Dal caso della geotermia toscana parte un appello a difesa di tutte le rinnovabili d’Italia

Il dibattito cresciuto (anche) sulle pagine di greenreport si concretizza in una raccolta firme nazionale

[4 febbraio 2015]

Non accenna a fermarsi la sollevazione ambientalista che dalla Toscana della geotermia si è innalzata a difesa delle energie rinnovabili su tutto il territorio nazionale. Oggi a Firenze, nelle aule del Consiglio regionale, ha infatti preso il via una raccolta firme dall’esplicativo nome Smart Italy. Liberare le energie rinnovabili. Sostenere il risparmio energetico.

Una maxi-mobilitazione che, lo ricordiamo con orgoglio, prima di concretizzarsi ha trovato uno spazio fertile per la discussione e l’elaborazione delle idee proprio su greenreport.it: a innescare la miccia è stato il fondatore di Green Italia e vicepresidente del Kyoto Club Francesco Ferrante, che con il suo articolo Uno spettro si aggira per l’Italia: la geotermia è andato a toccare un tema grandemente rilevante, e di stretta attualità; sulle nostre pagine sono poi seguiti i commenti del presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, e – solo due giorni fa – del responsabile per la Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia, Luca Iacoboni, dando spirito a un dibattito di alto livello.

Oggi proprio Ferrante è tra i primi firmatari dell’appello presentato stamani in Regione dall’associazione Giga e dal Coordinamento nazionale Free (cui aderiscono anche, tra le svariate associazioni, Greenpeace, Legambiente e Wwf). Insieme a lui Jacopo Fo, Sauro Valentini (presidente nazionale Giga), Fabio Roggiolani (Giga Italia e fondatore di Equologia.com), Alessandro Visalli, (coordinatore nazionale di Free), e molti dei docenti universitari che negli atenei toscani si occupano proprio di geotermia: tra questi spicca Riccardo Basosi, responsabile nazionale del governo italiano nella Ue per il piano climatico.

L’evento odierno in Regione ha trovato ancora una volta la propria scintilla proprio nella discussa moratoria sulla geotermia che il presidente Enrico Rossi ha recentemente annunciato. «Le imprese che hanno presentato permessi di ricerca – sottolineano i firmatari – hanno aderito ai protocolli di sostenibilità che le associazioni ecologiste hanno elaborato e si sono impegnate in un protocollo di intesa con la Regione Toscana firmato dal presidente Rossi a usare solo sistemi a ciclo binario e a reiniezione totale di fluidi e gas, per cui la beffa diventa doppia colpendo non la speculazione sul territorio di chi spara in atmosfera tonnellate di anidride carbonica ed inquinanti ma proprio coloro che hanno attivato ricerca ed investimenti per fare geotermia sostenibile».

Chiedendo che non si vanifichi «quanto di buono e di straordinario si era creato in questi anni con i conti energia che, sia detto chiaro e forte, hanno indirizzato verso le rinnovabili una frazione non superiore al 10% di quanto destinato in mezzo secolo alle fonti fossili», gli aderenti alla mobilitazione rivolgono dunque un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione (sia in Toscana che fuori) affinché sia ripresa «e non più solo a parole la strada dello sviluppo delle energie rinnovabili in sostituzione delle energie fossili partendo innanzi tutto dalla sburocratizzazione e dal ripristino della certezza del diritto». Che si possa ripartire almeno dalla certezza del dovere è anche il nostro augurio.