La geotermia, la salute dei cittadini e i morti per i goal di Aaron Ramsey

[29 gennaio 2015]

Si apre per la seconda volta il capitolo “Geotermia e salute”, uno progetto dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) condotto in Toscana (e finanziato per 3 anni con 840mila euro) per analizzare l’impatto dell’attività geotermica sullo stato di salute dei cittadini nell’area amiatina, dove da tempo alcuni comitati denunciano un collegamento tra la diffusione della prima e il peggioramento della seconda.

Perché degli eccessi di mortalità e di alcune malattie tumorali, sull’Amiata, i dati dicono che ci sono. Ma sono quegli stessi dati che, allo stato attuale di conoscenza, suggeriscono dipendere «poco o per niente» da fattori ambientali, geotermia compresa. Questo quanto sottolineato già nel 2013 in un incontro con la popolazione da Francesco Cipriani, direttore dell’Ars al termine della prima parte di “Geotermia e salute”.

Adesso si riparte. In tempi di risorse pubbliche (e per la ricerca) sempre più scarse, si potrebbe pensare che – dopo aver appena chiuso un ponderoso studio sul tema – sarebbe meglio dirigere altrove i soldi impiegati. Si fa bene invece a insistere, perché la causa di quegli eccessi di mortalità sull’Amiata va individuata con certezza per poi calibrare gli interventi conseguenti; basta che  si vada avanti con le giuste motivazioni.

Quelle appena presentate da Ars, Asl, Arpat e dai sindaci dell’area interessata (Santa Fiora, Casteldelpiano, Arcidosso, Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio), nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Santa Fiora, lo sembrano. Parte dunque la seconda parte dell’indagine epidemiologica, e stavolta c’è un importante elemento in più: è stato infatti costituito un osservatorio permanente (con sede a Santa Fiora) sulla salute dei cittadini. Questa nuova indagine epidemiologica consentirà di fare maggiore chiarezza andando ad approfondire anche il ruolo di altri fattori di rischio legati alle storie di vita personali e alle condizioni familiari. Rispetto alle analisi precedenti, ci sarà un sostanziale cambiamento nell’approccio metodologico: non più soltanto il confronto tra dati sanitari e ambientali esistenti a livello comunale, ma indagini più mirate a determinare le relazioni tra fattori di rischio ed eventi sanitari a livello individuale.

«I risultati raccolti sino ad oggi nello studio “Geotermia e salute” – riepilogano per l’occasione dall’Arpat – non hanno rilevato correlazioni tra lo stato di salute dei cittadini e la presenza degli impianti geotermici, lasciando aperta l’ipotesi che alcune delle criticità sanitarie riscontrate sull’Amiata possano dipendere da un mix di fattori di diversa natura».

Alla scienza l’ultima risposta. Anche se non stupirà se, alla fine, verrà evidenziato tra l’incrementarsi dell’attività geotermica sull’Amiata e una mortalità più elevata della media attesa, un diffuso errore statistico noto come correlazione spuria, che avviene – come simpaticamente ricordato da Linkiesta in quest’articolo – quando «due serie storiche che registrano due fenomeni diversi presentano caratteristiche identiche. Il problema è che i fenomeni, come nel caso dei gol di Ramsey e le morti dei personaggi famosi, non hanno nessuna correlazione. Di sicuro, non quella di causa-effetto».

Perché «ogni volta» che il centrocampista dell’Arsenal Aaron Ramsey segna un goal, qualche volto noto (da Bin Laden a Robin Williams, passando per Steve Jobs) subito dopo muore? Per lo stesso motivo che vede l’età di Miss America “legata” al numero di persone statunitensi uccise da vapori o oggetti molto caldi. O ancora, per lo strano feeling che associa il numero di persone morte affogate in una piscina negli Usa con la potenza generata dagli impianti nucleari dello stesso Paese. Si tratta sempre di correlazione spuria e per il nostro cervello, che non vede l’ora di trovare catene di causa-effetto (possibilmente semplici da comprendere) cui aggrapparsi, è una manna. Solo che spesso ci fa giungere a conclusioni completamente sballate.

Bene dunque che riparta lo studio “Geotermia e salute”, al quale lavorano persone competenti e in grado di evitare queste trappole che così spesso affascinano – in tutti i campi – il grande pubblico. I cittadini del territorio amiatino hanno diritto a sapere come difendere al meglio la propria salute, e a cosa sono dovute le deviazioni evidenziate nelle statistiche. Basta che una volta concluso lo studio, con certezza e sulla base di dati scientifici, si sia in grado di decidere qual è il modello di sviluppo (sostenibile) più adatto all’Amiata. E che si proceda di conseguenza.