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31/08/2007Aree Protette e Parchi
 
Bolle di gas nel mare di Crotone, dopo i risultati delle analisi è ancora mistero
LIVORNO. Resta ancora avvolto nel mistero il fenomeno delle “bolle di gas” nello specchio di mare nella zona antistante la Lega Navale di Crotone. Sono arrivati infatti oggi i risultati dell’interpretazione analitica del fenomeno, sulla base delle analisi realizzate per Arpacal nei laboratori di Orbetello dell’Università di Siena, nelle cui conclusioni viene detto: «In base ai risultati qui ottenuti nell’area marina considerata (zona ‘Lega Navale di Crotone’) si rileva una attività microbica di solfato riduzione in condizioni di anaerobiosi, con produzione di idrogeno solforato, in particolare in corrispondenza della decomposizione di materia organica accumulata in strati profondi dei sedimenti marini; non sembra verosimile però che i batteri solfato-riducenti presenti nei sedimenti esaminati, possano essere responsabili di fenomeni massicci di sviluppo di gas».

Dunque queste analisi, pur utili, non spiegano il fenomeno che dunque ha bisogno di ulteriori studi già predisposti da Arpacal. I risultati delle analisi microbiologiche dell’Università di Siena, rilevati dopo sei giorni di incubazione a 28°C, mettono invece in evidenza la presenza di batteri solfato-riducenti in tutti i campioni di sedimento analizzati, sia in quelli prelevati in superficie, sia in profondità. I valori riscontrati sono tuttavia bassi in tutti i campioni, se confrontati con quelli di MPN per batteri solfato-riducenti di sedimenti marini, dove possono raggiungere livelli intorno a 106 o 107 per grammo.

Per quanto riguarda la presenza di spore di clostridi solfito-riduttori, come indici di contaminazione fecale remota, questi sono risultati assenti o con valori bassi in tutti i campioni analizzati (intervallo nei sedimenti marini compreso tra 101 e 104 UFC g-1). Le analisi chimiche del contenuto in solfuri disciolti (media di 4 replicati) sono state effettuate per i campioni di acqua, riscontrando livelli molto bassi ed in un caso al di sotto del limite di rilevabilità (intervallo di validità del metodo compreso tra 1 e 1000 :M).

Dunque nell’acqua non c’è alcunché di rilevante e questa non è una cattiva notizia.

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