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[ 18 dicembre 2009 ]
GROSSETO. Si chiude con la definitiva sentenza del Consiglio di Stato - che ha dato ragione al Ministero dell'Ambiente - la vicenda relativa ai ricorsi sulle commissioni Via e Vas, (Valutazione d'impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica), Covis (Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali) e Ippc (Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata).
Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso presentato dal ministero dell'Ambiente contro la decisione del Tar che aveva dichiarato illegittima la nuova composizione delle commissioni ministeriali, con una sentenza del 30 ottobre scorso.
Il ricorso al Tar era stato fatto da una ventina dei vecchi commissari, destituiti con un comma del
decreto legge 90 del 2008, sull'emergenza rifiuti in Campania, con cui il governo decise di ridurre di una decina i componenti della commissione Via nazionale (da 60 a 50)- accorpando la commissione Via ordinaria e quella speciale per le infrastrutture strategiche- e poi sostituiti, quasi tutti, tra giugno e luglio del 2008 quando il ministero nominò i nuovi commissari al posto di quelli in carica, il cui mandato per legge sarebbe dovuto durare altri tre anni.
La sentenza di annullamento del Tar che obbligava entro 45 giorni il ministero dell'Ambiente a reintegrare i commissari sostituiti, avrebbe potuto avere conseguenze importanti sui pareri espressi dalla nuova commissione Via riaprendo i giochi per molte grandi opere e impianti, come la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle.
«Dopo mesi di strumentali polemiche e di tentativi di mettere in discussione lo straordinario lavoro svolto dalle Commissioni sia in termini di quantità che di qualità - ha affermato il Ministro Prestigiacomo - è stato ribadita dalla più alta magistratura amministrativa la piena legittimità delle scelte normative operate dal ministero».
«Ero convinta - ha sottolineato il ministro Prestigiacomo - di questo esito e della piena liceità della nostra scelta di privilegiare efficienza e rigore in seno alle Commissioni a cui auguro ora di lavorare con rinnovato impegno a difesa dell'ambiente e per sostenere lo sviluppo sostenibile del nostro paese».