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[ 29 luglio 2010 ] Clima | Comunicazione

"Don't believe the Dirty Lie", contro le bugie di Big Oil, King Coal e eco-scettici

LIVORNO. Il cosiddetto climategate ha messo in evidenza quanto sia facile, nell'era della conoscenza (teoricamente) diffusa falsificare le opinioni o i dati o darne una versione parziale e quanto sia facile far diventare la "bugia" senso comune. In Italia abbiamo davanti agli occhi le bufale della ricostruzione dell'Aquila e della fine dell'emergenza rifiuti in Campania (o anche la sparizione di quella di Palermo), su New Scientist (ripreso in Italia da Internazionale) Jim Giles fa l'esempio dell'opinionista conservatore australiano Piers Ackerman che per attaccare gli scienziati del clima utilizzò una frase di John Houghton, l'ex presidente dell'Ipcc: »Se non annunciamo una catastrofe, nessuno ci ascolterà».

 Houghton non ha mai detto nulla di simile, eppure quella frase è diventata famosa e oggi compare almeno in tre libri contro la "mafia del global warming", su più di 100 blog clima-scettici e su almeno 24.000 pagine web che la usano come esempio del peccato originale della scienza climatica e del complotto ambientalista planetario.

Contro le bufale antiambientaliste che diventano senso comune prova a mobilitarsi Greenpeace inteernational con una campagna mediatico-difensiva battezzata "Don't believe the Dirty Lie". L'associazione ambientalista spiega che «L'industria dei combustibili fossili ed i suoi lobbisti sono sempre ci dicono che non possiamo permetterci di non utilizzare la loro energia sporca. Dicono che i combustibili fossili sono abbondanti e a buon mercato. Sostengono che le fonti rinnovabili non sono in grado di risolvere il problema e che una transizione verso quest'ultime sarebbe paralizzante per la nostra economia. Ma sono tutte sporche bugie. E' il momento di iniziare a respingerle indietro. Le Dirty Lie sono costantemente ripetute dai lobbisti del carbone e dell'industria petrolifera e dai loro amici al Congresso (Usa, ndr). Abbiamo bisogno del vostro aiuto segnalateci una Dirty Lie quando e dove la trovate».

Greenpeace chiede di segnalare la "sporche menzogne" ripetute senza vergogna via Facebook, Twitter o Delicious, a chi lo farà verrà spiegato come fare a smentirle e a mettere alla berina chi le propaga. "Don't believe the Dirty Lie" mette anche a disposizione una scheda che cosente di riconoscere una Dirty Lie delle Big Oil, dei King Coal e dei loro fiancheggiatori.

Mikeg, uno dei più noti blogger di Greenpeace e web editor dell'Ong a San Francisco, spiega: «Abbiamo tutti ascoltato gli argomenti delle Big Oil e dei King Coal: «Senza carbone e petrolio, i prezzi dell'energia e del gas potrebbero schizzare in alto" oppure "Dobbiamo usare le riserve di carbone e petrolio nazionali petrolio per garantire la nostra sicurezza energetica", e "Le fonti rinnovabili non può fare tutto il lavoro, quindi dobbiamo continuare a utilizzare i combustibili fossili". Questa è la Dirty Lie: L'idea fortemente promossa dai lobbisti del carbone e dell'industria petrolifera e dai loro amici nel Congresso, che non esiste un rimedio alla nostra dipendenza da combustibili fossili. Ma la verità è che, con la tecnologia odierna, possiamo continuare a far crescere la nostra economia mentre eliminiamo gradualmente del tutto i combustibili fossili. Il nostro rapporto Energy [R]evolution delinea una roadmap per arrivare ad una clean energy economy. Dimostra anche che possiamo creare oltre un milione di posti di lavoro americani nel settore delle energie rinnovabili entro il 2030. Quindi, se abbiamo i mezzi per dare un calcio alla nostra abitudine per l'energia sporca e per avviarci verso la pulita green energy, e se la maggior parte degli americani sono più che favorevoli, perché non è successo? La ragione è semplice: la grande industria ha un'incredibile livello di influenza sulla nostra politica energetica, grazie a decenni di contributi elettorali ai politici che fanno le regole. Queste aziende e i politici difendono le loro azioni planet-killing dicendo che abbiamo bisogno di carbone e petrolio. E' il momento di dire che sono sporche bugie e di spezzare la loro morsa».

Greenpeace Usa chiede a tutti i cittadini di partecipare: «Abbiamo bisogno di aiuto per fare i cani da guardia (watchdogging) ai politici e alle talking heads che prendono i soldi dall'industria dei combustibili fossili e che spargono le Dirty Lie tra l'opinione pubblica americana. Ogni volta che si catturiamo una sporca bugia promossa senza contraddittorio, o troviamo un caso in cui qualcuno rigurgita gli argomenti dei lobbisti dei combustibili fossili come se fossero realtà, fatecelo sapere. A nostra volta, ti faremo sapere quando e dove trovare i dati giusti e dare la giusta risposta».