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[ 20 novembre 2009 ] Rifiuti e bonifiche

Riciclo dei rifiuti, il commento di Assosele sull'accordo Anci-Conai

Gianni Marella *

ROMA. Nella seduta del 4 novembre 2009 l'ONR ha adempiuto ai compiti affidatigli dal c.6 dell'art. 224 del TUA, pronunciandosi in merito all'Accordo ANCI CONAI per il quinquennio 2009-20013.

Poiché già nelle primissime fasi di applicazione dell'Accordo, in pendenza del giudizio dell'ONR, si erano evidenziate forti criticità sulle quali ASSOSELE aveva richiamato l'attenzione dell'ONR chiedendo audizione, ritengo di estrema importanza avviare una riflessione sul documento che, in quanto soggetti auditi, ci è stato inviato, in attesa che lo stesso venga pubblicato sul sito dell'Osservatorio, come è già avvenuto per la nostra memoria e per  tutti i materiali (memorie, audizioni, verbali) oggetto dell'iter di formazione del giudizio e consultabili sul sito http://www.osservatorionazionalerifiuti.it.

Nell'esprimere le proprie considerazioni e le successive indicazioni di modifica, l'ONR muove da articolate premesse non solo di carattere normativo ma anche relative all'eccezionale cornice socio-economica in cui la trattativa si è iscritta e che ha evidentemente influenzato l'Accordo raggiunto.  Con lucidità il documento dell'ONR  coglie nel nuovo Accordo tanto le caratteristiche originali in positivo, rispetto al passato, quanto il mancato raggiungimento di soluzioni condivise tra i diversi soggetti contraenti e/o destinatari ed individua con realismo gli aspetti salienti della crisi in cui le criticità dell'Accordo si collocano:

crisi economica, diminuzione della produzione e dei prezzi dei materiali riciclati;

  • fine di una fase di espansione che ha visto in dieci anni, dall'entrata in vigore del decreto Ronchi, la crescita continua delle raccolte differenziate e del riciclaggio, in una situazione di mercato delle materie seconde a prezzi crescenti e comunque alti;
  • interruzione di una fase di espansione dei consumi, che costituiscono il presupposto tanto dell'aumento dei rifiuti di imballaggio, che della "base imponibile" su cui si applica la riscossione del CAC.

E passa in rassegna le filiere merceologiche che più sembrano risentirne: la carta, per la quale il mantenimento di sempre più elevati livelli di esportazione è la condizione necessaria per continuare a sostenere l'incremento delle raccolte differenziate, la plastica ed il legno, per i quali appare sempre più difficile far fronte agli oneri della raccolta differenziata.

Nel generale contesto di crisi rilevata dall'ONR lo stesso riferimento ai contenuti dell'Indagine Conoscitiva n.26 dell'AGCM, che trovano parziale accoglimento nel sistema delle "finestre" con cui i convenzionati possono entrare/uscire dalle convenzioni, assume il valore di una importante petizione di principio, cui solo la ripresa dei mercati potrà dare effettiva incidenza.

Ma è anche chiaro che ciò che ha più condizionato l'Accordo è stata la difficilissima situazione di bilancio e di cassa di COREPLA : da qui una serie di considerazioni in merito alle politiche consortili relative alla determinazione del Contributo Ambientale (CAC), che costituisce la risorsa del sistema CONAI.

Perché va detto (ed il parere dell'ONR sembra sfumare sul tema) che COREPLA non è una vittima della crisi: i Consorzi non sono vignaioli cui la grandine ha distrutto il raccolto, né imprenditori cui l'imprevista gelata dei flussi di credito ha generato mancati pagamenti. I Consorzi hanno un sistema tutto autonomo, su cui non si esercita nessun controllo pubblico, di costruire le risorse necessarie in misura adeguata agli obblighi cui debbono adempiere. E questo si ottiene definendo il CAC, cioè trasferendo sul consumatore i costi della loro attività: il CAC dovrebbe perciò seguire l'andamento delle raccolte differenziate, non precederlo e quindi condizionarlo sul versante dei corrispettivi.

Invece è proprio questo quel che è successo, e l'Accordo Quadro registra una sorta di adeguamento ad un budget prefissato, per rispettare il quale sono stati confermati i corrispettivi del precedente e sono stati introdotti nuovi limiti di qualità ( non a caso particolarmente restrittivi per la plastica) che -proprio perché combinati al mantenimento dei corrispettivi- hanno assai più il senso della ricerca di riduzione di spesa che non dell'incentivo al miglioramento della qualità delle raccolte.

E' così che, inevitabilmente, il focus dell'analisi dell'ONR si restringe sulle criticità dell'Allegato Tecnico COREPLA, che ha introdotto le modifiche più pesanti all'accordo precedente.

