Oltre il 97% delle acque di balneazione toscane è eccellente

[30 giugno 2014]

Come ogni anno (dal 1986), Legambiente ha presentato i risultati della campagna ‘Goletta verde’, dopo aver effettuato alcuni campionamenti lungo le coste toscane, cercando di cogliere, soprattutto, le zone a maggiore criticità, laddove sono presenti divieti permanenti di balneazione e/o vi sono le foci di corsi d’acqua in aree urbanizzate, effettuando i campionamenti nei più più esposti a possibili inquinamenti. . Infatti, lo scopo principale della campagna itinerante di Legambiente è quello di sensibilizzare cittadini ed amministratori sulla tutela dell’ambiente e, in particolare, delle acque e delle coste, conducendo una battaglia contro la mancata depurazione, l’abusivismo, la speculazione edilizia ed altre problematiche, premiando chi attua lo sviluppo sostenibile.

La necessità di migliorare la gestione della risorsa idrica è comune a tante Regioni italiane ed anche in Toscana è importante continuare ad investire in questo campo, in particolare per completare e adeguare le reti fognarie e per potenziare il sistema di trattamento, con l’obiettivo di assicurare il convogliamento di tutte le acque di scarico ad impianti di depurazione efficienti: l’associazione regionale delle aziende che gestiscono il Servizio idrico integrato in Toscana (Confservizi Cispel Toscana) sostiene da tempo che sono necessari investimenti adeguati (vedi anche le notizie pubblicate sul sito Web ARPAT in merito ai depuratori ).

Questo tuttavia, come attesta anche Legambiente, non inficia una situazione complessivamente molto buona delle acque di balneazione della nostra regione, ma occorre fare alcune precisazioni.

Il monitoraggio ufficiale delle acque marine costiere effettuato da ARPAT

ARPAT controlla la qualità delle acque di balneazione secondo  quanto previsto dalla normativa europea e nazionale, effettuando prelievi mensili durante la stagione balneare (in Toscana, da aprile a settembre, sono analizzati oltre 1600 campioni) ed analisi dei 2 parametri microbiologici (Escherichia coli ed enterococchi intestinali).

Questi controlli, infatti, hanno lo scopo principale di tutelare la salute dei bagnanti, sia nel caso di eventi di particolare rilevanza (divieti temporanei) sia di fronte ad una situazione di perdurante criticità (divieti permanenti).

In Toscana, su 266 aree di balneazione controllate nel 2013, oltre il 97% è risultato in qualità “eccellente” o “buona”. per il dettaglio vedi il Rapporto 2013 ).

La classificazione risente dell’evoluzione dello stato delle acque al variare del carico antropico e dei fattori climatici durante 4 anni e tiene conto dei soli prelievi programmati (mediamente 24 campioni per ciascuna area), ma vi sono variazioni molto rapide, soprattutto in prossimità delle foci fluviali ed in concomitanza con eventi atmosferici (piogge, temporali, ecc.), che possono dare luogo a situazioni di temporanea inidoneità alla balneazione, anche in aree classificate eccellenti.

Inoltre, lungo le coste Toscane esistono diversi tratti sottoposti a divieto permanente di balneazione (http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/balneazione/divieti-di-balneazione/balneazione-divieti-permanenti-stagione-in-corso ):

  • 10 zone vietate per motivi igienico sanitari (ca. 4,7 km totali di costa) e si tratta di foci di corsi d’acqua che veicolano scarichi non del tutto depurati; tali zone sono controllate con le stesse modalità delle aree di balneazione per verificare il risanamento che le amministrazioni locali devono attuare;
  • 42 zone di divieto per la sicurezza della navigazione (porti, porticcioli e approdi) per complessivi 113 km di costa e 4 per altri motivi (la zona militare dell’Accademia Navale di Livorno, il penitenziario dell’Isola di Gorgona e le riserve marine di Pianosa e Montecristo), dove non viene effettuato alcun tipo di controllo ai fini della balneazione;
  • nelle acque interne (fiumi e laghi) vi sono solo 7 aree dove la balneazione è espressamente prevista (laghi di Bilancino, Accesa, Braccini, Calidario e Renai) e vengono effettuati i normali controlli.

Bagnarsi nelle zone soggette a divieto per qualunque motivo, oltre che proibito, è vivamente sconsigliato per motivi igienici, poiché non è infrequente (ad esempio nelle aree portuali) che le acque non abbiano i requisiti minimi di balneabilità, poiché gli scarichi fognari vengono spesso convogliati in tali zone.

Ricordiamo, poi, che, sempre dal 2010, il divieto temporaneo (su ordinanza del Sindaco) scatta su tutta l’area di balneazione non appena l’analisi di almeno 1 parametro risulti superiore ai limiti (per le acque marine E. coli >500 UFC/100 ml; enterococchi >200 UFC/100 ml) e può essere rimosso, sempre con ordinanza sindacale, dopo un primo esito analitico favorevole successivo all’evento di inquinamento.

Sul sito dell’Agenzia, è stata rinnovata completatmente la sezione dedicata alla balneazione (http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/balneazione ), nella quale, fra le tante informazioni messe a disposizione di tutti, viene pubblicato l’elenco delle acque di balneazione, dei divieti permanenti e temporanei; i risultati deicontrolli per ciascun area di balneazione; informazioni che si trovano anche sulla APP per smartphone e tablet realizzata da ARPAT.

