Demografia, solo i migranti tengono a galla la popolazione toscana

L'Istat fotografa un numero di cittadini in declino, dove le migrazioni (sia da altre regioni, sia da altri stati) rivestono un ruolo fondamentale

[6 marzo 2017]

Sotto il profilo demografico la Toscana nell’ultimo anno ha rappresentato lo spartiacque italiano, la “prima” Regione nella quale si registra una diminuzione (dello 0,5 per mille) nella popolazione residente. Il calo non si registra infatti in tutte le regioni: Lazio, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna e soprattutto Provincia autonoma di Bolzano (+6,6 per mille) nel corso del 2016 hanno ingrossato le fila della propria popolazione residente, secondo i dati diffusi oggi dall’Istat. Tutte le altre – e proprio la Toscana apre la lista – hanno perso cittadini.

La performance dell’Italia nel suo complesso rende però l’immagine di un costante declino. Al 1° gennaio 2017 si stima che la popolazione residente nel Paese ammonti a 60 milioni 579mila residenti, 86mila unità in meno sull’anno precedente (-1,4 per mille), con un saldo naturale (nascite meno decessi) pari a -134mila: è il secondo maggior calo di sempre, superiore soltanto a quello del 2015 (-162mila). A toccare un nuovo record negativo è invece la natalità: ci sono stati 474mila nuovi nati in Italia l’anno scorso, ancora meno del livello minimo (486mila) toccato nel 2015. Nel frattempo la fetta di popolazione più anziana – con le rispettive esigenze in fatto di assistenza sanitaria e di erogazione pensionistica – continua a crescere: gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale.

E in Toscana? A inizio 2016 la popolazione residente era composta da 3.744.400 persone, scese a 3.742.700 a fine anno. Le perdite in assoluto più consistenti sono date dal saldo naturale: sono decedute 15.100 persone in più di quanto ne sono nate. A tenere a galla il bilancio demografico regionale sono invece soprattutto il saldo migratorio estero (+14.500 persone) e il saldo migratorio interno (+4.700 persone).

Da una parte infatti, come spiega l’Istat, le «regioni che accolgono più immigrati – a prescindere dalla cittadinanza – sono quelle del Centro, con 5,7 neocittadini ogni mille residenti, rispetto a una media nazionale del 4,8 per mille. Tra le regioni di tale ripartizione il massimo relativo si ha in Toscana (6,3 per mille)». Dall’altra, il «profilo dei saldi migratori interregionali continua ad avvantaggiare le regioni del Centro-Nord a discapito di quelle nel Mezzogiorno. Nel Nord, il primato spetta alla Provincia di Bolzano (+1,9 per mille) davanti all’Emilia Romagna (+1,8). Nel Centro la regione che fa registrare un saldo positivo rilevante è la Toscana (+1,3)».

In altre parole a tenere a galla la demografia della Toscana sono i migranti, che arrivino da altre regioni italiane o da altri stati. Rispetto al quadro nazionale sul nostro territorio si registra così una contrazione minore nella popolazione residente, ma il trend è destinato a peggiorare se non si agirà rapidamente e con vigore sui fattori di sempre che frenano la natalità italiana: precarietà, bassa occupazione giovanile (e femminile, soprattutto), servizi per l’infanzia adeguati in primis.