A Milano il 35° convegno internazionale di agricoltura biodinamica

[2 ottobre 2018]

L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano, Demeter Italia e, per la prima volta, con l’Università Politecnico di Milano, presenta il 35° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica, dedicato alla ricerca e all’innovazione del settore primario secondo il metodo agroecologico fondato nei primi anni del Novecento da Rudolph Steiner.

Il convegno si svolgerà in tre giornate: giovedì 15 novembre presso la Triennale di Milano, per poi proseguire venerdì 16 e sabato 17 all’Università Politecnico di Milano.

Il convegno è organizzato con il patrocinio di: Comune di Milano, Regione Lombardia, Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, La Triennale di Milano e Touring Club Italia.

L’edizione 2018 dal titolo Innovazione e Ricerca – Alleanze per l’Agroecologia vede il coinvolgimento di università e di importanti realtà della grande distribuzione alimentare, oltre alle consolidate collaborazioni con diverse professionalità italiane e internazionali come agricoltori, economisti, scienziati e imprenditori.

Esperti del settore guideranno gruppi di lavoro specifici con incursioni su nuovi modelli gestionali, attraverso contributi scientifici, sessioni specialistiche e momenti di approfondimento tecnico. Sono attesi gli interventi di numerosi relatori e le testimonianze operative di Giulia Maria Crespi, Presidente Onorario FAI – Fondo Ambiente Italiano, Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti, Giuseppe Sala, Sindaco di Milano Sala, Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Ilaria Valente, docente dell’Università Politecnico di Milano.

Tra gli altri: Paolo De Castro, Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Gad Lerner, Giornalista, Claudia Sorlini, Docente dell’Università degli Studi di Milano, Stéphane Bellon, Responsabile Programma INRA Ricerca sull’Agricoltura Biologica, Avignon e Francois Jullien, Filosofo, scrittore e docente dell’Università Paris VII Institut de la pensée contemporaine.

Obiettivo del convegno è consolidare nuove sinergie per la ricerca e la formazione in agricoltura ecologica, diffondere buone pratiche produttive e ambientali e creare un dialogo a più voci tra agricoltori, istituzioni, l’ambiente universitario e le cooperazioni già esistenti, oltre a rinnovare e rafforzare i concetti del metodo biodinamico e la valorizzazione del territorio, per creare una convergenza di impegni, a livello nazionale e internazionale, su ricerca e sviluppo agricoli.

Il convegno milanese è un’importante occasione per apprendere e condividere conoscenze e competenze per gli addetti ai lavori e per chiunque sia interessato a trovare spunti di riflessione su un tema così urgente come la produzione agricola e le sue inevitabili ricadute sull’alimentazione quotidiana.

I dati sull’agricoltura biodinamica in Italia parlano di una costante crescita: come riportato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in occasione del Convegno Sana 2018, l’Italia è primo esportatore al mondo e terzo produttore in Europa con relativo forte interesse da parte dei mercati. Una ricerca condotta da Coldiretti, presentata durante il convegno Il futuro dell’agricoltura biologica e biodinamica dello scorso marzo nell’ambito di FirenzeBio, ha stabilito che dal 2007 al 2017 le aziende biodinamiche sono raddoppiate e testimoniano il crescente interesse nei confronti del biodinamico.

Nelle parole di Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e vicepresidente di Federbio: «Le sole nuove richieste di certificazione biodinamica del primo semestre del 2018 ammontano al 35% del totale dei già certificati, una crescita che ha imposto di infittire i controlli e la frequenza delle analisi, ma anche di creare un iter di formazione per supportare l’ingresso al marchio e un piano di ricerca e sviluppo per le aziende. Le realtà aziendali che scelgono la biodinamica credono fermamente, e caparbiamente, alla necessità di lavorare anche per il futuro del nostro Pianeta.»