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[ 29 luglio 2010 ] Aree protette e biodiversità

Tagli a Parchi nazionali, Tozzi: «Invito tutti i presidenti a rimettere il mandato»

FIRENZE. La manovra finanziaria del governo voluta dal ministro Tremonti colpisce duramente i parchi nazionali che subiranno un taglio del 50% delle risorse senza le quali saranno messe a rischio biodiversità, turismo, sicurezza del territorio, posti di lavoro. Gli appelli al governo nei giorni passati sono stati molti e nelle forme più svariate. Visto l'insuccesso il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano Mario Tozzi, suggerisce di cambiare strada: «invito tutti i presidenti dei parchi a rimettere il mandato, a dimettersi. Un gesto simbolico per vedere se scaturisce qualche effetto». La proposta di Tozzi è stata fatta durante la conferenza stampa di Legambiente in cui l'associazione ha presentato il punto sui destini dei tre parchi nazionali toscani (Arcipelago, Foreste Casentinesi, Appennino Tosco-Emiliano).

«Chiediamo al Ministro Prestigiacomo un concreto segno di disponibilità politica in favore dei parchi - ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente - ripristinando un fondo ministeriale da mettere a disposizione delle aree protette per integrare le risorse tagliate dalla manovra finanziaria ridotti infatti da 50 a 25 milioni di euro. Perché non basta appellarsi al buon cuore del ministro Tremonti o alla sensibilità del Capo del Governo, per salvare gli enti parco dall'estinzione servono risorse e un'attenzione politica che il ministro Prestigiacomo dovrebbe dimostrare maggiormente, passando dagli appelli ai fatti concreti».

I parchi anche in Toscana rappresentano un'esperienza straordinaria di conservazione della biodiversità, sono meta di nuovi e crescenti flussi turistici e fonte di reddito per chi vi opera direttamente e supporto di un indotto che è sempre più vasto. Semmai c'è da dire che ancora non è stata sfruttata tutta la loro potenzialità soprattutto in termini di ricerca e innovazione. «E' davvero incomprensibile che questo meraviglioso intreccio di natura e cultura sia destinato a scomparire - ha aggiunto Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana- proprio nell'anno internazionale della biodiversità, il governo invece di investire nuove risorse su queste strutture, gli sferra uno schiaffo violento con la manovra economica. In questo contesto- ha concluso Baronti- registriamo come fatto positivo che la Regione Toscana non ha effettuato tagli e ha mantenuto il proprio contributo ai Parchi nazionali».

Ma anche su un possibile cambio di scenario con il passaggio delle competenze alle regioni pare ci siano grandi perplessità «La iattura del taglio del 50% delle risorse spettanti va assolutamente evitata- ha ripreso Tozzi- La cosa peggiore di tutte sarebbe che i Parchi nazionali diventassero regionali, allora meglio chiuderli. Enti locali e Regione non sarebbero infatti in grado di gestirli. Io penso che dietro questa manovra ci potrebbe essere un disegno di devoluzione federalista molto ampio ... La natura statale di questi parchi è cosa scontata e riscontrabile anche in altre situazioni internazionali (vedi USA etc.) perché solo a questo livello si possono espletare livelli di tutela adeguati e davvero cogenti» ha concluso Tozzi.

Pensando a quello che potrà accadere o non accadere nei territori dei parchi da loro gestiti, anche gli altri presidenti ribadiscono: «Un taglio del 50% non è rigore finanziario! - ha sostenuto Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano- È un'esecuzione sommaria... una condanna di cui non si dà motivazione! L'Italia non risparmia più di quanto ci perda: patrimonio naturale da consegnare alle future generazioni e immagine di qualità nel mondo. Vogliamo un provvedimento correttivo in nome del buon senso e della bellezza Made in Italy- per questo- ha continuato Luigi Sacchini, presidente del Parco Foreste Casentinesi -   reclamiamo attenzione nei confronti del ministero dell'Ambiente, affinché questo capitolo di tagli previsto da Tremonti venga finalmente e definitivamente scongiurato».

Forse ha qualcuno sfugge la reale portata delle conseguenze di questo provvedimento, ma sicuramente tutti comprendono l'esempio decisamente azzeccato che ha portato il presidente di Federparchi Toscana Giuseppe Nardini. «Dimezzare i finanziamenti ai Parchi Nazionali in Italia, nel paese europeo più ricco di biodiversità,così come la manovra economica intende fare, equivale a scegliere deliberatamente di distruggere Piazza della Signoria o abbattere la Torre di Pisa. Una scelta che il Governo deve assolutamente rivedere».