COREPLA non ha solo ottenuto una decorrenza dei nuovi termini di accordo anticipata al 1 aprile e quindi retroattiva rispetto alla data di pubblicazione dell'Allegato tecnico (con la paradossale conseguenza -ad impossibilia nemo tenetur- che i convenzionati si son visti costretti ad adempiere dal mese di aprile a delle prescrizioni che sono state rese note solo a fine luglio!), generando una situazione di sostanziale ingestibilità di un pregresso, con beneficio di cassa per COREPLA che ha ulteriormente rallentato i pagamenti ai convenzionati; ed è un tema di cui greenreport si è già occupato e che ha visto l'intervento diretto dell'Assessore Regionale Bramerini, cui mi è piacevole dovere riconoscere qui grande sensibilità ed attenzione a queste problematiche.

COREPLA ha addirittura "inventato" un nuovo flusso: quello delle raccolte multimateriale. Dico "inventato" perché non trovo altri termini per definire un argomento che non c'è: la raccolta multimateriale è infatti una modalità gestionale che prevede le fasi di raccolta e cernita e solo successivamente il conferimento ai Consorzi di filiera, a ciascuno dei quali viene conferita la frazione merceologica di competenza. Non esiste quindi una raccolta multimateriale conferita a COREPLA. Tanto è vero che (come dice l'Allegato Tecnico) qualora la raccolta multimateriale venga conferita ad una piattaforma di separazione, la plastica che ne esce viene da COREPLA ovviamente gestita come un normale flusso di monomateriale plastica.

Il problema si pone solo nel caso in cui la raccolta venga conferita per la separazione ad un CSS, come p.es. REVET in Toscana. E poiché nulla dice COREPLA per motivare questa decisione, vien naturale pensare che la ragione stia nel fatto che la plastica da multimateriale trattata presso un CSS viene remunerata con il corrispettivo di prima fascia di qualità, né può essere altrimenti poiché i relativi materiali vengono messi all'asta dal Consorzio franco piazzale del CSS. Prigioniero del proprio bilancio, quindi, il Consorzio cerca semplicemente di "tagliare" una spesa; anzi: va oltre! Benché l'Accordo Quadro generale confermi i corrispettivi del precedente, COREPLA si fa uno sconto di 26,41 euro proponendo -alternativamente alla gestione "ordinaria" tramite verifiche di qualità - un corrispettivo di 250 euro, anziché 276,41.  

E la "gestione ordinaria" consiste nell'attribuire fasce di qualità al multimateriale sulla base delle percentuali di frazioni estranee presenti,  prima di qualsiasi operazione di separazione che - come è noto- avviene a cura e spese del convenzionato, il quale - tra l'altro- smaltisce a proprio carico proprio quelle frazioni estranee che andrebbero a ridurne la qualità della plastica conferita.

Non vado oltre: per chi avesse desiderio di approfondire rimando alla memoria ed all'audizione di ASSOSELE consultabili sul sito dell'ONR ed alla lettura del parere dell'ONR, che indaga la questione con grande precisione.

C'è da chiedersi come abbia potuto un simile macroscopico guazzabuglio sfuggire ai negoziatori dell'Accordo.

Fortunatamente non sfugge all'ONR, che conclude il proprio documento indicando, tra le altre, "le seguenti necessarie integrazioni e modifiche":

Che sia riesaminata la retroattività al 1 aprile 2009 del termine di efficacia, prevista nell'Allegato tecnico dedicato alla plastica, tenuto conto che lo stesso è stato reso noto ai convenzionati in data 27 luglio 2009;

Che sia rivista, correggendola o eliminandola, la disparità nei confronti delle raccolte multimateriali, prevista nell'Allegato tecnico dedicato alla plastica, ripristinando i precedenti corrispettivi, valutati sulle quantità in uscita dai CSM, in coerenza con quanto stabilito nell'art. 2.2 dell'accordo quadro sottoscritto in data 13 dicembre 2008. L'eventuale ripristino dei precedenti corrispettivi dovrebbe riferirsi anche alle operazioni logistiche aggiuntive (pressatura e trasporto). Al contempo sia precisato per il COREPLA la possibilità di controllo in ingresso ai CSM convenzionati della regolarità dei conferimenti dei soli Rifiuti Urbani.

Poiché mi accorgo ora che il documento dell'ONR non è ancora in rete, Vi allego la copia trasmessaci dalla Segreteria dell'Osservatorio: mi auguro che venga letto con attenzione non solo per apprezzare la precisione e la lucidità con cui, con equilibrio e determinazione, questi abbia svolto il ruolo che la legge gli affida, ma anche per cogliere gli ulteriori stimoli che vengono proposti per la riforma di una gestione delle raccolte differenziate, che ha avuto in CONAI, e nell'Accordo con ANCI, un indispensabile momento propulsivo che deve però ora fare i conti con un Paese che, dopo dieci anni, è già profondamente cambiato.

Per quanto mi riguarda, attendo con fiducia che si apra su quelle conclusioni un dibattito di cui non sento nemmeno i primi sussurri e che conduca al recepimento di conlusioni così importanti non solo per le imprese di selezione dei rifiuti, ma per tutti convenzionati, i Comuni ed i cittadini.

* Gianni Marella è presidente di ASSOSELE, l'associazione nazionale delle aziende di selezione dei rifiuti