Il turismo dolce, medicina per l’Umbria post-sisma: appuntamento il 12 maggio alla Rocca Albornoziana di Spoleto

[19 aprile 2017]

Biciclette, sentieri naturalistici, cammini religiosi, eventi costruiti a misura di territorio: strumenti al servizio del turismo sostenibile che, nel caso dell’Umbria, si traducono anche in medicine ideali per risollevarsi dalle sfide e gli ostacoli imposti dalle ripetute scosse sismiche che hanno messo in ginocchio il Centro Italia nell’autunno scorso.

Una strategia, quella del “turismo dolce”, applicata con successo in varie realtà europee e rivelatasi sempre un buon affare. Per questo, Sviluppumbria, agenzia per lo Sviluppo regionale, ha deciso di puntarvi, con una serie di iniziative che puntano ad evidenziare e a rafforzare un approccio turistico che è già insito nella regione. Obiettivo: mostrare come le risorse naturali e gli itinerari di mobilità slow possono trasformarsi in opportunità per ricostruire il tessuto economico e sociale anche dopo eventi drammatici come i terremoti.

Per illustrare questa strategia, Sviluppumbria, in collaborazione con il Comune di Spoleto e la Regione Umbria, organizza il 12 maggio prossimo nel suggestivo scenario della Rocca Albornoziana di Spoleto, il convegno “Ambiente, sostenibilità e Turismo: risorse naturali e itinerari di mobilità dolce per la ricostruzione del tessuto economico e sociale”. Un’occasione per riflettere sul ruolo di leva economica di bikeconomy e itinerari naturalistici e religiosi.

Oltre al presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, interverranno tra gli altri, Alberto Fiorillo, responsabile Aree urbane e mobilità di Legambiente; Gloria Zavatta, esperta di sostenibilità ambientale che ha curato il programma Sostenibilità di Expo 2015 a Milano e Carlo Maria Medaglia, capo della Segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente.

“Riuscire ad illustrare all’opinione pubblica e ai giornalisti i vantaggi, economici e sociali, insiti nella mobilità dolce e nella cosiddetta ‘economia della bicicletta’ è essenziale per rafforzare questo settore, che ha margini di crescita enormi e trova nella nostra regione il territorio ideale per svilupparsi” spiega Mauro Agostini, direttore generale di Sviluppumbria. A suffragare la sua analisi, i dati più aggiornati del settore in Europa: “Già oggi il 7% dei cittadini europei sceglie le due ruote come mezzo di trasporto principale, il Pil del settore vale già decine di miliardi di euro (in Germania si aggira sui 9 miliardi) e i costi delle infrastrutture necessarie sono molto bassi: con i fondi necessari a realizzare un chilometro di autostrada si possono costruire 150 km di percorsi ciclabili protetti”.  Per di più, ricorda un rapporto della Ecf (European Cyclists’ Federation) nessun veicolo produce un numero di posti di lavoro come la bicicletta. Ogni milione di euro investiti, la produzione bici occupa 4,89 addetti contro l’1,63 delle auto, i circa 4 di barche e aerei. Cifra che sale a più di 8 addetti contro 1,92 per il settore vendite e accessori.

E tali cifre non considerano i vantaggi in termini ambientali e sanitari, che hanno degli importanti risvolti economici. Il turismo sostenibile e la mobilità dolce – calcolava un rapporto del Parlamento europeo pubblicato esattamente un anno fa – permettono di risparmiare circa 200 miliardi ogni anno, grande ai minori costi sanitari garantiti da una diminuzione delle malattie cardiovascolari e dell’obesità, oltre alle minori spese per carburanti e CO₂ emessa.

Riflessioni che accomunano il mondo del turismo a due ruote con quello dei pellegrinaggi e dei sentieri naturalistici. Due armi di cui è ricco l’arsenale umbro: la Via di Francesco e la rete dei Cammini dell’Umbria (Cammino di Benedetto, Via Lauretana, Via Romea Germanica e tanti altri) e il sistema degli itinerari ciclabili (la  Ciclovia del Tevere, l’Anello del Trasimeno, la Pista ciclabile da Assisi a Spoleto e Norcia,  la  Grenway del Nera, la ciclabile di Narni “Lungo Nera dei Laghi”).