Delle situazioni di inquinamento temporaneo inoltre viene prontamente data notizia anche attraverso Twitter , con l’utilizzo costante dell’hashtag #balneazione.

I punti critici individuati da Goletta verde sulla costa toscana

In relazione ai dati diffusi da Goletta Verde, dai quali emergevano 6 punti critici lungo la costa toscana, l’Agenzia ritiene, comunque, opportuno commentare le situazioni segnalate, con i dati risultanti dal monitoraggio svolto all’Agenzia sulla base di standard europei e secondo un calendario stabilito all’inizio di ogni stagione balneare.

Il dettaglio per i singoli punti segnalati da Legambiente:

Foce Carrione – Marina di Carrara (MS)
Il torrente Carrione sfocia in prossimità del Porto di Marina di Carrara, in una zona sottoposta a divieto permanente di balneazione per motivi indipendenti dall’inquinamento e, come tale, da molti anni non rientra più nei programmi di monitoraggio delle acque di balneazione messi in atto da ARPAT.
Del resto, la presenza di scarichi diretti nel corso d’acqua e, in particolare, di quello della fognatura mista, che, per incompletezza e/o inadeguatezza della rete di collettamento, non vengono convogliati al depuratore comunale, genera una situazione di perdurante inquinamento.
Il Comune di Carrara ha iniziato, nel 2011, un progetto di ristrutturazione del sistema fognario per rimuovere questi scarichi, in concomitanza con il raddoppio della capacità del depuratore, nel quale gli scarichi dovranno recapitare.
Da aggiungere, inoltre, che il torrente Carrione è un corso d’acqua fortemente antropizzato: scorre per lo più tra alte pareti di cemento; risulta assente la fascia di vegetazione ripariale; l’alveo piatto ed uniforme riduce drasticamente la diversità ambientale e, con ciò, la stessa possibilità di ospitare una fauna macrobentonica diversificata; di conseguenza, vengono quasi annullate anche le proprietà autodepuranti del corso d’acqua.

Foce Magliano – Marina di Massa (MS)
A differenza della foce del Carrione, il punto di immissione a mare del torrente Magliano è situato in un’area di balneazione (denominazione “Magliano” e codifica IT009045010008) estesa per circa 225m nel territorio del comune di Massa.
Si tratta di un’area attualmente (2013) classificata di qualità “buona” (D.Lgs 116/08), ma soggetta a ripetuti episodi di superamento dei limiti normativi nel corso degli anni (5 casi nel 2008, 1 ciascuno nel 2009 e nel 2010, 1 inquinamento di breve durata sia nel 2011 che nel 2012, 3 casi nel 2013): anche in questa stagione, di recente (17/6/14), si è avuto un caso di inquinamento con relativo divieto temporaneo di balneazione, rimosso il 26/6/14.
La probabile causa, anche in questo caso, è la presenza nel fosso Magliano di scarichi fognari non ancora collettati e di possibili scarichi abusivi.

Foce fiume Albegna – Orbetello (GR)
Durante l’alluvione dell’autunno 2012 si sono prodotte numerose modifiche a tutto questo territorio della Maremma toscana ed è probabile che si siano verificati anche danni alle infrastrutture acquedottistiche ed alla rete fognaria. Infatti, le indagini condotte a seguito di un prolungato (21-30 maggio 2013) caso di inquinamento della foce del fiume Albegna (area IT009053018020 – Lato Sud foce fiume Albegna ) hanno evidenziato una grave contaminazione fecale del canale dell’idrovora e, in misura minore, di gran parte degli altri fossi e canali circostanti.
La situazione sembra ancora non risolta, se all’inizio di questa stagione balneare (29/4/14) si è registrato un caso di inquinamento (divieto temporaneo revocato il 5/5/14).

Spiaggia di Margidore – Capoliveri (LI)
La spiaggia di Margidore è situata all’interno dell’area di balneazione “Golfo Stella ovest” (IT009049004A009 ), che raggruppa 2 precedenti aree (“Margidore” e “Margidore Sud”) controllate separatamente fino al 2010: è un’area in classe “eccellente” ed non si sono mai avuti superamenti da almeno il 2006.

Marina di Campo – Loc. la foce – Campo nell’Elba (LI)
L’area di balneazione “Marina di Campo – Loc. La Foce” (IT009049003001) si trova nella parte orientale della lunga spiaggia di Marina di Campo, dove sfocia un canale artificiale che convoglia a mare le acque provenienti da alcuni piccoli fossi e canali, nei pressi di alcuni insediamenti turistici (camping). Quest’area è in classe “eccellente” e non si sono mai avuti superamenti dal 2007 ad oggi.

Porto di Marciana Marina – Marciana Marina (LI)
Il moletto del pesce si trova all’interno del Porto di Marciana M. e, in pratica, segna il limite orientale del divieto permanente di balneazione che racchiude l’intera area portuale. Ad Est del moletto e, quindi, al di fuori del divieto portuale, è situata un’area di balneazione, denominata “Fosso di Lavacchio” (IT009049011002) , che, in passato, ha avuto alcuni casi di inquinamento (6 episodi tra 2006 e 2010), probabilmente a causa di problemi al sistema di collettamento e depurazione dei reflui fognari: attualmente quest’area è in classe “eccellente”, non avendo più avuto episodi di inquinamento dal 2010.

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