Le miniere di Valdicastello (Pietrasanta – LU) ed il torrente Baccatoio da bonificare

[29 ottobre 2015]

In relazione ad alcuni articoli di stampa apparsi recentemente, nei quali sembrano emergere per la prima volta dati sull’inquinamento del torrente Baccatoio e di alcuni suoli nelle sue prossimità da vari metalli pesanti, si ritiene utile fornire alcune informazioni.

È noto a tutti gli enti (Regione, Provincia, Comuni, ASL12) sino dal 2009, grazie agli accertamenti svolti da ARPAT, che la miniera ex Edem di Valdicastello (acquisita dal Comune di Pietrasanta) doveva essere bonificata e che le acque superficiali ed i sedimenti del torrente Baccatoio presentavano una forte contaminazione da metalli pesanti, in particolare zinco, arsenico, cadmio, piombo e mercurio.

Nel dicembre 2009, su richiesta di ARPAT ed ASL, il Comune di Pietrasanta emise un’ordinanza di divieto di attingimento ed utilizzo delle acque, di pesca e di cattura di altra fauna acquatica in tratti specifici sia del torrente “Baccatoio”, sia del fosso “Carraietta”.

Nel Rapporto di caratterizzazione per il sito torrente Baccatoio trasmesso agli altri enti interessati al procedimento di bonifica da parte del Comune di Pietrasanta in data 16/5/2012 si evidenziava i livelli di inquinamento dei sedimenti nell’alveo del torrente.
Il contesto

Con la denominazione medievale di “Valle Buona”, sono state sfruttate sino dal Medioevo le miniere di Buca dell’Angina, di Monte Arsiccio e del Pollone, interessate da giacimenti di barite, pirite e solfuri di piombo, argento e zinco. Le tre miniere si trovano nel bacino idrografico del torrente Baccatoio, tra S. Anna di Stazzema e Valdicastello Carducci, nel versante meridionale di Monte Lieto e Monte Gabberi. Nel secondo dopoguerra, la società EDEM ha sviluppato un’ultima campagna mineraria che si è conclusa nel 1989 (vedi  scheda geosito del Parco regionale delle Alpi Apuane). Successivamente le miniere sono state acquistate dal Comune di Pietrasanta.

La bonifica

Nell’aprile-maggio del 2009, nell’ambito di accertamenti sull’allora termovalorizzatore in località Falascaia, furono rilevati dal Dipartimento ARPAT di Lucca (che informò di ciò la Provincia di Lucca ed il Comune di Pietrasanta) superamenti dei limiti di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) per alcuni metalli, nei sedimenti del fosso Baccatoio, in prossimità dell’impianto stesso.

A seguito di queste segnalazioni la Provincia di Lucca emise ordinanza nei confronti della ditta TEV (gestore dell’inceneritore) per la bonifica di un tratto del fosso Baccatoio; la ditta TEV ricorse al Tribunale Amministrativo Regionale contro questo provvedimento, che adottò un provvedimento di sospensione nel giugno dello stesso anno, chiedendo che venissero effettuati idonei approfondimenti conoscitivi volti a identificare le cause di contaminazione del torrente ai fini della bonifica ambientale; la Provincia di Lucca chiese ad ARPAT di effettuare tali approfondimenti.

Nel luglio 2009 ARPAT trasmise alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca, al Comune di Pietrasanta, al Comune di Stazzema e alla ASL12 gli esiti degli accertamenti richiesti, evidenziando che i campioni di acqua superficiale e dei sedimenti del torrente Baccatoio a monte di Falascaia confermavano la presenza di una contaminazione da metalli, in particolare zinco, arsenico, cadmio, piombo e mercurio. Venne inoltre trovata grande quantità di ferro sia nei sedimenti che nelle acque superficiali. I saggi di tossicità con Daphnia magna diedero un esito pari al 100% di mortalità, evidenziando un ambiente inadatto per la vita acquatica. Nei mesi successivi furono effettuati ulteriori approfondimenti, risalendo il corso del torrente Baccatoio fino alla miniera ex EDEM di Valdicastello.

Nel febbraio 2010 ARPAT comunicò alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca, al Comune di Pietrasanta, al Comune di Stazzema e alla ASL12 che, a seguito dei carotaggi del suolo risultava una contaminazione da metalli pesanti fino ad una profondità di 2 metri e pertanto il titolare del procedimento di bonifica (il Comune di Pietrasanta, che era subentrato nella proprietà della miniera) doveva procedere con il piano di caratterizzazione per la successiva bonifica. Il Comune ha presentato nel marzo 2012 il rapporto del piano di caratterizzazione per il torrente Baccatoio e nel marzo 2013 il documento programmatico per la messa in sicurezza/bonifica del medesimo corso d’acqua.

