Biocasa_82, il primo caso studio “Platino” in Europa con analisi carbon footprint da record

[11 aprile 2014]

Verrà presentata ufficialmente a Ca’ dei Carraresi, il 23 maggio 2014, BioCasa_82, la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto come caso studio il prestigioso attestato di conformità al più alto livello del protocollo LEED for Homes, LEED PLATINUM, ed anche la prima nel nostro Paese ad aver condotto privatamente l’analisi carbon footprint, ovvero il calcolo dell’”impronta” di CO2 rilasciata nell’ambiente nel corso del tempo, risultata inferiore del 60% rispetto alla media degli edifici tradizionali*.

L’evento sarà aperto da un convegno intitolato “Strategie per il Benessere nell’Edificio”, un’opportunità di confronto per tracciare il quadro della situazione del comparto edile/architettonico in un momento in cui la filiera dell’abitare si interroga sugli strumenti più adatti a creare una nuova domanda di mercato, generata dal desiderio di possedere una casa che ci faccia sentire bene ed offra il massimo comfort inteso come benessere termico, olfattivo, visivo, acustico e psicologico. Il convegno sarà seguito dall’inaugurazione della mostra fotografica “BioCasa_82” di Marco Zanta, una galleria di immagini d’architettura arricchite da un percorso che spiega le scelte etiche e tecnologiche che hanno portato al completamento di un progetto così significativo, che resterà allestita fino al 1° giugno.

Protagonisti dell’evento, Claudia ed Enrico Moretti Polegato, Presidente Diadora, che hanno fortemente voluto questo progetto: “Sognavamo una casa che, oltre ad essere bella e “sana”, esprimesse coerenza tra i nostri valori e la responsabilità sociale nei confronti del territorio e delle generazioni future. Speriamo che la nostra scelta, anche grazie all’impatto simbolico dell’analisi carbon footprint appena conclusasi, possa diventare uno spunto di riflessione e contribuire così ad un progresso che consideriamo necessario per il nostro futuro”.

Parteciperanno inoltre alla tavola rotonda: il Sindaco del Comune di Treviso Giovanni Manildo e il Sindaco di Crocetta del Montello Eugenio Mazzoccato per i saluti istituzionali; ed in ordine di programma: per lo IUAV di Venezia Fabio Peron, Docente di Fisica, Tecnica Ambientale, Architettura ed Enrico Di Munno, Coordinamento Scientifico Master Processi Costruttivi Sostenibili che presenterà il libro di Stefania Prando “La matrice di processo: indagine su un caso studio reale”; per GBC Italia, il Presidente Mario Zoccatelli, e Mauro Roglieri, Amministratore Unico MR Energy Systems, per il progetto BioCasa_82: Giovanni Fabris, Presidente Welldom e Rosario Picciotto, Studio Arplan.

Il progetto architettonico e il design degli interni di BioCasa_82 sono stati realizzati dell’Arch. Rosario Picciotto (Studio Arplan) che ha studiato ogni particolare per favorire il benessere e la “naturalità” degli spazi. Welldom di Giovanni Fabris, filosofo del concetto di living ideale, ne ha seguito la costruzione, l’engineering e lo studio dei materiali secondo un approccio olistico sartoriale che ha portato BioCasa_82 a raggiungere livelli di benessere e sostenibilità mai ottenuti prima. Con 117 punti su un massimo di 136**, secondo il protocollo americano LEED Platinum, e 10 punti su 11 per quanto riguarda il parametro relativo all’innovazione nel design & engineering, il progetto presenta i valori più alti in Europa proprio per gli aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilità e comfort nella realizzazione di edifici.

All’ottenimento di questi risultati ha contribuito la scelta di un innovativo metodo di costruzione, il metodo “Welldom” sviluppato da Giovanni Fabris, che unisce le più avanzate tecniche costruttive, in materia di bioclimatica e di prestazioni energetiche, per ottenere il minimo impatto ambientale abbinato al massimo comfort – inteso come benessere termico, olfattivo (legato alla qualità dell’aria), visivo (relativo all’illuminazione), acustico e psicologico. Ecco che, per esempio, il clima raggiunge standard precisi di temperatura e umidità adatti all’attività svolta ambiente per ambiente; l’aria interna è sempre “nuova”, filtrata da pollini, polveri, acari; l’acustica è ottimale e non presenta alcun inquinamento proveniente da macchinari o riverbero interno; l’illuminazione è studiata per essere la più naturale possibile, ottimizzando l’apporto solare. Inoltre, tutti gli ambienti sono privi di gas radon, di prodotti di sintesi e VOC, di campi elettrici, magnetici e elettromagnetici nocivi.

Dal punto di vista del risparmio energetico e delle risorse naturali, Welldom ha progettato un sistema che vanta il 99% dei materiali utilizzati riciclabile, il 100% del recupero delle acque piovane e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili grazie ad un impianto fotovoltaico che produce circa 14kWh di energia elettrica e a un impianto geotermico ad altissima efficienza per la produzione di calore, acqua calda sanitaria e il raffrescamento. La casa ha, infatti, consumi bassissimi (< 25 kW/m2 annuo).

Inoltre, sono stati impiegati esclusivamente materiali ecologici certificati, riciclabili e, per quanto possibile, locali o a km 0: legno massiccio con standard PEFC o FSC intonaci ai silicati naturali, pavimenti in pietra di trachite/Zovonite delle cave di Zovon di Padova, calcestruzzi di Bigolino di Valdobbiadene, ecc.

* su un arco di tempo di 100 anni, risultato considerevole tenuto conto che la media in bioedilzia è del 37%. Per edificio tradizionale si calcola struttura baseline, ovvero in classe energetica C e con caratteristiche geometriche dell’edifico uguali a quelle di Biocasa_82.

**le ragioni che hanno impedito il conseguimento del numero massimo di 136 punti sono dovuti, prevalentemente, alla scelta del sito del progetto, immerso nella campagna e quindi privo di servizi e infrastrutture reperibili nei centri abitati, fattore che avvalora ulteriormente le alte prestazioni raggiunte invece in ambito di sostenibilità e risparmio energetico.