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[ 11 marzo 2010 ] Energia | Rifiuti e bonifiche

Le responsabilità della Francia atomica di fronte alle generazioni future

LIVORNO. Mentre imperversano tra le proteste di Greenpeace i traffici di scorie nucleari a senso unico dalla Francia alla Russia (vedi link a fondo pagina), il summit pro-nucleare dell'8 e 9 marzo alla sede Ocse di Parigi, che doveva essere una vetrina dell'atomo francese, continuare a scatenare durissime polemiche dopo che la rete "Sortir du nuclèaire" ha reso noti documenti riservati di Edf che prospettavano la possibilità di un incidente di tipo Cernobyl per i reattori Epr.

Dalla tribuna dell'Ocse il primo ministro francese François Fillon ha accusato gli antinucleari di essere degli irresponsabili. Pane per i denti di Sortir du nucleaire che chiede al premier: «Ma allora, monsieur Fillon, che cosa è "responsabile" per lei? Pretendere che delle frontiere arrestino una nube radioattiva? Vendere a dei Paesi politicamente instabili una tecnologia mortale? Esportare e stoccare in Russia delle tonnellate di scorie nucleari, che saranno ancora nocive tra migliaia di anni? Farle circolare in dei treni che attraversano ad ore prefissate le nostre città e le nostre campagne? Realizzare enormi profitti senza preoccuparsi della salute, della natura e della vita futura? Far credere che il nucleare sarebbe una "soluzione" al riscaldamento climatico, contrariamente a quel che dimostrano tutti gli studi seri? Distinguere tra nucleare civile e nucleare militare, anche se sono le due face indissolubili di una stessa tecnologia? Inviare dei precari, senza formazione adatta, nel cuore delle centrali? Fare degli esperimenti nucleari in zone abitate? Nascondere per decenni I Danni di questi esperimenti sulla salute e l'ambiente? Ammassare abbastanza bombe da far esplodere più volte il pianeta? Imporre il riscaldamento elettrico domestico per giustificare le scelte francesi del "tout nucléaire"? Costruire delle centrali in zone inondabili o sismiche? Dimenticare dei chilli di plutonio negli angoli di un'istallazione nucleare? Importare corrente elettrica in pieno inverno, al alto prezzo, da delle centrali elettriche a carbone perché I vostri reattori nucleari sono inadatti ai picchi di consumo? Sostenere dei regime autoritari nei Paesi esportatori di uranio? Costruire un reattore che non resisterebbe al crash di un aereo di linea?».

Poi Réseau Sortir du nucléaire si rivolge direttamente al primo ministro: «Monsieur Fillon, lei fa parte di quelli che cercano vanamente di caricaturizzare, dividere e demonizzare gli antinucleari per tentare di mascherare i fallimenti brucianti delle lobby dell'atomo. Anche se queste scorie resteranno pericolose per i bambini dei nostri bambini, il nucleare, civile o militare, appartiene già al passato. E' questo che hanno compreso numerosi Paesi europei: la Danimarca, la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda, il Lussemburgo, che non hanno mai sviluppato programmi nucleari; la Spagna e la Germania che si sono impegnate sulla via dell'uscita dal nucleare; l'Austria che ha dichiarato anticostituzionale il ricorso all'energia nucleare. Anche i nostri vicini europei sono degli "irresponsabili", monsieur Fillon? Saremo numerosi il prossimo 26 aprile, giorno dell'anniversario della catastrofe di Cernobyl, per dirvi che gli irresponsabili, oggi, sono quelli che rifiutano di vedere che il futuro è nella sobrietà energetica e nelle energie rinnovabili, per un mondo senza nucleare. Quanto alle vostre "responsabilità", sono in effetti davvero reali: ne dovrete rispondere davanti ai cittadini francesi e davanti alle generazioni future».