Maurizio Gubbiotti in esclusiva per greenreport dalla capitale della Tunisia

In diretta da Tunisi. Dal Forum Sociale Mondiale la speranza risponde al terrorismo (Fotogallery)

«Le persone ti fermano e ti dicono che sono felici, perché hanno bisogno del sostegno del mondo alla ricerca di democrazia»

[24 marzo 2015]

TUNISI. Delle defezioni che si erano temute dopo i tragici fatti terroristici neanche una traccia. Aereoporto affollatissimo, controlli un po’ più severi soprattutto per i bagagli, ma nessuna impraticabilità. L’affluenza al Social Forum Mondiale sta andando nel migliore dei modi, le strade della città si sono già animate con tante persone provenienti da tutto il mondo per questo appuntamento che oggi assume un significato ancor più forte. Tanti volontari che corrono, corrono, e dispongono materiali nel luogo scelto per fare gli accrediti, perché tutto funzioni.

Una città non affatto blindata, più attenta, ma vivace ed effervescente, con persone che ti fermano e ti dicono che sono felici che noi siamo qui per il Forum, perché loro hanno tanto bisogno del sostegno di tutto il mondo in questa loro sfida alla ricerca di democrazia e partecipazione. Ci raccontano che lo scorso 20 marzo, anniversario della liberazione dal colonialismo, festa nazionale tunisina, le famiglie per strada e nei parchi con bambini da tutte le parti, quasi si contrapponevano alla tremenda strage del Bardo, il più antico museo archeo­lo­gico del mondo arabo e dell’Africa.

La rivo­lu­zione che ha abbat­tuto una dit­ta­tura dando vita a un pro­cesso demo­cra­tico, con delicati confronti tra forze lai­che e isla­mi­ste, non è riuscita a mettere al sicuro dal ter­ro­ri­smo globalizzato, ma sembra proprio che il Paese voglia andare fino in fondo.

Il Forum Sociale quindi può essere un’ottima occasione di incontro, scambio, conoscenza, rafforzamento di reti. Tanto da aver fatto decidere a molte reti d’inserire l’appuntamento di Tunisi nella loro agenda. La rete per la giustizia climatica che prepara la mobilitazione a Parigi in occasione della COP21 di dicembre 2015 ha addirittura anticipato i tempi e ieri ha già tenuto una giornata di lavoro, ma vi saranno anche la rete contro il TTIP e gli altri trattati di libero scambio, le reti dei migranti, le reti mediterranee, degli studenti e tante altre.

La volontà è quella di essere in tanti al Forum per contribuire al rafforzamento degli attori sociali democratici, che già hanno saputo capitalizzare il successo dell’edizione precedente ed hanno perfettamente chiaro come questo atto terrorista, criminale e barbaro mira a distruggere le fondamenta del rilancio economico della Tunisia, della sua esperienza nella risoluzione pacifica dei conflitti, della sua transizione verso la democrazia. Un atto barbaro che si iscrive nella stessa linea dell’assassinio di Choukri Belaid, avvenuto alla vigilia del Forum Sociale Mondiale nel 2013.

Il Comitato Organizzatore del Forum Sociale Mondiale nella riunione tenutasi per esaminare gli ultimi elementi dopo l’attentato terrorista al Museo del Bardo ha ricordato che solo la cultura del dialogo e del rispetto al diritto alla diversità costruisce argine contro la barbarie, ed è l’unico modo per assicurare la coesistenza fra gli individui e le comunità: questi saranno i segni della manifestazione che si terrà in occasione della cerimonia d’apertura, oggi pomeriggio alle 16.00, che partirà dalla piazza Bab Saadoun in direzione dello stesso Museo del Bardo. Inoltre sarà creata una commissione in seno al Consiglio Internazionale per la redazione di una “carta internazionale altermondialista del Bardo di lotta contro il terrorismo”. E un nuovo concentramento si terrà il 26 marzo 2015 al campus Farhat Hached, a partire da mezzogiorno.

Infine c’è pure la volontà che il  Forum riesca a produrre almeno un elemento parziale di convergenza, un appello unitario su una questione specifica, o un documento che sintetizzi i risultati delle assemblee di convergenza. È così, con rinnovato coraggio, che si apre questo Forum.

di Maurizio Gubbiotti, responsabile dipartimento internazionale di Legambiente