Aggiornamenti sullo sfiaccolamento della Ineos (Vada – LI)

[31 luglio 2015]

In relazione allo sfiaccolamento in corso presso l’impianto della ditta Ineos Manufacturing Italia SpA in località Rosignano Solvay (LI), iniziato lunedì 27 luglio scorso, si forniscono gli aggiornamenti del caso:

  • Secondo quando comunicato dalla stessa azienda nel tardo pomeriggio di ieri, 30 luglio, dal momento dell’inizio dell’evento incidentale (10,45 del 27.7.15) fino alle 17,00 del 30.7.15 la quantità di etilene inviata in torcia è stata di circa 76 tonnellate.
  • Durante il periodo di sfiaccolamento è stato possibile inviare – solamente per alcune ore durante la giornata del 29.7, a causa di acqua o ghiaccio ancora residui nell’impianto – l’etilene gassosa alla torcia situata all’interno dello stabilimento, equipaggiata di una linea vapore per migliorare la combustione e diminuire la fumosità, invece che a quella dello stoccaggio di Vada.
  • l’azienda sta continuando ad operare per ripristinare la situazione di normale funzionamento dell’impianto.
  • La sostanza inviata in torcia è etilene CH2=CH2, un alchene, appartenente alla categoria degli idrocarburi insaturi caratterizzati dalla presenza del doppio legame carbonio-carbonio. A temperatura ambiente l’etilene è un gas altamente infiammabile che quindi è stoccato, per motivi di sicurezza, a temperature inferiori a 50 ° C. La combustione completa di etilene porta alla formazione di anidride carbonica e acqua. In caso di eccesso di combustibile oppure insufficienza di ossigeno si può avere la formazione di ossido di carbonio e di residui carboniosi.
  • il settore specialistico “Modellistica previsionale” di ARPAT ha effettuato (vedi report integrale) un’analisi meteorologica dell’andamento dei venti nelle giornate più “critiche” del 27 e 28 luglio (caratterizzate da un flusso di etiliene in torcia di circa 1 t/h, diminuito fino a 0,5 t/h il 30 luglio) per individuare le aree potenzialmente interessate dalla dispersione dei fumi provenienti dall’impianto Ineos.
  • Lo studio conclude che in relazione alla durata dell’evento, alla quota della torcia ed all’innalzamento dei fumi per effetto del calore sprigionato (stimabile in 3284 kcal/s), alla morfologia pianeggiante della zona contermine allo stabilimento, alle condizioni meteorologiche del periodo in cui si è sviluppato l’incendio, si ritiene che (la cartina qui sopra) possa rappresentare con buona approssimazione le aree più interessate dalla dispersione e deposizione delle sostanze rilasciate nel corso dell’evento.
    Si tenga conto, per quanto sopra riportato, che l’area identificata in giallo è interessata durante il periodo diurno, mentre quella in arancione durante il periodo notturno. Come si può notare, le due zone non includono insediamenti residenziali significativi; gli insediamenti a S (“villaggio Pontile”) ed a SE (“villaggio Fanfani”, lungo via di Porto e strade contermini) dell’impianto Ineos risultano potenzialmente interessati in misura piuttosto marginale, mentre la linea costiera con gli stabilimenti balneari e le “spiagge bianche” risultano interessati pressoché esclusivamente nel periodo notturno fino al primo mattino, quando sono tipicamente meno frequentati.
    Tali conclusioni sono da confermare anche alla luce delle condizioni meteo verificatesi nei giorni 29 e 30 luglio, che sono risultati simili a quelli esaminati nello studio.
  • Per il monitoraggio delle eventuali ricadute sul territorio è stato inoltre provveduto a rilevare i dati della centralina della rete di monitoraggio locale della qualità dell’aria ubicata nel comune di Rosignano Marittimo in località Poggio S.Rocco, anche se significativamente distante dall’impianto di stoccaggio etilene Ineos.
    I dati presi in considerazione sono stati quelli delle polveri fini (frazione PM 2.5), parametro ritenuto più idoneo da mettere in relazione con gli inquinanti della combustione derivanti dalla torcia Ineos. La concentrazione delle polveri fini dal giorno di inizio dell’evento, risultano in linea con quelli dei giorni precedenti e all’interno dei limiti normativi fissati per la qualità dell’aria ambiente.