La Sostenibilità è di … casa!

[21 novembre 2013]

La Settimana della Sostenibilità del Ramarro:
Sicilia https://www.facebook.com/events/1427484600797665

La Macchia Mediterranea: un Paesaggio Naturale da valorizzare e proteggere:
https://www.facebook.com/events/599961556706725/

In occasione della Settimana Unesco DESS il Ramarro Sicilia propone tre giorni intensi ed indimenticabili … a Caltagirone la Sostenibilità è di casa!

Cos’è il DESS

Il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) è stato proclamato per il periodo 2005-2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha affidato all’UNESCO il compito di coordinare e promuovere le attività del Decennio.

Finalità del Decennio è quella di sensibilizzare governi e società civili di tutto il mondo verso la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta, valorizzando il ruolo che in tale percorso è rivestito dall’educazione.

L’educazione in tale contesto va intesa in senso ampio, come istruzione, formazione, informazione e sensibilizzazione. Va dall’educazione scolastica alle campagne informative, dalla formazione professionale alle attività del tempo libero, dai messaggi prodotti dai media a quelli più in generale del mondo artistico e culturale.
Ricomprende tutti gli input che provengono dalla società e ne contribuiscono a formare i valori e la cultura.

La “cultura della sostenibilità” è una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le popolazioni del pianeta, presenti e future, e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla povertà, i diritti umani, la salute vanno a integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco.

La scelta di dedicare un decennio internazionale all’educazione sostenibile trova origine nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg 2002).

Principi del DESS
Quali le azioni da intraprendere per dare concretezza al Decennio? L’UNESCO, come indicato nel documento guida internazionale, pone l’accento sull’importanza di attivare partenariati a tutti i livelli e chiama alla collaborazione tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, sottolineando in particolare il ruolo delle rappresentanze della società civile, del settore privato, dei media e delle istituzioni deputate alla ricerca

L’educazione allo sviluppo sostenibile, in tutti i contesti in cui opera, formali o informali che siano, si caratterizza per i seguenti elementi:

• Interdisciplinarietà: lo sviluppo sostenibile deve inserirsi nell’intero programma didattico – non costituisce materia di insegnamento a sé;

• Acquisizione di valori: più che trasmettere passivamente nozioni, è importante in via prioritaria puntare a far comprendere i valori che sono alla base dello sviluppo sostenibile;

• Sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei problemi: lo scopo dell’educazione è portare l’individuo a credere in se stesso di fronte ai problemi e alle sfide sempre nuove poste dallo sviluppo sostenibile, e in questo modo fornirgli gli strumenti per ricercare risposte concrete da applicare nella vita quotidiana e professionale;

• Molteplicità di metodologie: è necessario utilizzare metodologie didattiche stimolanti e innovative, e soprattutto interattive, quali le esperienze pratiche, le attività all’aria aperta, i giochi, e far uso di materiali multi-mediali, artistici…tutti strumenti a supporto di un’educazione che sia davvero di qualità;

• Decisioni condivise e “partecipate”: i discenti devono essere invitati a partecipare attivamente non solo nella pratica, ma anche nella programmazione dell’apprendimento;

• Importanza del contesto locale: attenzione particolare va riservata alle problematiche locali; ed anche le questioni globali vanno trattate utilizzando il linguaggio più familiare al discente.

L’educazione alla sostenibilità non è dunque volta a fornire risposte puntuali a problemi specifici, quanto piuttosto a stimolare il pensiero critico, il senso d’incertezza e del limite riferito agli effetti del nostro agire quotidiano, indurre il senso di collettività e responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo.