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22/08/2007Energia
 
Quanto costa il biodiesel dal grasso di scarto delle mucche brasiliane?
LIVORNO. Il Brasile sembra diventato il Paese delle energie alternative, dove si sperimenta la trasformazione dell’economia agricola e zootecnica in economia bioenergetica, a volte anche con paradossi stridenti in uno Stato dove il divario tra poveri e ricchi aumenta mentre cresce la ricchezza e il governo “progressista” di Lula non riesce davvero a stringere la forbice della distanza sociale.

Ieri il presidente Ignacio Lula da Silva ha inaugurato un impianto di energia rinnovabile prodotta con grasso bovino, ribattezzato subito “ecobistecca”, che trasformerà 300 tonnellate di grasso animale al giorno per produrre 100 milioni di litri di biodiesel all´anno. Carburante che sarà utilizzato per far viaggiare i camion del gruppo Bertin, tra i maggiori produttori e esportatori di carne brasiliani, sotto accusa per il suo contributo alla deforestazione e al foraggiamento del fast food planetario, ma che diventa improvvisamente paladino dell´ambiente, visto che con il grasso delle sue vacche da macello potrebbe addirittura coprire il 18% del fabbisogno di diesel dell’intero Brasile.

Secondo il prestigioso The Economist, grasso animale, soia e cereali potrebbero far diventare il Brasile «l´Arabia Saudita del ventunesimo secolo», ma ci si chiede sempre di più a quale prezzo.

Già oggi l’immenso paese sudamericano è il più grande produttore mondiale di carne e di etanolo, ma mentre per quest’ultimo si discute se vale la pena utilizzare alimenti per fabbricare carburanti e se il costo investimenti-benefici (anche energetico) sia sostenibile, per quanto riguarda il carburante prodotto da grasso animale, che non è certo una novità assoluta, si tratta di usare uno “scarto” produttivo per fabbricare energia.

Ma anche per arrivare ad un chilo di quel grasso ci vogliono diversi chili di cereali, biomasse vegetali e probabilmente diverse centinaia di metri quadrati di pascolo ottenuto magari abbattendo un pezzo di foresta tropicale. Inoltre quello stesso grasso che ora viene scartato per produrre energia era (e per la stragrande maggioranza della popolazione del mondo ancora è) un cibo prezioso, anche per i poveri del Brasile.

Ma in un mondo ancora così affamato, il grasso occidente e ora anche la “fast food Nation” americana, spaventati dalle malattie del benessere e dall’obesità diventata problema sociale, chiedono carne magra e il grasso rifiutato nelle diete diventa rifiuto reale, cosìda farci l´energia per far andare le nostre costose ed energivore auto.

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