Celebrazione della Convenzione sulle Zone Umide di Importanza Internazionale 2 febbraio 2017

[1 febbraio 2017]

Giorno 2 febbraio 2017 alle ore 14.00 sui Laghi di Ganzirri a Messina lungo la SP43 punto di osservazione di fronte la Caserma Carabinieri). L’evento è inserito nel database www.ramsar.org, ricordiamo che è possibile partecipare ad un concorso fotografico. La Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, è stata firmata a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971.

La missione della Convenzione è “la conservazione e l’utilizzo razionale di tutte le zone umide attraverso azioni locali e nazionali e la cooperazione internazionale, quale contributo al conseguimento dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo”.
Le zone umide sono tra gli ambienti più produttivi al mondo, conservano la diversità biologica e forniscono l’acqua e la produttività primaria da cui innumerevoli specie di piante e animali dipendono per la loro sopravvivenza. Essi sostengono alte concentrazioni di specie di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati.

Le zone umide sono laghi e fiumi, paludi e acquitrini, prati umidi e torbiere, oasi, estuari, delta e fondali di marea, aree marine costiere, mangrovie e barriere coralline, e siti artificiali come peschiere, risaie, bacini idrici e saline.

Al centro della filosofia di Ramsar vi è il concetto di “uso razionale” delle zone umide, definito come “mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunto attraverso l’attuazione di approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile”.

La Riserva di Capo Peloro è un vero hotspot per contrastare la perdita di biodiversità che deriva essenzialmente, in maniera diretta o indiretta, da attività antropiche condotte in maniera non sostenibile per l’ambiente. La protezione della biodiversità implica, di conseguenza, la necessità di imporre limitazioni allo svolgimento di molte di queste attività antropiche.
Il limitare con vincoli normativi tali attività produttive, che sono significative da un punto di vista economico, viene a gravare sulle comunità locali per la conservazione della biodiversità. Ciò costituisce motivo di conflitto a livello locale e causa attitudini negative, da parte delle medesime comunità, verso tali strumenti legislativi e verso la presenza stessa di importanti componenti di biodiversità. È possibile evitare che si creino situazioni di conflitto tra la conservazione della biodiversità e l’economia delle popolazioni che vivono nelle aree protette?

L’iniziativa è promossa della Associazione Centro Educazione Ambientale (CEA) Messina onlus (www.ceamessina.cloud) in collaborazione con Fareverde, Masci Messina 1 “il Faro” e Ambiente e/è Vita