da parte di chi ha proposto la norma sia da parte di chi l'ha contestata non hanno aiutato a capire meglio che cosa davvero potrebbe accadere nei tre settori considerati.

«L'idea del Governo è stata quella di mettere fine all'occupazione politica della gestione delle società di servizi pubblici locali che rischiavano di non guardare all'efficienza ma solo ad una logica di carattere politico» ha detto in merito il ministro per gli affari Regionali, Raffaelle Fitto.

«Ronchi e Fitto peggio di Domenech, vincono con l'inganno e non lo ammettono neanche. E imbrogliano gli italiani - ha tuonato Ermete Realacci del Pd - Un obbligo di privatizzazione con queste modalità non tiene conto né di dove il pubblico funziona bene, né dell'interesse dei cittadini, né di migliorare un servizio, né tantomeno della tutela della risorsa idrica. E per di più, a differenza di quanto accade per elettricità, gas o telecomunicazioni, nessuna autorità pubblica ha strumenti o poteri per monitorare quanto accadrà e impedire abusi».

Associazioni ambientaliste, dei consumatori e alcuni partiti di opposizione hanno già cominciato a raccogliere le firme per un referendum che riguarderà però solo la parte relativa all'acqua.

Il governatore della Puglia Nichi Vendola ha già detto che ricorrerà alla Corte Costituzionale e quello toscano Claudio Martini - sempre in merito alla questione dell'acqua - ha sollecitato il presidente della Conferenza Stato-Regioni per mettere in campo una strategia comune perché  «ancora una volta è mancato un vero confronto su una materia di tale sensibilità territoriale che riguarda le regioni, ma anche i comuni e le province».

Parla di un «provvedimento un po' caotico e improvvisato che introduce elementi di preoccupazione formali e sostanziali» il presidente di Cispel Confservizi Toscana intervenuto oggi sul quotidiano Il Tirreno: «il rischio vero - spiega Alfredo De Girolamo - risiede interamente sui possibili svantaggi per gli utenti», che però sostiene che in Toscana porterà a cambiamenti nulli per quanto riguarda il servizio idrico e quasi nulli per gli altri, ovvero rifiuti e trasporto su gomma.

«Le polemiche di questi giorni sulla privatizzazione dell'acqua - aggiunge De Girolamo - sono fuorvianti e improntate al dogmatismo e allo scontro ideologico», mentre «occorre affrontare  i problemi sui servizi pubblici locali e fare una riflessine in avanti e non indietro». Quindi «servono risorse per gli investimenti utili a  migliorare le infrastrutture e le performance delle aziende, servono autorità forti e indipendenti che tutelino i consumatori e sanzionino le inefficienze».

Sulla stessa onda anche Federambiente, che coordina le imprese pubbliche d'igiene ambientale e che quindi intervengono sulla gestione dei rifiuti, che reputa questa riforma un'opportunità ma che considera indispensabile «che essa sia corredata di due importanti supporti:

1) una regolazione del comparto affinché non vi siano barriere all'accesso alla competizione per nessuno, aziende pubbliche comprese, e si definiscano gli ambiti territoriali idonei a generare economie di scala per imprese dimensionalmente adeguate, scongiurando la proliferazione di microimprese che con maggiore difficoltà potrebbero garantire dignità del lavoro, trasparenza, qualità e prezzi conformi;

2) politiche industriali strategiche per un settore che ancora soffre ritardi sul piano delle tecnologie e dell'innovazione, costretto ancora oggi a convogliare al seppellimento in discarica quasi il 50% dei rifiuti urbani italiani e che in molte regioni d'Italia opera in situazioni vicine all'emergenza».

Le criticità risiedono per Federambiente, semmai nel fatto che «tutti gli attuali operatori, soprattutto in riferimento alla gestione delle partite economico-finanziarie e degli investimenti, potranno trovarsi a dover fare i conti con la riluttanza del sistema creditizio a sostenere operazioni d'ammodernamento e di sviluppo degli impianti in assenza di certezze sul futuro».

Soddisfazione invece da parte di Asstra, l'associazione che fa parte di Confservizi e che riunisce le aziende del trasporto pubblico locale. «Finalmente un po' di chiarezza per il settore dei trasporti pubblici locali - ha commentato il presidente Marcello Panettoni - Con le poche ma sostanziali modifiche, volute dal ministro Fitto e dal ministro Matteoli per i trasporti, alla precedente riforma delle public utilities si riaprono prospettive reali per una riforma del nostro settore».

L'elemento che in particolare è causa di soddisfazione da parte del presidente di Asstra è il fatto che finalmente si fa chiarezza nelle norme.

«Soprattutto - ha detto Panettoni - si ristabilisce un principio basilare della società fondata sul diritto: la certezza delle norme (elemento di cui il nostro paese non può certo vantare di essere maestro! ndr). Adesso è più chiaro che tipo di liberalizzazione regolata è possibile immaginare per i servizi di bus, tram e metro, quali sono i tempi per mettere in atto le nuove norme, e quali sono gli ambiti di autonomia dell'ente locale riguardo alle gestioni in-house».

Ma anche Panettoni ravvisa che comunque «con questo intervento siamo lontani dall'aver risolto i problemi del settore, rimane sempre aperta la questione delle risorse e della mancanza di un piano industriale per il settore».

Quello che appare evidente è che settori talmente diversi tra di loro, come lo sono quelli su cui questo provvedimento interviene, avrebbero avuto la necessità di un approccio diverso da quello  che il governo ha invece utilizzato per poter dire che «nonostante il clima politico incerto degli ultimi giorni, le riforme non si arrestano e puntano alla modernizzazione del paese».