Acqua e luce: a Milano un secolo di energia idroelettrica in mostra

[14 settembre 2015]

Fino al 30 settembre 2015. Casa dell’Energia e dell’Ambiente, piazza Po 3, Milano.

Un viaggio lungo tutto il Novecento fra la Valtellina e Milano sulla via dell’energia idroelettrica. Partendo dalle montagne, dove l’acqua scorre purissima inconsapevole del proprio valore, passando fra le dighe che ne incanalano il corso e le centrali che la trasformano in energia, fino ad arrivare a Milano. È in quest’energia nata lontano dai territori urbanizzati, fra le alte vette della Lombardia, che Milano troverà infatti le risorse necessarie non solo per illuminare i luoghi simbolo della città, celebrare i grandi avvenimenti e successivamente dare luce alle periferie, ma anche per crescere come metropoli e diventare la capitale economica e industriale del nostro Paese.

La potenza sprigionata dall’acqua che diventa luce, il lavoro dell’uomo al servizio del territorio e della città insieme al potere dell’energia che illumina il mondo emergono prepotentemente dalle foto scattate nel corso di un secolo dai fotografi chiamati ad immortalare una stagione epica e irripetibile, di cui ancora oggi godiamo i frutti. Fra questi alcune grandi firme della fotografia italiana storica e contemporanea: Vincenzo Aragozzini, Antonio Paoletti, Guglielmo Chiolini, Gianni BerengoGardin, Luigi Bussolati e Francesco Radino.

Questo è il cuore della mostra Acqua e Luce, Un secolo di energia rinnovabile per lo sviluppo del territorio, ospitata dal 21 maggio 2015 negli spazi della Casa dell’Energia e dell’Ambienteun centinaio di scatti inediti provenienti dall’archivio storico di Fondazione Aem – Gruppo A2A che ripercorrono le tappe dello straordinario processo di innovazione messo in atto a partire dai primi del Novecento dall’Azienda Elettrica Municipale grazie allo sviluppo dell’energia idroelettrica a Milano e nel territorio valtellinese; foto che documentano l’evoluzione e la metamorfosi della Valtellina, un territorio completamente ridisegnato dai “segni” dell’idroelettrico e raccontano infine la storia centenaria e i valori di un’impresa modernissima e all’avanguardia che ha sempre cercato il progresso della tecnica nel rispetto del territorio e l’ottimizzazione delle risorse energetiche nel nome della sostenibilità.

Secondo Alberto Martinelli, presidente di Fondazione Aem – Gruppo A2A «la selezione proposta intende raccontare per immagini una storia centenaria dove innovazione tecnica, buona gestione e interesse pubblico sono state le solide fondamenta di uno dei più virtuosi processi di modernizzazione nel nostro Paese in campo energetico». Prosegue sottolineando che «è d’obbligo inoltre una riflessione specifica sul territorio valtellinese, tuttora epicentro produttivo dell’impresa –  oggi Gruppo A2A – e sede di un patrimonio storico-ambientale unico, da qualche anno oggetto di valorizzazione da parte della nostra Fondazione con mostre, percorsi di turismo industriale e proposte di nuove sedi museali». Alberto Martinelli conclude infine « al di là degli imprescindibili valori storici, economici e sociali che il tema assume in sé, è opportuno sottolineare la coerenza del soggetto della mostra con le tematiche di sostenibilità energetica e educazione ambientale, questioni di primaria importanza per l’impresa e che Fondazione Aem – Gruppo A2A valorizza ogni giorno attraverso le attività didattiche e di comunicazione di Casa dell’Energia e dell’Ambiente».

«Il percorso espositivo si apre con Il potere dell’acqua: energia per lo sviluppo della metropoli, spiega Fabrizio Trisoglio, curatore e storico del patrimonio industriale dell’impresa.

La prima sezione riunisce una selezione di immagini raffiguranti i progetti realizzati da Aem in Valtellina e a Milano a partire dall’inizio del Novecento fino agli anni del boom economico, illustrando mezzo secolo di progetti e realizzazioni che resero possibile la modernizzazione del capoluogo milanese e l’ottimizzazione delle sue risorse energetiche. Il binomio estetico acqua-luce come simbolo della modernità all’interno della tradizione celebrativa milanese è invece al centro della seconda sezione, che abbiamo chiamato La celebrazione della modernità: nella storia di Milano la luce è infatti più volte assunta come simbolo del progresso sociale, scientifico ed economico, diventando dall’Ottocento ai giorni nostri protagonista indiscussa di grandi manifestazioni pubbliche.

La mostra si chiude con Il paesaggio idroelettrico in Valtellina, sezione conclusiva focalizzata sull’evoluzione del territorio montano della Lombardia attraverso i “segni” impressi dall’idroelettrico sul paesaggio. Questo territorio, dove Aem pone le basi della sua produzione all’inizio del Novecento dimostrando lungimiranza e visione, è oggi anche luogo di valorizzazione culturale e ambientale anche grazie alle recenti realizzazioni di musei e percorsi dedicati al patrimonio idroelettrico».