Aggiungi ai preferiti
Varie: DAL 21 LUGLIO è ONLINE LA NUOVA VERSIONE DI GREENREPORT. ATTUALMENTE STAI NAVIGANDO SUL VECCHIO SITO, CHE RESTERA´ VISIBILE COME ARCHIVIO. VAI AL NUOVO SITO http://www.greenreport.it - Provincia di Livorno - Dipartimento Ambiente: Tavolo verde. Impegno della Provincia per la concertazione delle politiche agricole - Provincia di Livorno - Dipartimento Ambiente: Cinque nuovi mezzi antincendio acquistati dalla Provincia per il controllo del territorio - ASM: Replica a coordinamento comitati cittadini - Provincia di Livorno - Dipartimento Ambiente: Arriva a Livorno “CamminAmare”
 cerca
  
 


 
 
 
 
 
 
Username
Password
 
02/04/2007Energia
 
Olio di palma, CO2, paludi e foreste
LIVORNO. Solo pochi anni fa l’olio di palma era visto come un biocarburante ideale: un´alternativa poco costosa e rinnovabile al petrolio e per fronteggiare il riscaldamento globale. Oggi è portato ad esempio di come anche le migliori intenzioni possano rivelarsi sbagliate, anzi per molti esperti come l’olio di palma come biocombustibile si è rivelato dannoso.
Un bel problema sul tavolo di scienziati e politici di 100 Paesi che si riuniscono a Bruxelles, per discutere delle possibili alternative per affrontare il riscaldamento globale, il cambiamento climatico, l´estinzione di piante e animali.

Dal 2002, nell’Unione Europea, stimolate anche da sovvenzioni, le importazioni di olio di palma sono aumentate del 65%, si tratta di un combustibile relativamente abbondante, che costa solo 550 dollari a tonnellata e richiede poche modifiche agli impianti per poterlo utilizzare.
La produzione mondiale di olio di palma nel 2006 è aumentata del 6,6% e si prevede un ulteriore + 5,5 % per quest’anno, fino a 37 milioni di tonnellate, salgono anche i prezzi: del 35% per cento nel 2006 ed il trend è in crescita anche nel 2007.

L’olio di palma è considerato carbonio-neutro, perché quando viene utilizzato a fini energetici emette la CO2 che ha assorbito durante la crescita della pianta, ma il risultato delle piantagioni intensive è che potrebbero liberare molti più gas serra di quelli risparmiati nelle centrali elettriche.
Un rapporto pubblicato nel 2006 da Wetlands international, Delft hydraulics e l’Alterra research center dell’università di Wageningen in Olanda, analizza le quantità di carbonio liberate dalle paludi e torbiere in Indonesia e Malesia dopo che erano state disboscate e dove si coltiva un quarto delle palme da olio del Mondo. Dalle paludi disboscate ogni anno si producono 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica, mentre un altro miliardo e 400 milioni di tonnellate sono dovute agli incendi delle foreste pluviali per far posto a nuove piantagioni. 2 miliardi di tonnellate di CO2 che rappresentano l’8% delle emissioni di combustibili fossili del Mondo, cifre che fanno del disboscamento è la seconda causa di emissioni di gas serra.

Inoltre la “bonifica” di torbiere e paludi ottiene un altro effetto: distrugge l´ecosistema più efficiente del pianeta per trattenere il carbonio. Rwe npower, il più grande fornitore di elettricità della Gran-Bretagna, sta valutando se continuare ad utilizzare olio di palma e vuole verificare se i rifornimenti di olio provengono da paludi, torbiere e foreste distrutte e l’olandese Essent ha annunciato a dicembre di aver interrotto l’utilizzo di olio di palma finché non avrà verificato le fonti.
Invece la Biox, prevede una verifica attenta degli approvvigionamenti ma realizzerà ugualmente tre centrali elettriche da 50 megawatt che bruciano esclusivamente sottoprodotti dell´olio di palma, quanto serve ad illuminare tutte le case di Amsterdam.

STAMPA ARTICOLO

 

  in collaborazione con
Discariche: il “restyling” del Dm 3 agosto 2005 persevera nella difformità dalla disciplina comunitaria di Paola Ficco*
La direttiva Ue 1999/31/Ce e la Decisione del Consiglio 2003/33/Ce – entrambe in materia di discariche - prevedono che, dopo la “caratterizzazione di base”,...
 
Chi siamo   Disclaimer Credits Pubblicità