Nel maggio 2014 è stata convocata dalla Provincia di Lucca la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del piano di caratterizzazione del Baccatoio; in quella sede ARPAT ha proposto, tra le altre cose, integrazioni al piano di caratterizzazione evidenziando la problematica della contaminazione da tallio (emersa a seguito delle segnalazioni dei ricercatori dell’Università di Pisa nella primavera 2013 e richiedendo che lo stesso venisse preso in considerazione con adeguati approfondimenti nell’ambito del piano stesso.

L’aggiornamento e l’integrazione del piano di caratterizzazione dell’area, predisposto dai tecnici incaricati dal Comune di Pietrasanta, sono stati trasmessi nel mese di ottobre ai diversi enti interessati. Questo documento si basa anche sugli studi e le analisi recenti condotte sul campo dall’Università di Pisa, finanziate dalla Regione Toscana, dai quali emergono anche i dati, ripresi dalla stampa, sui suoli fuori dall’alveo del torrente e gli ortaggi.

Una parte significativa dei campionamenti delle matrici ambientali prese a riferimento per la caratterizzazione (sedimenti, terreni, acque) è stata condotta da parte dei tecnici incaricati dal Comune e dall’Università di Pisa, in parallelo con ARPAT, ai fini della validazione da parte dell’Agenzia, come previsto dalle norme sui procedimenti di bonifica.

Il piano è tuttora all’esame delle Amministrazioni interessate che si esprimeranno in sede di Conferenza dei servizi nelle prossime settimane.

Valutazioni sull’origine della contaminazione dell’area del torrente Baccatoio

Sulla base di quanto emerso dall’istruttoria relativa al procedimento di bonifica, sintetizziamo di seguito le informazioni note sulle possibili sorgenti di contaminazione generale dell’area del Baccatoio, dovuta ai vari inquinanti quali arsenico, mercurio, tallio ed altri:

  • le acque di miniera, cariche di contaminanti, fuoriuscite dai due sistemi minerari di Monte Arsiccio e Pollone che vanno ad alimentare il Torrente Baccatoio, in testa al corso d’acqua e subito a monte di Valdicastello. La conformazione geologica del bacino del torrente Baccatoio sembra impedire in buona parte, comunque, una circolazione profonda di queste acque contaminate. Solo localmente le acque di sorgente possono essere contaminate dalle acque di miniera o, più in generale, da fenomeni di lisciviazione dei depositi minerari sepolti. Questo aspetto può avere influito direttamente sulla qualità delle acque ad uso idropotabile, ma la questione richiede i dovuti approfondimenti di tipo idrogeologico da parte dei tecnici incaricati degli studi;
  • i sedimenti del torrente Baccatoio, che possono essere una sorgente di contaminazione diretta per le acque superficiali o determinare, per fenomeni di adsorbimento/desorbimento, una sorgente di contaminazione secondaria nei confronti delle acque sotterranee;
  • discariche minerarie, stabilimento di Rezzaio e vasche di decantazione: queste sorgenti di contaminazione, nell’ambito della bonifica, si ritiene debbano essere trattate come siti contaminati a sé e indagate singolarmente, con priorità sull’area delle vasche di decantazione degli sterili inglobate in parte nel tessuto urbano di Valdicastello.

L’inquinamento dei sedimenti dell’alveo del torrente Baccatoio

Per quanto riguarda i sedimenti nell’alveo del Baccatoio e il loro livello di contaminazione, sono disponibili, e già discussi nelle passate Conferenze di servizi, i dati rilevati in sede di caratterizzazione nell’ambito del procedimento di bonifica contenuti nel già ricordato Rapporto di caratterizzazione per il sito del torrente Baccatoio, prodotto dal Comune di Pietrasanta nel 2012.

Il quadro delle informazioni disponibili evidenzia la necessità di procedere al più presto con i lavori della Conferenza dei servizi per l’esame dei materiali presentati, al fine di poter progettare in tempi ormai non differibili la bonifica delle aree in questione.

L’Azienda Sanitaria Locale, competente per gli effetti sulla salute dovuti all’inquinamento ambientale e in materia di controllo sugli alimenti, alla luce dei dati disponibili, potrà valutare se e quali provvedimenti proporre al Comune di Pietrasanta per l’adozione di una nuova eventuale ordinanza che rafforzi ed estenda i divieti vigenti già dal 2009.