Parco delle foreste casentisesi: astronomia delle antiche civilità

[30 luglio 2013]

Venerdì 2 agosto, a partire dalle ore 21,15, il Planetario del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, presso il Centro visite di Stia, condurrà i partecipanti alla scoperta dei più importanti siti megalitici europei, un invito a visitare questi luoghi con occhi più attenti e con una più approfondita conoscenza degli aspetti astronomici a questi legati.

L’interesse dell’uomo, nei confronti del cielo stellato, è iniziato molto tempo prima di quanto si potrebbe immaginare. Non dobbiamo considerare l’osservazione del cielo da parte dell’uomo primitivo come un fatto deliberato. Per noi uomini moderni, ora, l’osservazione del cielo è frutto di una scelta ben precisa.

Ma per i nostri antichissimi progenitori guardare la volta celeste era un fatto perfettamente naturale e spontaneo,  visto che vivevano a stretto contatto con la natura e che erano completamente integrati con l’ambiente circostante.

Allora la notte era perfettamente buia e le uniche sorgenti luminose si trovavano nel cielo; di conseguenza alzare gli occhi verso gli astri era un fatto perfettamente naturale.

Innumerevoli sono le tracce, lasciate da queste antiche genti, che attestano l’intesa attività di osservazione del cielo. In molti luoghi in Europa numerose sono le costruzioni di epoca neolitica tuttora esistenti che hanno gli assi diretti sulla levata del Sole agli equinozi e altre, risalenti all’epoca del megalitismo europeo, nelle quali diverse strutture puntano sulla levata o il tramonto del Sole ai solstizi.

Il moto annuale e diurno del Sole, le fasi lunari, il sorgere eliaco di alcune stelle o asterismi venivano utilizzati dalle antiche popolazioni non solo per fini religiosi ma anche, e soprattutto, per il computo del tempo e per l’orientamento, in terra come in mare.

In alcuni casi la conoscenza dei moti celesti era talmente “raffinata” da permettere loro di costruire manufatti, anche di grandi dimensioni, come nel caso del circolo di pietre di Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra, oppure dei tumuli della Valle del Boyne, in Irlanda, degli allineamenti di Carnac, in Bretagna, oppure del Pozzo Sacro di Santa Cristina, nella piana di Paulilatino, in provincia di Oristano, in Sardegna, perfettamente orientati con i punti di levata e tramonto del Sole o della Luna in particolari periodi dell’anno o in determinate posizioni celesti.

Ma anche realizzare piccoli, ma splendidi, manufatti, come il Cappello d’oro di Berlino, risalente alla età del bronzo, uno tra i più complessi sistemi calendariali ad oggi scoperti in Europa, legato al culto solare e lunare.

A conclusione della serata, condizioni meteo permettendo, osservazione del cielo estivo, ad occhio nudo e con piccoli telescopi, dal piazzale antistante il Planetario.

Costo ingresso euro 5, gratuito per i bambini sotto i 10 anni.

Prenotazioni : telefonare ai numeri 3356244440 oppure 3356244537.

Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna