Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile: strumenti finanziari dalla nuova programmazione comunitaria 2014-2020

[3 febbraio 2014]

La recente approvazione della Giunta regionale del  nuovo  Piano Ambientale ed Energetico Regionale, PAER, che sostituisce il precedente PIER del 2008, introduce importanti modifiche che ne cambiano in maniera sostanziale l’impostazione.

Il nuovo Piano si articola infatti su due grandi aree concettuali:

–          sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio

–          allo stesso tempo contrastare i cambiamenti climatici attraverso la diffusione della green economy;

–          promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione e la gestione dei rischi.

L’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini, nella sua illustrazione del piano, ha evidenziato che  per raggiungere questi obiettivi il Piano indica cinque macro aree prioritarie  :

–          difesa del suolo,

–          difesa della  risorsa idrica,

–          difesa della costa,

–          tutela della biodiversità  e

–          rischio sismico.

In questo quadro “ la green economy viene assunta come il possibile modello di sviluppo su cui incentrare la ripresa e attuare gli obiettivi previsti dal piano”.

Non ci poteva essere quindi migliore occasione di  questa per parlare di clima , e di green-economy nella nostra città. Potremmo questa volta dire in modo più convinto di altre volte  “è l’Europa che ce lo chiede”.

Esiste infatti una strategia Europea di adattamento ai cambiamenti climatici che ha coerentemente  adottato due politiche :

1) la MITIGAZIONE delle cause: riduzione delle emissioni di gas-serra per prevenire i  cambiamenti.

2) l’ADATTAMENTO alle conseguenze inevitabili delle nuove future condizioni climatiche.

Lo  scorso 30 ottobre è stata presentata per l’Italia una bozza della Strategia Nazionale di Adattamento (dal ministro dell’ambiente Andrea Orlando) con l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento e delle linee-guida che permettano di “prevedere e prevenire gli effetti che possono avere i cambiamenti del clima sulla natura, sull’uomo e sulla sua attività”.

Tale bozza è in fase avanzata e la strategia che ne deriva  intende  affrontare gli impatti del climate change, effetti con un impatto che  potrebbe comportare all’Italia costi stimati tra i 20 e i 30 miliardi di euro entro il 2050, pari a una perdita compresa tra lo 0,12% e lo 0,16% del PIL.

Questa iniziativa propone:

–           alcuni spunti di valutazione degli strumenti finanziari offerti  dalla nuova programmazione comunitaria 2014 ;

–          riflessioni su come poter  intervenire al livello locale con azioni di riduzione delle emissioni di CO2 e di ottimizzazione dell’uso delle risorse energetiche ;

–          discussione sulle strategie di attuazione Patto dei Sindaci che la nostra amministrazione comunale ha approvato nel febbraio 2013 (con delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale).

Sono infatti previste importanti  risorse economico-finanziarie  dal nuovo Programma di finanziamento integrato  Horizon 2020, risorse che potrebbero essere a disposizione degli Enti locali e delle imprese nel quadro più ampio dell’attuazione delle azioni programmate    nei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile   che l’Amministrazione locale intende percorrere  per raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni.

A seguito del lancio dell’iniziativa europea ”Patto dei Sindaci” nel 2008 sono oltre 2.500 i Comuni italiani che hanno aderito e oltre 1.700 hanno già redatto ed approvato il PAES nel proprio Consiglio Comunale.

Grazie al  ruolo degli Enti locali nella lotta al cambiamento climatico una gran quantità di emissioni di CO2 potrà essere ridotta, entro il 2020, dalle città italiane, contribuendo all’obiettivo che l’Italia ha assunto in sede europea per il 2020 e soprattutto dovranno contribuire al raggiungimento dei nuovi target – che prevedono il taglio delle emissioni del 40% – che lo scorso 22 gennaio  la Commissione Europea ha proposto per il 2030 .

Target che  dovranno essere confermati al Consiglio Europeo di primavera.

Se l’Italia metterà in sinergia gli obblighi vincolanti assunti in sede europea con quelli, attualmente di natura volontaria assunti dai Comuni con il Patto dei Sindaci, potrà svolgere un ruolo di leader nella lotta ai cambiamenti climatici a livello europeo e guidare anche la transizione verso un’economia  a basso contenuto di carbonio con indubbi benefici per ambiente , economia ed occupazione.