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[ 5 febbraio 2010 ] Energia

La Russia conferma gli impegni di Kyoto. Wwf: «Il 20% dei progetti sono inutili e inefficaci»

LIVORNO. «La Russia manterrà i suoi impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto», lo ha confermato oggi a Mosca in una conferenza stampa Alexandr Bedritski, il consigliere per il clima del presidente russo Dmitri Medvedev.

«A differenza si alcuni Paesi - ha detto Bedritsk - noi affermiamo che la Russia manterrà tutti i suoi impegni del Protocollo di Kyoto. Stiamo esaminando dele misure in vista di aumentare l'efficienza energetica. La Russia non ha ancora iniziato a trarre i benefici dei meccanismi previsti dal protocollo».

La Russia fa parte dei 37 Paesi industrializzati che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto ed ha fino ad ora "beneficiato" di un'enorme riduzione delle emissioni di gas serra dovuta al crollo ed alla dismissione dell'inquinantissima industria pesante dell'epoca sovietica. Ora i russi pensano di mettere sulla bilancia dei negoziati e sul carbon market delle quote di riduzione dei gas serra le loro enormi foreste boreali e progetti di riconversione industriale e dei servizi.

L'ottimismo e gli impegni di Bedritsk sono però contraddetti da quanto ha rivelato solo pochi giorni fa da Alexei Kokorin, un esperto del Wwf Russia. L'ecologista afferma che «Secondo il Wwf, il 20% dei progetti russi conclusi nel quadro del programma russo di applicazione congiunta del Protocollo di Kyoto è pessimo, vale a dire inutile e inefficace».

Il Wwf Russia ha contestato i dati resi noti dal ministero dello sviluppo economico di Mosca che assicurava di «Aver integralmente preparato la base normativa necessaria alla realizzazione di progetti miranti a ridurre le emissioni di gas serra». Ma il Wwf contesta anche la stessa Unfcc che ha dato il via libera ai progetti russi dopo averli fatti verificare da una agenzia indipendente. Secondo Kokorin, incaricato del controllo ecologico dei progetti di applicazione congiunta del Protocollo di Kyoto, «Gli organi che rappresentano l'Unfccc hanno già registrato più di 50 progetti presentati da più di 30 regioni della Russia. Tutti sono stati verificati ed approvati dagli esperti della convenzione. Al termine di questi progetti, le riduzioni di emissioni di CO2 dovrebbero oltrepassare le 100 tonnellate. La riduzione di una tonnellata di emissioni nel quadro della strategia di applicazione congiunta costa in media da 6 a 7 euro. Alcuni di questi progetti non hanno alcun senso. Per esempio, quello della costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti domestici liquidi. Si arriva al punto che per ridurre un tipo di emissioni se ne produce dell'altre. Questa pratica è talmente inetta che discredita l'idea stessa del Protocollo di Kyoto».

Ma probabilmente i russi hanno scoperto il business e l'oligarchia putiniana ci si sta buttando a capofitto: un paio di settimane fa in un'intervista a Ria-Novosti, Andrei Gorkov, il direttore generale del Fondo energetico del carbonio, una delle articolazioni del gigante elettrico russo Rao Ess Rossii, aveva spiegato che erano in preparazione più di 90 progetti nel quadro della strategia di applicazione congiunta e che gli investimenti necessari saranno di almeno 400 milioni di euro.

«Dal 2008 al 2012, le riduzioni delle emissioni di CO2, che potremmo realizzare nel quadro dei 94 progetti in corso di realizzazione, raggiungeranno i 55,9 milioni di tonnellate - aveva detto Gorkov - Questo significa che otterremo da 350 a 400 milioni di euro di investimenti nella nostra economia. Le piccole e medie imprese gestite dalle municipalità costituiscono un potenziale importante in materia di emissioni di gas serra. Attualmente, gli sforzi sviluppati in questo senso dalle piccole e medie imprese sono danneggiati dalla complessità delle esigenze tecniche formulate verso I "progetti di Kyoto". Il problema è che numerose municipalità sono ostili al Protocollo di Kyoto, perché i meccanismi della sua applicazione sono troppo burocratici. Oggi, tutte le piccole e medie imprese non sono pronte a pagare 50.000 euro per la preparazione e la registrazione dei documenti, le indagini, eccetera. Se vogliamo ridurre realmente le emissioni di gas serra, dovremo semplificare I meccanismi di realizzazione di questi progetti e diminuire I pesi di preparazione e registrazione. Dobbiamo semplificare a livello nazionale ed internazionale le modalità di realizzazione dei progetti concepiti nel quadro della strategia di applicazione comune del protocollo di Kyoto».

Secondo il Wwf questa semplificazione è già avvenuta fin troppo velocemente ed abbondantemente.