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[ 28 gennaio 2010 ] Urbanistica e territorio

Messa in sicurezza del territorio: mozione approvata e governo impegnato

Lucia Venturi

GROSSETO. Lunedì ne è stata fatta la presentazione pubblica (vedi link a fondo pagina) e ieri è stata approvata all'unanimità,d alla Camera dei deputati, una mozione congiunta sulla messa in sicurezza del territorio, la riqualificazione edilizia e l'edilizia sostenibile.

Il testo approvato è stato frutto di un'intesa raggiunta tra tutti i gruppi a partire da una discussione avviata sul testo presentato per iniziativa dei deputati Radicali, in merito alla situazione di fragilità in cui versa il territorio del nostro paese e al degrado e l'inadeguatezza di gran parte del patrimonio edilizio, sia pubblico che privato. Da ciò discende quanto la difesa del territorio e la sua manutenzione e la riqualificazione del patrimonio edilizio rappresentino interessi prioritari della collettività.

La mozione approvata impegna quindi il Governo:
a dotare delle opportune risorse pluriennali il piano nazionale straordinario per il rischio idrogeologico e ad attuare quanto previsto da una precedente risoluzione (n. 8-00040) approvata ad aprile scorso in merito alla sollecita attuazione della direttiva relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni (2007/60/CE,).

Inoltre impegna il governo a promuovere e introdurre norme a favore della difesa del suolo e della riduzione del rischio idrogeologico, in modo tale da costituire un quadro di riferimento certo per le singole normative regionali.

In questo quadro di riferimento legislativo si devono individuare alcuni punti qualificanti per una gestione rispettosa e sostenibile del paesaggio e del territorio. Ovvero a riconoscere il territorio come bene comune e risorsa limitata ed esauribile, quale presupposto irrinunciabile per una pianificazione urbanistica sostenibile. A dettare norme quadro sull'utilizzo dei suoli e sulla tutela delle aree di maggior pregio, con particolare riguardo alle aree a vocazione agricola ed alle aree protette.

A realizzare un'efficace e severa politica di contrasto alle violazioni urbanistiche e all'abusivismo edilizio, soprattutto costiero, rafforzando il sistema dei controlli e l'applicazione di sanzioni.

Tra gli altri punti qualificanti si vi sono quelli di favorire la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio abitativo e industriale esistente , la trasformazione e la riqualificazione delle aree già urbanizzate ma dismesse o sottoutilizzate, con eventuale «delocalizzazione» degli edifici pericolosi che sorgono in zone a rischio con priorità a quelle ad elevato rischio idrogeologico; e infine di introdurre disposizioni che obblighino al coordinamento dei diversi piani territoriali e consentano la rapida realizzazione delle opere pubbliche ed infrastrutturali.

La mozione impegna inoltre il governo a promuovere, una celere adozione di norme sulla qualità architettonica e sul sistema «casa qualità»; a sottoporre a rigorosa tutela, all'interno di idonei strumenti di pianificazione e nell'ambito delle proprie competenze, i centri e gli insediamenti storici che rappresentano l'identità culturale del nostro Paese; a proteggere l'integrità delle aree agricole stabilendo che gli interventi edilizi su fabbricati rurali siano strettamente funzionali alla conduzione del fondo agricolo e accompagnati da apposite misure di massima tutela del territorio;

a valutare l'opportunità di vincolare una quota del gettito aggiuntivo dovuto alla realizzazione degli interventi ammessi dalle norme straordinarie di sostegno all'edilizia (la maggiore quota di imposta comunale sugli immobili, di oneri di urbanizzazione e di imposte erariali) al finanziamento di controprestazioni ecologiche appropriate alle diverse realtà locali sulla base delle esperienze fatte in Germania, Olanda e Stati Uniti, nella prospettiva di una revisione in questo senso delle norme in materia di oneri concessori, di standard e più in generale dei rapporti convenzionali tra soggetti pubblici e privati.

Ad avviare, infine, un'analisi sistematica degli usi del suolo su tutto il territorio nazionale secondo criteri uniformi, al fine di elaborare buone pratiche e politiche di successo applicabili ai diversi contesti territoriali; a rafforzare la dotazione strumentale cartografica sugli usi del suolo e a prevedere il necessario e costante stretto coordinamento tra gli interventi per la tutela e il risanamento del suolo e del sottosuolo e quanto previsto dalle leggi urbanistiche e dai piani regolatori degli enti locali.

Impegni che mal si conciliano con la paventata ipotesi di un nuovo condono edilizio.