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[ 3 febbraio 2010 ] Aree protette e biodiversità

I commenti di Bonelli (Verdi) e Morabito (Legambiente)

Caccia, il ministero dell'ambiente presenta un emendamento per rimediare "al colpo di mano"

GROSSETO. Non aveva perso né tempo né occasione il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ad esprimere tutta la sua contrarietà e disappunto nello scoprire che il testo portato in votazione ed approvato in aula a Palazzo Madama in merito all'ampliamento senza limiti  della stagione di caccia era diverso da quello che era scaturito da un accordo raggiunto in maggioranza. Un testo che - si leggeva in un comunicato del ministero Ambiente «prevedeva che le regioni e le province autonome potessero determinare i limiti dei periodi della caccia solo sulla base di analisi scientifiche che dovevano essere preventivamente validate dall'Ispra»..

Quindi il ministro Prestigiacomo e tanti altri suoi colleghi di maggioranza avevano annunciato battaglia alla Camera, dove il testo è adesso in discussione e venerdì- fa sapere sempre un comunicato emesso dagli uffici di  via Cristoforo Colombo- il ministero dell'Ambiente ha presentato un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama.

L'emendamento del Ministero dell'Ambiente punta a ripristinare l'intesa che era stata raggiunta e che è poi stata disattesa dalla votazione del Senato e ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte Ispra.

«E  intenzione del Governo - spiega il ministro Prestigiacomo - rimediare al "colpo di mano" avvenuto in Senato evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed è rigidamente disciplinato da normative Europee». Ma a leggere quanto circola in rete, la lobby dei sostenitori di caccia selvaggia non sembra disposta a cedere tanto facilmente la deregulation al momento conquistata.

E sul caso interviene polemicamente il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che spiega: «L'emendamento proposto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo non risolve il problema della deregulation della caccia provocato dall'articolo 38 della Legge Comunitaria votato la settimana scorsa dal Senato». «Il ministro dell'Ambiente - aggiunge - o è confusa o è mal consigliato o non conosce la materia di cui parla, perchè il suo emendamento non dice un 'No' al prolungamento dei limiti della stagione venatoria, ma lo subordina ad un parere, quello dell'Ispra, quasi sempre disatteso dalle regioni».  

«La Prestigiacomo si chiarisca le idee o prenda in esame l'emendamento di una sua collega di governo, il ministro Brambilla, molto più efficace e che dice un 'No' chiaro ed inderogabile al prolungamento del periodo di caccia - conclude Bonelli -. Certo è che in Italia ed in Europa la caccia è diventata anacronistica ed inaccettabile: bisognerebbe pensare ad abrogarla e non a prolungarne i calendari».

Per Legambiente, invece, è un segnale positivo quello che arriva dai ministri Prestigiacomo e Brambilla in merito alla caccia.  «Ci auguriamo che l'impegno annunciato oggi dai ministri dell'Ambiente e del Turismo si concretizzi al più presto, trovando pieno sostegno da parte dell'intero Governo, che deve tornare sui suoi passi» ha detto Antonino Morabito, responsabile Fauna dell'associazione ambientalista. «Se il testo passato al Senato rimanesse sostanzialmente inalterato - aggiunge Morabito - comporterebbe, infatti, un gravissimo attacco alla natura e alla fauna. Devono assolutamente essere reintrodotti limiti alla stagione venatoria certi e uguali per tutto il Paese e, come chiede l'Unione Europea, anche l'esplicito divieto di caccia ai migratori nei periodi di riproduzione e di migrazione».