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20/07/2009Aria
 
Sarkozy vuole un’Organizzazione mondiale per l’ambiente diretta dall’Onu
LIVORNO. Nicolas Sarkozy il 17 luglio non era a New York solo per ascoltare sua moglie Carla Bruni cantare alla festa di compleanno per Nelson Mandela, ma ha anche approfittato dell’occasione per incontrare il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon per una colazione di lavoro durante la quale i due hanno affrontato i temi della crisi ambientale del pianeta.

Nella successiva conferenza stampa congiunta Ban ha sottolineato «l´impegno totale del presidente francese a lavorare con le Nazioni Unite per arrivare ad un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas serra alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen del dicembre 2009. Nicolas Sarkozy ha dimostrato le sue qualità di dirigente quando è stato presidente dell’Unione europea nel dicembre dello scorso anno, permettendo l´accordo dell´Unione europea sul dossier energia e clima», quello che l’Italia e i Paesi dell’Europa dell’Est hanno cercato di contrastare fino all’ultimo.

Sarkozy dal canto suo ha detto «Noi dobbiamo condurre mano nella mano una battaglia contro le conseguenze del riscaldamento climatico. Occorre creare un’Organizzazione mondiale dell’ambiente»

E Ban Ki-moon si è subito dichiarato «Molto riconoscente per un tale impegno del presidente francese sul cambiamento climatico».

Evidentemente, rilanciando la sua idea di una nuova Organizzazione mondiale dell’ambiente, Sarkozy dà ragione a Ban, che ha giudicato insufficienti i risultati ambientali raggiunti al summit del G8 de L’Aquila definito anche un’occasione persa per fissare i necessari obiettivi a medio termine per la riduzione delle emissioni climalteranti nei Paesi più sviluppati.

Ban Ki-moon sembra aver trovato un potente alleato all’interno del G8 in vista del summit mondiale sul clima che organizzerà durante l’Assemblea generale dell’Onu a settembre, e che considera «l’occasione per l’ultima chance» prima di Copenhagen. Sarkozy con la creazione di un’Agenzia mondiale per l’ambiente rispetterebbe l’impegno preso con il suo programma elettorale che lo ha portato alla presidenza della Francia e che riprende l’idea lanciata dal suo predecessore, Jacques Chirac, che la propose durante un summit Ue - America latina nel 2006.

Sarkozy e Chirac non hanno però il brevetto dell’idea, che come ricorda anche Ecquo.it nel lontano 1970 fu messa nero su bianco da George Kennan su “Foreign Affairs” e riproposta successivamente da Laurence David Levien.

Molte associazioni ambientaliste sono d’accordo sulla necessità di portare ad unità, sotto un’unica organizzazione basata sull’Unep, competenze frammentate tra varie istituzioni internazionali e molte Agenzie Onu (quest’ultime non dimostrano un grande entusiasmo…) una proposta che viene discussa dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 in ogni summit ambientale internazionale e all’Onu.

I francesi fino ad ora hanno ottenuto l’appoggio di 40 Paesi (tra i quali il nostro) e l’aperta ostilità delle grandi potenze vecchie e nuove: Usa, Cina, India e Brasile.

Ban e Sarkozy hanno anche discusso della situazione nei punti caldi del pianeta che vedono la Francia più impegnata: Darfur, Somalia, Iran e Repubblica democratica del Congo.

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