Finanziaria toscana e manovra del governo, gemelle diverse per il 2015

[23 dicembre 2014]

L’aula del Consiglio regionale della Toscana ha approvato stamani, 29 voti favorevoli e 19 contrari, la legge finanziaria 2015 e il bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e la relativa proiezione pluriennale 2015-2017. Si tratta di un provvedimento regionale che è stato però segnato in modo determinante dal suo omologo nazionale, quella legge di Stabilità varata ieri dalla Camera.

Gli effetti della prima manovra renziana sull’economia nazionale sono tutti da provare, mentre quelli sulle finanze degli enti pubblici locali sono stati chiari fin dall’inizio. Quello della Toscana per il prossimo anno, come affermano infatti in Regione, sarà comunque un bilancio che sfiora i 10 miliardi – 9.925 milioni per la precisione – ma con tagli pesanti. A disposizione ci sono infatti altri 444 milioni in meno: quasi 79 per effetto della manovra Monti, altri 56 frutto dei provvedimenti assunti dal governo Letta, la differenza (309) conseguenza della legge di stabilità appena licenziata dal Parlamento. Nel dettaglio il portafoglio regionale si trova così a fare i conti con una capacità di spesa pari a 1,4 miliardi di euro, rispetto ai 2,2 di pochi anni fa. Un bilancio dove sanità e sociale pesano, come sempre, per oltre il 67 per cento (6.690 milioni).

«Potevamo aggiungerci al coro di proteste contro i tagli – spiega l’assessore al Bilancio della Toscana, Vittorio Bugli – Abbiamo preferito accettare la sfida, consapevoli delle difficoltà che il nostro Paese è chiamato ad affrontare e misurandoci con la scelta di costruire la regione del futuro. Anche perché, se non c’è dubbio che la legge di Stabilità appena approvata chiede un contributo importante al sistema degli enti locali, è anche vero che si cerca di invertire la rotta rispetto a provvedimenti di solo contenimento della spesa».

Questo non significa però che la manovra regionale si appiattisca su quella nazionale. In Toscana sono previsti tagli alla spesa per il personale, »ricorrendo ai prepensionamenti e gli esuberi e la riorganizzazione della macchina e delle linee di comando»; si prospetta un’opinabile «uscita della Regione da tutte le partecipate, eccetto società in house ad iniziare dalla finanziaria Fidi Toscana»; ma non si rinuncia alla leva degli investimenti pubblici, che in questo frangente storico sono l’unico salvagente rimasto all’economia, come dovrebbe ormai esser chiaro dopo gli insegnamenti di keynesiana memoria.

Gli investimenti in Toscana saranno anzi in crescita, e spazieranno su vari ambiti: «Il raddoppio della ferrovia Lucca-Pistoia assieme a Rfi, il rifinanziamento del fondo di garanzia per la messa in sicurezza sismica e l’efficientamento energetico degli edifici; la diffusione della banda larga dove ancora non c’è; il rifinanziamento dei contratti di solidarietà; il progetto per la non autosufficienza o le agevolazioni fiscali per la famiglia e le imprese».

Ci sarà poi un’attenzione particolare per l’area livornese, una delle più colpite dalla crisi economica in termini occupazionali e non. Grazie a un emendamento alla legge finanziaria è previsto un abbattimento dell’Irap per le aziende che si insediano nelle aree di crisi, e altri interventi a favore della reindustrializzazione dell’area di Livorno.

«L’intervento, presentato dal Consigliere Ruggeri e sostenuto dalla Giunta, stabilisce – spiega l’assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini – che si possa applicare un abbattimento Irap del 1,5% per le aziende che si insediano in aree di crisi, individuate con deliberazione della Giunta regionale, in aree di crisi complessa individuate ai sensi della normativa nazionale, o in aree definite del tessuto urbano interessato nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana. Tale provvedimento consentirà, a seguito di una delibera che proporrò alla Giunta di adottare a breve, alle imprese che si insedieranno nelle aree del livornese, di Massa e Carrara e come già avviene nel territorio piombinese, di ottenere un abbattimento Irap. Questo abbattimento si andrà ad aggiungere a quanto previsto dalla legge di stabilità nazionale per le assunzioni consentendo un radicale abbattimento dell’Irap».

Con il bilancio regionale è stato approvato anche un altro emendamento che stanzia, per gli anni 2015-2016, 10 milioni di euro per la reindustrializzazione dell’area livornese, senza dimenticare i 170 milioni previsti per la darsena Europa del porto labronico. Tutto è migliorabile, e la finanziaria regionale non è certo esente da difetti: la Regione non ha però ancora tirato i remi in barca, e continua ad investire.