Ancora odori a Viareggio

[13 dicembre 2013]

Con una certa frequenza giungono ad ARPAT segnalazioni di cittadini della Versilia che si lamentano della presenza di cattivi odori nell’abitato di Viareggio o in zone limitrofe.

Le cause di queste maleodoranze nel territorio versiliese sono molteplici . In alcune occasioni, gli operatori ARPAT della Versilia hanno accertato che la causa erano le torbe incendiate o fenomeni di combustione abusiva talvolta difficilmente attribuibili a soggetti individuabili. Altre volte gli odori, invece, provenivano da precisi impianti, Pioppogatto, Le Carbonaie, la Morina, il depuratore.

Di recente si sono manifestati fenomeni di maleodoranze nella zona Marco Polo, a Viareggio, ARPAT ritiene che possano essere attribuiti, con alta probabilità, all’impianto di compostaggio della Morina.

In questo periodo dell’anno, con il fenomeno dell’inversione termica, è, infatti, più facile percepire nell’aria cattivi odori. L’inversione termica, freddo durante la notte e temperature più calde durante il giorno, favorisce il ristagno a bassa quota, nelle prime ore del mattino, dei vapori carichi di sostanze chimiche e maleodoranti che si sprigionano dai cumuli di materiali verdi stoccati all’aperto nel’impianto della Morina. I cattivi odori tendono a sparire nel corso della mattina, quando i venti di mare spazzano via “il tappo” formatosi nella notte e liberano l’aria dalle maleodoranze.

ARPAT nel corso del 2013 ha effettuato diversi sopralluoghi presso l’impianto sopra citato, già oggetto di controlli anche negli anni passati, verificando una gestione non corretta dello stesso che ha comportato, più di una volta, la richiesta alla Provincia di Lucca e al Comune di Viareggio di adottare provvedimenti.

Nel corso degli ultimi sopralluoghi realizzati, ad aprile, a maggio e a luglio, gli operatori hanno riscontrato una serie di criticità, come, ad esempio, macchinari in disuso abbandonati ed in cattivo stato di conservazione, sversamenti di sostanze oleose provenienti dal lavoro di officina vicino ad un pozzetto disoleatore, lo stoccaggio provvisorio dei metalli privo di sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche ed altro ancora.

Con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti “verdi”, gli operatori ARPAT, hanno messo in evidenza che:

  • l’area dove avvengono le operazioni di stoccaggio e compostaggio del verde presenta zone nelle quali l’impermeabilizzazione è deteriorata ed in alcuni punti mancante, questo provoca un notevole ristagno delle acque meteoriche che non raggiungono i quattro punti di raccolta dislocati agli angoli dell’area per poi confluire in una vasca di raccolta,
  • l’acqua nella vasca di raccolta si presenta con notevole vegetazione in superficie, ciò fa supporre o uno scarso utilizzo dell’areatore o una sua insufficienza.

L’impianto di compostaggio la Morina si sta adeguando alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione n. 483 del 27/01/2010, queste, se ben realizzate, dovrebbe anche ridurre alcune problematiche quali gli odori.

I tempi di realizzazione degli interventi si mostrano però eccessivamente lunghi, pertanto ARPAT ha ritenuto opportuno richiedere, con comunicazione del 22 ottobre u.s., alla Provincia di Lucca che la ditta presenti un cronoprogramma dettagliato che definisca con precisione i tempi di adeguamento dell’impianto.

L’Amministrazione provinciale, successivamente a tale comunicazione, si è attivata in tal senso nei confronti del gestore dell’impianto.