Istat, Livorno nei dati UrBes: tanto lungomare ma poco benessere

[23 aprile 2015]

Se esiste una leva per risollevare pienamente la Toscana da anni di crisi, sembra che questa poggi in buona parte su Livorno. Il riconoscimento ufficiale è arrivato a livello politico: non è un caso se prima il presidente della Regione e poi il leader leghista Salvini, pur provenendo da percorsi così diversi, abbiano puntato molto sulla tappa labronica del loro percorso pre-elettorale.

L’uscente presidente Rossi, a Livorno, è stato molto esplicito: nonostante le palpabili difficoltà presenti ovunque, «ci sono oggi due toscane, una più forte e una più debole; una che è in piedi ed una che è più ferita e sofferente». La costa è «la parte più debole della Toscana in termini di crescita, d’infrastrutture e di occupazione. Vincere la sfida di uno sviluppo nuovo sulla parte costiera della Toscana collocherebbe automaticamente la nostra Regione ai vertici delle regioni più ricche d’Europa».

UrBes 2015, ossia il secondo rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) nelle città pubblicato oggi dall’Istat, offre un quadro originale della città di Livorno (unico ma significativo esempio della costa toscana preso in esame nell’occasione) in cui provare a definire le sfumature di questo declino.

In UrBes non c’è infatti la sola e sterile discriminante del Pil per caratterizzare la città. In questa edizione, evidenzia anzi l’Istat, viene «migliorata la capacità informativa sul Bes nelle città, attraverso il nuovo set di indicatori che passano da 25 a 64». Una fotografia che, a guardarla, pare quanto meno più coerente con la percezione dei cittadini rispetto ad altre e discutibili classifiche.

«Il quadro sintetico di Livorno che emerge dagli indicatori UrBes – riassume l’Istat – è quella di una città in cui spesso gli indicatori si attestano su posizioni vicine alle medie nazionali. Sono comunque presenti alcuni punti di forza (come ad esempio una buona qualità dell’aria e l’assenza di omicidi) e qualche criticità (nel caso del livello di competenze degli studenti, degli infortuni mortali sul lavoro e degli incidenti stradali)».

Partendo dal sodo, a Livorno si vive più a lungo rispetto al passato: «Nel 2013 la speranza di vita alla nascita nella provincia di Livorno è aumentata di circa 1,7 anni per gli uomini e 0,9 anni per le donne rispetto al 2004 e appare allineata con i valori regionale e nazionale. Tra gli indicatori di mortalità, quello per tumore risulta in lenta diminuzione, in linea con gli andamenti regionale e nazionale». Provando a rispondere sul come si vive, invece, dal ritratto UrBes emergono più ombre che luci.

Il tasso di mancata partecipazione al lavoro è quasi triplicato fra il 2008 e il 2013, con le donne a riscontrare le maggiori difficoltà; di conseguenza nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie è decisamente inferiore rispetto a quello regionale (circa 1.300 euro annui in meno). A fronte di poco lavoro, la volontà di impegnarsi non difetta: istituzioni no profit e volontari hanno registrato una sostanziale crescita dal censimento del 2001.

Quel che manca, almeno nei grandi numeri, sembrano piuttosto le competenze: quelle «degli studenti per l’a.s. 2013/2014, misurate dalle prove Invalsi, presentano valori non brillanti sia in termini di competenza alfabetica che di competenza numerica con un risultato al di sotto dei valori nazionali». Competenze scolastiche ridotte, dunque, ma anche poche realtà lavorative dove ambire a realizzarne di migliori: un circolo vizioso. Nelle imprese del territorio, infatti, la propensione «alla specializzazione nei settori ad alta intensità tecnologica presenta un notevole ritardo, con appena 2 addetti su 100 nel periodo 2007-2011, contro i 3,4 addetti registrati a livello regionale e i 4,4 dell’intero Paese».

Cos’è dunque che davvero abbonda a Livorno? Sole e mare certo non sono mai venuti meno, e indubbiamente almeno un poco aiutano a rischiarare un cielo altrimenti assai cupo. Peccato solo che «lungomare, spiagge e altri fattori ad essi connessi, largamente presenti a Livorno» siano tutti elementi che attualmente neanche gli indicatori UrBes prendono in considerazione. Forse da soli non bastano.