Revet Arpat Ecosservatorio
 

Comunicazioni
dei partners

  • Asm Prato
    Controlli Tia Filzi/Pistoiese
  • Asa
    Asa spa comunica riguardo il pagamento dei canoni pregressi
  • Provincia di Livorno
    Riduzione del servizio merci di Ferrovie Spa a Livorno. L’assessore Nocchi ha incontrato i sindacati
  • Asa
    Nella notte tra martedi’ 27 e mercoledi’ 28 luglio Asa spa al lavoro a Vecchiano, sulla condotta che va da Filettole a Stagno
  • Provincia di Livorno
    Fondo della Provincia per i piccoli comuni. 30mila euro per favorire l’avvio di progetti
  • Asa
    NELLA NOTTE DI LUNEDI' 26 LUGLIO INTERVENTO DI EMERGENZA A SAN VINCENZO
  • Asm Prato
    ASMPoint chiusi ad agosto
  • Geofor
    Verso il nuovo consiglio di amministrazione
  • Sienambiente
    Sienambiente: con la nuova Revet leader della green economy
  • Provincia di Livorno
    Progetto Windincap
  • Provincia di Livorno
    Concorso vermentino a tavola
  • Provincia di Livorno
    Iniziano le attività del progetto EGO per la certificazione di genere nelle imprese. Convegno al Museo di Storia Naturale
  • Unicoop Tirreno
    Inaugurazione di spazi allattamento e fasciatoi all’interno del centro commerciale “Fonti del Corallo”
  • Geofor
    Geofor a Betlemme
  • Centro Servizi Ambiente Spa
    Contenzioso tra CSAI Spa e il Comune di San Giovanni Valdarno: il punto
  • Asa
    Martedì 20 luglio dalle ore 10:00 chiuso lo sportello di Portoferraio per assemblea sindacale
  • Geofor
    L'azienda ringrazia chi ha lavorato per contenere i danni dell'incendio
  • Unicoop Tirreno
    Unicoop Tirreno a Italia Wave 2010
  • Asa
    Uno stagista spagnolo all’Asa
  • Asa
    Comune di Livorno: lavori in piazza Ferrucci
  • Asm Prato
    Nuovi spot televisivi
  • Asa
    Comune di Livorno: lavori in via Terrazzini
  • Asa
    Comune di Livorno: lavori in via Delle galere
  • Asa
    Comune di Livorno: intervento di emergenza al Castellaccio
  • Asa
    Comune di Livorno: lavori in via De Larderel
» Vedi tutti i partner

Newsletter

Clicca qui per ricevere ogni giorno nella tua casella di posta elettronica la nostra newsletter » iscriviti subito

 

Quello che la scienza della sostenibilità deve a Enzo Tiezzi

ROMA. Come molti lettori sanno (anche perché lo stesso ...

 

La Recensione. Capire il cane per farsi capire di Francesco Mezzatesta

"Capire il cane per farsi capire", scritto dal fondatore della Lipu ...

 

Approfondimento
Paola Ficco*

Gestione rifiuti: tra “revanchismo” ed imperfetta conoscenza delle cose, l’azione del Governo continua ad essere imbarazzante

PremessaSul sito www.sistri.it è recentemente apparso un documento ...

in collaborazione con Reteambiente
 

Monitor
Enrico Falqui

La città che non c’è

FIRENZE. Firenze si trova ad una svolta di portata storica e il sindaco ...

 
 
  • Home
  • » Nucleare: facciamo un po' di conti sulle tonnellate di rifiuti radioattivi
riduci il testo aumenta il testo Feed RSS Bookmark and Share
 

[ 21 gennaio 2010 ] Energia | Rifiuti e bonifiche

Nucleare: facciamo un po' di conti sulle tonnellate di rifiuti radioattivi

Lucia venturi

GROSSETO. Ieri l'attuale commissario della Sogin ha annunciato che presto verrà individuato il sito nazionale per le scorie nucleari di media e bassa attività derivanti dalle centrali nucleari dismesse, ciò significa non quello che resta del combustibile irraggiato o i materiali metallici che facevano parte del nocciolo del reattore, ad esempio, ovvero rifiuti con un alto grado di attività che significa un lungo periodo perché questa radioattività si abbassi ( cioè diventi la metà, poi un quarto e così via). Si chiama tempo di decadimento e per alcuni radionuclidi e scorie possono essere necessari 100.000 anni perché la radioattività si riduca alla metà di quella di partenza.

