Oreopithecus bambolii: un primate del Miocene superiore della Toscana e della Sardegna

[16 marzo 2016]

Il Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese ha organizzato una conferenza dal titolo “Oreopithecus bambolii: un primate del Miocene superiore della Toscana e della Sardegna”. L’iniziativa si svolgerà givoedì 17 marzo presso la Sala del Mare del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, a partire dalle 17 e 30, con l’antropologo Emiliano Carnieri nelle vesti di relatore. L’oreopiteco è stato rinvenuto, a partire dalla seconda metà dell’ottocento nei depositi di lignite di Monte Bamboli, Baccinello, Montemassi, Casteani e Ribolla della provincia di Grosseto. Negli anni ’80 del secolo scorso altri reperti sono stati rinvenuti in strati tardo miocenici in località di Fiume Santo in Sardegna. L’oreopiteco presenta una morfologia a mosaico, con caratteri cercopitecoidi, ominoidei, umani e suoi propri. I rapporti evolutivi dell’oreopiteco con i primati attuali, tuttavia, sono difficili da stabilire e, la maggioranza degli autori sopraddetti, a causa della peculiare anatomia cranio-dentale di questo primate, preferisce includerlo in una famiglia distinta inclusa nella superfamiglia delle scimmie antropomorfe. Studi recenti hanno evidenziato che Oreopithecus bambolii era un primate bipede e capace della presa di precisione tipica della mano degli ominidi. Per l’importanza negli studi dell’evoluzione dei primati e per la completezza e abbondanza dei reperti, l’oreopiteco può essere paragonato a un altro reperto molto conosciuto: lo scheletro di “Lucy”.