M’ammalia 2018: buoni, cattivi… o semplicemente mammiferi?

[14 settembre 2018]

“M’ammalia” è un insieme di eventi coordinati dall’Associazione Teriologica Italiana e organizzati da istituzioni scientifiche e culturali (musei naturalistici, orti botanici, biblioteche), aree naturali protette e associazioni, con il fine di far conoscere i mammiferi, le loro problematiche e gli ecosistemi di cui fanno parte.

La presente edizione si intitola “Mammiferi 10 e lode: Buoni, cattivi… o semplicemente mammiferi?” e si terrà dal 22 al 31 ottobre 2018.

Il tema di quest’anno vuole far riflettere sulla percezione che le persone hanno della fauna e dell’ambiente. Il progressivo spopolamento delle campagne e dei borghi montani iniziato nel dopoguerra ha fatto sì che per molti italiani il rapporto con la fauna si riducesse alla visione di documentari o fotografie o ad un’esperienza particolare da sperimentare nelle visite in aree protette o altri luoghi naturali. Il rapporto diretto con i mammiferi selvatici era perciò limitato soprattutto alle categorie di cittadini direttamente coinvolte o interessate: agricoltori, allevatori, ma anche ricercatori, tecnici faunistici e appassionati.

Negli ultimi 10 anni, in Italia, abbiamo assistito a una progressiva espansione di alcuni mammiferi che hanno dimostrato una grande capacità di adattarsi agli ambienti modificati dall’uomo. Le specie più plastiche sono ormai presenti anche nei contesti urbani, e perciò l’interazione diretta con essi è diventata sempre più diffusa. Un esempio emblematico è dato dagli orsi confidenti che in centro Italia arrivano a frequentare aree urbane ed entrano in contatto con l’uomo.

Un altro esempio è dato dal lupo, specie carismatica in grado di suscitare intense emozioni, spesso molto nette: odio, paura ma anche amore e fascinazione. Un tempo presente solo nelle zone remote dell’Appennino, è ora arrivato sulle Alpi e alle periferie delle città, e interagisce sempre di più con le attività umane, in particolare la zootecnia, tanto che in alcune regioni il livello del conflitto con le attività produttive si sta drasticamente alzando. Al contempo, la diffusione delle notizie attraverso i media tradizionali, ma anche e soprattutto attraverso internet, e in particolare i social network, estendono il dibattito sulla conservazione e gestione delle specie a un pubblico molto più ampio di quello tradizionale. Ancora una volta si pensi al lupo e all’impatto mediatico suscitato dal nuovo piano d’azione, che ha portato a nutriti dibattiti sui media e a numerose e partecipate proteste in piazza.

Un’analoga interazione tra il pubblico, i mammiferi e i ricercatori è data dalla presenza di specie aliene in contesti urbani o periurbani. Un facile e noto esempio viene dallo scoiattolo grigio, che nei parchi urbani interagisce molto frequentemente con i visitatori, e agli occhi di questi costituisce la possibilità di confrontarsi con “la natura selvatica”, trattandosi invece di una specie introdotta dagli Stati Uniti che sta portando all’estinzione il nostro scoiattolo rosso. In questo caso il conflitto tra esperti di fauna e cittadini nasce per una visione talvolta contraria e negativa dei piani di controllo delle specie aliene invasive da parte dell’opinione pubblica.

Ma i mammiferi (e i tecnici e ricercatori che li studiano) quindi sono buoni o cattivi? Sono semplicemente mammiferi, e mai come oggi la sfida della conservazione e gestione è quella di informare i cittadini sulla biologia di queste specie, sulle problematiche ad esse connesse e sul corretto comportamento da tenere nei confronti della fauna. Perché lì, sì, esistono i buoni o i cattivi comportamenti.

Gli Enti interessati a proporre eventi da inserire in programma sono pregati di mettersi in contatto con l’Associazione Teriologica Italiana, inviando una mail all’indirizzo comunicazione@mammiferi.org

Il calendario e le locandine delle iniziative aderenti saranno pubblicati sul sito www.mammiferi.org e nella pagina Facebook di M’ammalia.