Le scorie o rifiuti a bassa e media attività invece (prima e seconda categoria) hanno quindi tempi minori di decadimento ( ma sempre nell'ordine di qualche centinaio di anni, comunque) e di questa categoria fanno parte anche quei rifiuti che non hanno niente a che fare con le centrali nucleari ma che provengono ad esempio da attività mediche e terapeutiche o di ricerca o dalla dismissione delle antenne parafulmine, ad esempio.
I rifiuti provenienti da centrali nucleari che appartengono a questa categoria possono essere rappresentati dai manufatti in cemento, dalle tute contaminate, da componenti metalliche e contenitori, solo per fare qualche esempio.

Materiali quindi che messi tutti quanti assieme nella fase di decommissioning delle centrali possono rappresentare volumi consistenti a differenza delle scorie ad alta attività costituite da volumi relativamente piccoli ma da una problematicità assai più elevata per l'elevato tempo di decadimento.
Comunque sia il problema è quello di trovare un sito dove collocare sia le une che le altre, problema cui nonostante i ripetuti annunci non si è ancora data soluzione e che continuano ad essere ospitate o nelle vecchie centrali o nelle sedi Enea dove si è fatta ricerca o in depositi autorizzati a farlo ma progettati per essere utilizzati per un tempo limitato e ubicati in aree non specificatamente idonee per tale funzione, che in qualche caso si è cercato di trasformare ugualmente da siti temporanei a siti definitivi.

Adesso il nuovo annuncio è che si farà presto il sito definito nazionale per le scorie di bassa e media attività provenienti dalle centrali nucleari (quindi ne rimangono escluse le scorie del settore medico) e se ne danno anche le dimensioni approssimative: base come un campo di calcio, altezza 4 o 5 metri, ovvero prendendo le dimensioni di 100 metri per 50 di base e 5 di altezza si avrebbe un deposito per circa 25.000 metri cubi.

Sufficiente ad ospitare tutto le scorie in attesa di collocazione? Difficile dirlo perché il quantitativo esatto di questi materiali non è di facile calcolo, ma che pare forse di dimensioni un po' troppo piccole, anche rimanendo al solo comparto energetico, tralasciando cioè la produzione da parte medica, che comunque dovrà essere anch'essa collocata in sicurezza.

Secondo i dati che aveva fornito l'ex commissario Sogin, Carlo Jean, alla commissione ambiente della Camera, in Italia sarebbero circa 60.000 metri cubi i rifiuti radioattivi mettendo assieme però seconda e terza categoria, ai quali vanno aggiunte circa 300 tonnellate di combustibile irraggiato.

Il decommissioning delle centrali nucleari italiane avrebbe prodotto 55 mila metri cubi di scorie (presumibilmente di prima e seconda) oltre a 8.000 metri cubi di terza attività: cifre che andrebbero meglio verificate anche in relazione al fatto che lo stato di custodia passiva in cui si trovano attualmente le centrale in attesa di essere smantellate, produce rifiuti radioattivi in continuo, appartenenti appunto alla prima e seconda categoria.

Soltanto a Saluggia dove si sta realizzando oltre ad un deposito per ospitare il materiale radioattivo di terza categoria il D3(ovvero ad alta attività) anche un deposito per rifiuti di media attività, il D2, le dimensioni previste sono di 21000 metri cubi e questo deposito, come ha ribadito il sindaco della cittadina piemontese dovrà ospitare esclusivamente «le scorie radioattive presenti nel perimetro Eurex - Sogin di Saluggia» cioè l'area adibita al riprocessamento dei combustibili dei reattori di ricerca e non è nato come deposito definitivo ma temporaneo.

Dove andrà a finire allora tutto il resto dei materiali radioattivi di media e bassa attività? E' evidente che allora quello annunciato ieri o non sarà l'unico previsto o non potrà avere le dimensioni annunciate. Interessante poi sapere quale sarà (o quali saranno) le aree dove si pensa di realizzare questo sito (o questi siti); per questo dovremo aspettare che sia messa in piedi l'Agenzia per la sicurezza nucleare, ma il decreto attuativo che ne definisce ruolo e statuto che doveva essere varato già a novembre scorso è ancora in discussione al parlamento.

In compenso già si pensa a chi potrebbe presiederla e ieri il sottosegretario Stefano Saglia ha fatto il nome di Umberto Veronesi forse pensando che la fama e la stima di cui gode l'oncologo milanese, già ministro della Sanità, - e la sua vicinanza al centrosinistra - potrebbe far passare in secondo piano il fatto che per il resto sono ancora niente più che chiacchiere.