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[ 15 gennaio 2010 ] Aree protette e biodiversità | Mobilità sostenibile | Urbanistica e territorio

Ponte di Messina, per la Corte dei Conti... i conti non tornano affatto

Bonelli (Verdi) e Della Seta (Pd): Evitiamo di buttare a mare 7 miliardi, le urgenze sono altre

LIVORNO. La Corte dei Conti ha invitato il Governo a monitorare costantemente la valutazione dei costi e della fattibilità del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, i cui lavori sono stati inaugurati in pompa magna alcune settimane fa per essere poi immediatamente abbandonati, dimostrando la valenza pubblicitaria che aveva tale operazione.

Ora però arriva un duro monito da parte della sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della magistratura contabile, che ha approvato una relazione concernente gli "Esiti dei finanziamenti per il ponte sullo Stretto di Messina".

In particolare la Corte dei Conti chiede al Governo e alla società Stretto di Messina di «operare una costante valutazione» dei profili di fattibilità tecnica dell'opera. La relazione della magistratura contabile chiede anche di attualizzare «le stime di traffico che stanno alla base del disegno progettuale del ponte», verificare la «compatibilità ambientale» dell'opera e la «completezza delle modalità di imputazione nel bilancio dello Stato delle somme, già destinate all'intervento per il ponte sullo Stretto di Messina e successivamente oggetto di riutilizzazione».

Riguardo a quest'ultimo punto: «La legge 1158/1971, recante "Collegamento viario e ferroviario fra la Sicilia ed il continente", con le successive modifiche, affidava alla "Stretto di Messina s.p.a." il compito di progettare e realizzare il ponte sullo Stretto - ricorda la Corte dei Conti - Gli azionisti della società, costituita nel 1981, sono attualmente Anas s.p.a. con l'81,48%, Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. con il 13%, la regione Calabria con il 2,57% e la regione siciliana con il 2,57%. La spesa per l'opera, risultante dall'importo previsto nel progetto preliminare approvato nel 2003, ammonterebbe a 4,68 miliardi di euro, ma nell'allegato Infrastrutture al DPEF 2009/2013, l'importo per il ponte sullo Stretto di Messina, compreso tra gli interventi della Legge obiettivo da cantierare nel prossimo triennio, è indicato in 6,1 miliardi di euro. Lo stesso importo e' indicato nell'Allegato Infrastrutture al DPEF 2010/2013''.

Un'incongruenza non da poco, che ha fatto immeditamente gridare alla bocciatura dell'opera da parte della Corte dei conti: «Anche la Corte dei Conti boccia il Ponte sullo stretto di Messina - ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli commentando la relazione con cui la magistratura contabile chiede al governo di verificare anche le stime del traffico stimato per l'opera che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria.

«Quelle sollevate dalla Corte dei Conti sono le stesse obiezioni che da sempre poniamo al governo Berlusconi su un'opera costosissima e senza alcuna utilità. In particolare le stime sui flussi del traffico sono quelle rilevate nel 2001 e non oggi. Inoltre il costo dell'opera è stimato sui prezzi di otto anni fa e non su quelli di oggi, con una inevitabile lievitazione dei costi finali che vanno ben oltre quelli previsti dal governo».

«Il governo eviti di buttare letteralmente a mare circa 7 miliardi di euro per il ponte. Le vere priorità dell'Italia e del Mezzogiorno sono altre: la lotta al dissesto idrogeologico, la realizzazione di collegamenti ferroviari efficienti (la maggior parte dei treni al sud viaggia ancora su binario unico) e la realizzazione di una rete idrica per portare l'acqua in città che ancora sono servite da autobotti».

Sulla pronuncia della Corte dei Conti interviene anche il senatore del Pd Roberto Della Seta: «I dubbi manifestati dalla Corte dei Conti sui costi, sull'utilità logistica e sull'impatto ambientale del Ponte sullo Stretto sono largamente condivisibili». Il capogruppo del Pd nella commissione Ambiente presenterà un'interrogazione parlamentare ai ministri dell'Economia e delle Infrastrutture sulla relazione della Corte dei Conti sul Ponte di Messina. 

«Come giustamente ha osservato la Corte dei Conti -ha spiegato Della Seta- prima ancora dell'apertura dei cantieri il costo preventivato per l'opera è già lievitato di un miliardo e mezzo, mentre restano incerte le valutazioni sui flussi di traffico, le garanzie sulla sicurezza e sulla compatibilita' ambientale di un ponte ad un'unica campata di oltre 3 km di lunghezza che non ha precedenti al mondo».

Secondo Della Seta le risorse destinate alla costruzione del ponte «vengono sottratte al ben più urgente ammodernamento della rete ferroviaria e stradale di Sicilia e Calabria».