Calendario ambientale 2014 dedicato alla macchia mediterranea

[17 dicembre 2013]

Sarà presentato il 18 dicembre 2013 alle ore 10:30,  presso la sede di ARPA Sicilia ST Messina Via La Farina, is. 105 – 98123 Messina (entrata da Via S.Cecilia n. 41), il Calendario Ambientale 2014 dedicato alla Macchia Mediterranea, promosso dal C.A.A.M. (Coordinamento Azioni Ambientali di Messina). Per il terzo anno consecutivo e con anteprima all’indirizzo: www.facebook.com/calendarioambientale, il Calendario del 2014, patrocinato dal Comune di Messina, dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali di Messina, dall’Orto Botanico di Palermo, dal WCFN (World Council for Nature) e dal Parco Regionale dei Nebrodi, riporta per il 2014 le immagini e le descrizioni delle piante della Macchia Mediterranea, gentilmente concesse dal Prof. Francesco Maria Raimondo, Direttore dell’Orto Botanico di Palermo  e Presidente della Società Botanica Italiana (Foto di G. Bazan,  P. Marino, R. Schicchi e A. Troìa (Orto Botanico ed Herbarium Mediterraneum, Università di Palermo).

Sono stati invitati alla presentazione tra gli altri l’Assessore all’Ambiente del Comune di Messina Daniele Ialacqua, il Magnifico Rettore dell’Università di Messina Pietro Navarra,  Giuseppe Aveni, Direttore UPA Azienda Foreste Demaniali di Messina, Anna Giordano di WWF e Man, il CEO di WCFN (World Council for Nature) Mark Duchamp (skype), Fortunato Romano di MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), Giuseppe Giaimi, Presidente del Comitato Promotore Parco Regionale dei Peloritani e Gianni Netto (skype) Presidente della Associazione Inea (Associazione Interpreti Naturalistici Educatori Ambientali).

 

Saranno presenti i promotori della iniziativa, Enzo Colavecchio ed Annamaria Celi di Legambiente dei Peloritani, Anna Carulli di InBar (Istituto Nazionale Bioarchitettura), Felice Amato di Ambiente e/è Vita, Antonio Macauda di Fareverde Messina, Arnaldo Oliva dell’Associazione Ornitologica Messinese, Lucia Guarino e Mario Albano del Parco Ecologico S.Jachiddu, Giovanni Magliarditi della Sezione AIF di Messina,  Elena Santagati Lions Messina Colapesce, Salvatore La Galia del Ramarro Sicilia Sezione di Messina,Giovanna Messina della Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali Sezione di Messina e Saro Gugliotta di Slow Food Valdemone, in rappresentanza del Coordinamento Azioni Ambientali di Messina (C.A.A.M.).

 

A fare gli onori di casa il Direttore  Antonio Marchese e la Referente per  l’Educazione Ambientale Domenica Lucchesi di ARPA Sicilia ST Messina.

 

Concluderà la presentazione Francesco Cancellieri, CEA Messina onlus, con un intervento sulla “Biodiversità dei Peloritani e la proposta di candidatura per MAB Unesco (Riserve della Biosfera)”.

 

 

Il Programma MAB (Man and the Biosphere) –  è stato avviato dall’UNESCO negli anni ’70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity-building.

Il programma ha portato al riconoscimento, da parte dell’UNESCO, delle Riserve della Biosfera , aree marine e/o terrestri che gli Stati membri s’impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale.

In tutto il mondo vi sono attualmente 621 Riserve, di cui 9 in Italia:

L’UNESCO ha promosso la creazione di un Network mondiale delle Riserve della Biosfera al fine di promuovere su scala internazionale lo scambio di studi, ricerche, strumenti di monitoraggio, percorsi educativi, formativi e partecipativi realizzati all’interno delle Riserve stesse. Per partecipare alla presentazione e per anteprima: www.facebook.com/events/235728213260549 .

 

Un ringraziamento particolare ad Enzo Donato del CEA Eolie tra i promotori della iniziativa e che ha anche curato la parte grafica del Calendario Ambientale 2014.

 

Macchia mediterranea

Nel linguaggio geobotanico, il termine “macchia” identifica  una vegetazione costituita prevalentemente da specie arbustive distribuite uniformemente nello spazio occupato,  in modo da assicurare il totale ricoprimento della superficie del suolo.  L’attributo “mediterranea” concorre a qualificare questo tipo strutturale  di vegetazione, legandolo  al mondo mediterraneo ed in particolare al suo clima contraddistinto da inverni miti e piovosi e da estati calde ed asciutte. In tali condizioni, l’unica vegetazione che  in natura riesce ad affermarsi e, se indisturbata, perpetuarsi nel tempo è, appunto, la “macchia mediterranea”. Questa, in funzione del grado di integrità e di sviluppo raggiunto dalle specie che concorrono a definirne lo strato legnoso, può assumere  carattere di macchia-foresta. Nella regione mediterranea,  tipiche specie della macchia sono l’olivastro (Olea europaea var. sylvestris), il carubbo (Ceratonia siliqua), il lentisco (Pistacia lentiscus), il mirto (Myrtus communis), le filliree (Phillyrea latifolia e P. angustifolia), la palma nana (Chamaerops humilis), alcuni ginepri  ( Juniperus  oxycedrus, J. phoenicea), l’alaterno (Rhamnus alaternus), il camedrio ( Teucrium fruticans). In alcuni contesti, essa è costituita anche dalla quercia spinosa (Quercus coccifera), dal leccio (Quercus ilex), dalla sarmentose clematide (Clematis cirrhosa) e straccia brache (Smilax aspera),  dalla lonicera (Lonicera etrusca), anagiride (Anagyris foetida), euforbia arborescente (Euphorbia dendroides) e, ancora, da eriche ( Erica multiflora, E. arborea), corbezzolo ( Arbutus unedo), asparagi  (Aspargus acutifolius, A. albus), calicotome (Calicotome villosa, C. infesta), flomide (Phlomis fruticosa). Alcune delle ricordate specie, in determinate aree geografiche, sono rappresentate da sottospecie o varietà.

Nella macchia mediterranea trovano ospitalità anche specie erbacee, annue o perenni tra cui alcune bulbose. Generalmente, la degradazione della macchia per opera del fuoco o del pascolo porta ad una sua regressione che nel tempo, in assenza di ulteriori azioni di disturbo, può riuscire a ripristinarsi; in questo caso si parla di macchia secondaria. Occorre qui ricordare che in Sicilia, quasi tutti gli aspetti di macchia mediterranea sono riconducili alla macchia secondaria che a tratti è aperta condizione favorevole all’insediamento di specie erbacee e anche suffruticose eliofile che arricchiscono e diversificano la biodiversità del sistema. In alcuni casi si tratta di piante endemiche che trovano in questo ambiente l’habitat preferenziale; tra queste ricorrono molte specie di orchidee terricole che fanno della macchia secondaria aperta meta di appassionati ammiratori.